giovedì 27 novembre 2008

Ancora sui benefici del cioccolato: lunga vita ai “cioccolofili”!















Il cioccolato è un alimento psicoattivo
che viene prodotto dai semi dell’albero di cacao tropicale Theobroma Cacao.
E’ stato il naturalista svedese Linneo a dargli questo nome, classificandolo. Il termine greco theobroma significa letteralmente cibo degli dèi.
In realtà è stato anche definito cibo del diavolo, forse perchè induce in tentazione vista la sua golosità, ma non ci sono ancora spiegazioni teologiche a questa associazione demoniaca. Dèi o diavolo, il cioccolato fa bene, ne abbiamo già parlato.
Gli aztechi lo usavano durante le cerimonie religiose per conferire vitalità e saggezza ai sacerdoti, ai guerrieri e ai nobili.
Il celebre libertino italiano Giacomo Casanova(1725-1798) lo assumeva come afrodisiaco prima di portare a letto le sue conquiste.

Più di recente uno studio sugli studenti maschi laureatisi nel corso della storia della celebre università di Harvard, avrebbe dimostrato che erano vissuti un maggior numero di anni quelli che consumavano cioccolato, piuttosto che coloro che si astenevano dal suo consumo.

Proprio così, se avete consumato tante uova di cioccolato, vivrete più a lungo. il cioccolato rende più longevi. Sembrerebbe che gli elevati livelli di polifenolo presenti al suo interno siano la spiegazione del suo potere allontana morte.
I polifenoli, infatti, riducono l’ossidazione delle lipoproteine, e proteggono contro le malattie cardiache. Le teorie sono ancora in fase speculativa, certo è che se la cardioaspirina avesse il sapor di cioccolato non sarebbe certo una cattiva idea!
Oltre che a rendere più longevi, il cioccolato aumenterebbe le capacità cognitive. Esperimenti compiuti sui topi in laboratorio, avrebbero rilevato un aumento della capacità di attenzione e un incremento della memoria, relativa all’assunzione di cacao.
Se a questo aggiungiamo i benefici effetti sull’ umore e sull’eros e la diminuizione dei disturbi dovuti alla sindrome premestruale, credo sia il caso di correre al supermercato per fare incetta delle uova pasquali a prezzi scontati. Lunga vita ai cioccolofili!

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martedì 25 novembre 2008

Masturbazione e cancro alla prostata

La masturbazione riduce il rischio di sviluppare il cancro alla prostata. Secondo alcuni ricercatori del Cancer Council Victoria di Melbourne (Australia), la masturbazione, in particolar modo in quegli uomini che non hanno rapporti sessuali regolari, aiuterebbe a prevenire il tumore alla prostata perché grazie ad un'eiaculazione frequente si evita che eventuali sostanze cancerogene possano accumularsi nella ghiandola prostatica. I dettagli della ricerca sono stati riportati sul New Scientist in un articolo del 2003.

Per condurre lo studio sono stati arruolati circa un migliaio di uomini affetti da tumore alla prostata e poco più di 1200 sani, a tutti i partecipanti è stato fatto compilare un questionario con diverse domande sulle loro abitudini sessuali. Gli esperti spiegano che studi precedenti avevano dimostrato che un elevato numero di rapporti con partner diverse era legato ad un aumento del pericolo di sviluppare il cancro alla prostata, un pericolo che però non era legato al numero di rapporti in se ma al fatto che l'elevato numero di partner diverse esponeva ad un maggior rischio di contrarre patologie che potevano contribuire alla comparsa della neoplasia prostatica.

Graham Giles, coordinatore dello studio australiano, spiega che in base ai dati raccolti si è potuto osservare che gli uomini che hanno un'intensa attività tra i venti i cinquant'anni hanno meno probabilità di sviluppare la malattia. In particolar modo, si è scoperto che gli uomini che eiaculavano più di cinque volte alla settimana intorno ai 20 anni avevano circa il 33 per cento di probabilità in meno di sviluppare il cancro alla prostata.

Secondo Graham Giles, l'effetto che si ottiene sull'organismo è assimilabile a quello che avviene con l'allattamento al seno nelle donne. Si è dimostrato che le mamme che allattano al seno hanno una minore probabilità di contrarre il cancro al seno.

Tornando allo studio australiano, secondo gli esperti, le frequenti eiaculazioni hanno un effetto protettivo contro il cancro perché prevengono la costruzione di cellule cancerogene nella prostata.


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lunedì 24 novembre 2008

I crauti "ammazzano" i grassi























Fonte rivista "Il luogo ideale"

venerdì 21 novembre 2008

Le proteine

Le proteine sono le costituenti fondamentali delle nostre cellule e per questo si dice che hanno una funzione strutturale o plastica. Esse sono formate da piccole unità dette aminoacidi. Gli aminoacidi necessari sono 22 ma di questi solo 8 sono considerati essenziali perchè l'organismo umano non è in grado di sintetizzarli (produrli) ma deve prenderli dal cibo. Se uno di questi aminoacidi essenziali non viene assunto con l'alimentazione si preclude automaticamente la formazione delle proteine o dei tessuti contenenti quel particolare aminoacido. Le proteine che contengono tutti e 8 gli aminoacidi essenziali sono complete e vengono definite ad alto valore biologico. Le proteine che si trovano nei prodotti animali come uova, latte o derivati, pesce, carne e salumi sono proteine ad alto valore biologico. Le proteine vegetali, presenti ad esempio nei legumi e nei cereali, hanno invece un valore biologico soltanto discreto perchè carenti di alcuni aminoacidi essenziali. Però, consumati insieme, si completano a vicenda.

IL FABBISOGNO DI PROTEINE NELLO SPORT

Il fabbisogno di proteine varia in funzione dell'età e del tipo di attività fisica. É infatti proporzionalmente maggiore nella crescita, nei bambini rispetto agli adulti, e nello sport per la manutenzione dei tessuti muscolari sottoposti a carichi di lavoro continui. Per la popolazione generale si raccomandano circa 0.9 g/kg di peso corporeo pari a circa il 10-12% dell'introito calorico giornaliero. L'atleta che necessita di incrementare le masse muscolari può arrivare ad assumere proteine fino a 1.5-1.8g/kg di peso, per un breve periodo. Per mantenere il livello di massa muscolare già acquisito, sono invece sufficienti gli 0.9 g/kg di peso corporeo.

RICORDATI CHE

Non sono necessarie ogni giorno assunzioni di grandi quantità di proteine, poichè le proteine in eccesso non vengono conservate nell'organismo e sovraccaricano il lavoro dei reni Non è vero che le proteine vegetali (legumi secchi) non possono essere utilizzate: integrate con farinacei, forniscono un'ottima miscela di proteine ad alto valore biologico L'alternanza delle fonti proteiche sia animali che vegetali ti garantisce un introito di tutti gli aminoacidi necessari.

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martedì 18 novembre 2008

Fare ginnastica in palestra o i casa?

Fare le faccende di casa può essere altrettanto proficuo, se si vuol perdere peso, che ingaggiare un personal trainer. Buona notizia per chi non ha tempo o soldi necessari da investire in un'attività sportiva. La notizia viene dalla University of Central Florida. Karen Dennis, medico del centro statunitense, sta conducendo uno studio, che durerà cinque anni, su donne in menopausa di età compresa tra i 50 e 65 anni. Lo studio vuole verificare l'efficacia di due programmi di fitness, entrambi seguiti da esperti ma uno da fare in casa e l'altro in palestra. I risultati preliminari hanno dimostrato che i due approcci sono equivalenti, se affrontati con serietà e con un regime alimentare appropriato, per perdere peso.

Allo studio prendono parte 300 donne. Nel primo anno la maggior parte di loro hanno perso tra i 12 e i 15 chilogrammi. Le donne sono seguite costantemente da un'equipe di medici a cui possono rivolgersi sia per avere un supporto tecnico che psicologico. Questo studio durerà cinque anni "perché il nostro obiettivo è quello di modificare i comportamenti alimentari e di vita scorretti e fare in modo che le donne che stiamo seguendo non riprendano le vecchie abitudini", sostiene la Dennis. "Lo sforzo richiesto sembra tanto, ma in realtà molte delle partecipanti sono contente perché hanno riacquistato fiducia in loro stesse e una maggiore armonia con il loro corpo, oltre che a un miglioramento notevole della salute generale", conclude la Dennis.

Fare 30 minuti di passeggiata fa consumare tanto quanto una corsetta blanda sul tapis roulant. Salire due rampe di scale almeno quattro volte al giorno è come fare 15 minuti di step. Pulire il giardino e fare le pulizie in casa per almeno 1 ora al giorno vale quanto un'ora di palestra. "Convincere le donne in meno pausa a fare attività fisica, anche al di fuori di luoghi preposti come possono essere le palestre, è un grande obiettivo soprattutto in una società, come quella americana, dove l'obesità è in diffusione", ha affermato la dottoressa Dennis. Il programma messo a punto dal medico americano prevede anche, oltre ad una regolare attività fisica, una dieta da seguire il cui obiettivo principale è quello di modificare e correggere abitudini scorrette. Emanuela Grasso

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venerdì 14 novembre 2008

Diabete e disfunzione erettile

Gli uomini colpiti da diabete che presentano anche dei problemi di disfunzione erettile hanno un rischio maggiore di contrarre patologie di tipo cardiovascolare. Il legame fra disfunzione erettile e problemi cardiovascolari è stato dimostrato già da numerosi studi scientifici, due nuovi studi hanno però individuato un nuovo fattore associato ad una maggiore incidenza dei problemi cardiaci, la disfunzione erettile.

Entrambi gli studi, pubblicati sul Journal of the American College of Cardiology (Maggio 2008), sono del parere che i problemi di disfunzione erettile, soprattutto nel caso di uomini colpiti da diabete di tipo 2, sono solo l'anticamera di una serie di patologie cardiovascolari che si conclameranno negli anni a venire.

Riassumiamo brevemente i due studi che mettono in relazione diabete, disfunzione erettile e problemi cardiovascolari.

Uno studio, condotto presso l'Istituto Beato Matteo di Vigevano (Italia), è stato coordinato da Carmine Gazzaruso. I ricercatori hanno preso in esame un gruppo 291 uomini affetti da diabete di tipo 2 e hanno confrontato i dati raccolti con quelli di un gruppo di controllo. La conclusione è stata che i pazienti che presentavano anche dei problemi di disfunzioni erettile avevano un rischio doppio di sviluppare problemi cardiovascolari nei quattro anni successivi alla diagnosi.

Il secondo studio, coordinato da Peter Chun-Yip Tong, è stato condotto presso l'Università di Hong Kong. In questo caso sono stati esaminati 2.306 uomini affetti da diabete di tipo 2, del totale circa 270 presentavano dei problemi di disfunzione erettile. All'inizio dello studio nessun partecipante aveva mai avuto problemi di tipo cardiovascolare.

Durante il periodo di osservazione, durato circa quattro anni, 123 uomini sono stati colpiti da infarto. Dalla comparazione dei dati clinici dei pazienti è emerso che gli uomini diabetici, che presentavano anche problemi di disfunzione erettile, avevano un 58 per cento di possibilità in più di morire per infarto.

In base ai risultati di questi studi, la comparsa di disfunzioni erettili nei pazienti diabetici deve mettere in guardia su possibili problemi cardiovascolari futuri. Durante lo studio italiano si è però notata una cosa, i pazienti diabetici con disfunzione erettile che assumevano le statine, i farmaci anticolesterolo, riducevano di un terzo il rischio di malattie cardiovascolari.


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mercoledì 12 novembre 2008

Qualche regola per prevenire l'ipercolesterolemia

Attualmente esitono terapie farmacologiche capaci di abbassare
i valori di colesterolo nel sangue e devono pertanto essere
utilizzate in tutti quei casi di pazienti a elevato rischio di insorgenza
di malattia cardiovascolare (prevenzione primaria) e in tutti quei
pazienti già colpiti da patologie cardiovascolari (prevenzione
secondaria). Ma rimane elemento essenziale nell'approccio
sanitario all'ipercolesterolemia "la prevenzione", attraverso
adeguati stili di vita, quali:

* mantenere un'alimentazione sana, riducendo il consumo
di grassi animali;

* controllare il peso corporeo;

* fare attività fisica in maniera regolare;

* ridurre o meglio abolire fumo e alcool;

* controllare regolarmente i valori del colesterolo totale.

Fonte: PHARMaMICA

lunedì 10 novembre 2008

Russare e vita sessuale

Russare disturba la vita sessuale

Una nuova ricerca condotta dalla British Snoring & Sleep Apnoea Association, per presentare la settimana nazionale per smettere di russare, mostra che le persone che russano hanno vite sessuali meno soddisfacenti.

A detta del Daily Mail, oltre la metà delle persone intervistate hanno detto che farebbero più spesso l'amore se loro o i loro partner smettessero di russare. Inoltre un terzo delle coppie ha ammesso di avere rapporti molto raramente perché uno dei due russa.

L'81% dei partner delle persone che russano, sostengono di non riuscire a dormire abbastanza e la metà di questi si svegliano sentendosi stanchi. Il 70% delle coppie che hanno questo problema decidono di dormire in camere separate per dormire meglio.

"In passato abbiamo considerato unicamente gli effetti clinici del russare e le terapie adatte, ma sono stati condotti pochi studi riguardanti gli effetti psico-sessuali del problema" sostiene Marianne Davey, co-fondatrice dell'associazione.

"Gli intervistati ci hanno detto che le loro relazioni migliorerebbero se si smettesse di russare e che sicuramente questo condiziona la loro vita sessuale. È evidente che il russare porta a discussioni, che crescono col tempo e possono avere effetti deleteri e portare addirittura alla rottura delle rapporti." ha aggiunto Davey.


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giovedì 6 novembre 2008

Vino rosso, alternativa al viagra

Vino rosso, alternativa al viagra

Vino rosso: alternativa al viagra

Il vino rosso, se bevuto nella giusta quantità, può essere un'alternativa al viagra in quanto migliora le prestazioni sessuali. Questa è la conclusione di una ricerca i cui risultati sono stati presentati da Andrea Ledda, docente dell'Università dell'Aquila, in occasione del convegno Vino e Salute (Giugno 2008).

Tre bicchieri di vino sembrerebbero aumentare il piacere sessuale favorendo l'erezione e ritardando lievemente il riflesso eiaculatorio, migliorando quindi, anche se limitatamente, il problema legato all'eiaculazione precoce.

Durante la ricerca sono stati poi individuati altri benefici del vino rosso sulla salute. L'assunzione della bevanda in dosi moderate aiuta a prevenire l'arteriosclerosi e combatte l'andropausa, un evento patologico legato soprattutto all'insufficienza degli ormoni androgeni da parte dei testicoli e al precoce invecchiamento dell'apparato genitale maschile.

In occasione del convegno Vino & Salute è intervenuta anche la Prof.ssa Teresita Mazzei, presidente della Società Internazionale di Chemioterapia (ISC), che ha evidenziato un'altra proprietà del vino rosso. Il vino, sempre se bevuto con moderazione, può incidere nella prevenzione di alcune forme tumorali come: tumore al seno, tumore alla prostata e tumore al polmone. L'esperta spiega che fino ad oggi la sperimentazione è stata condotta solo su animali ma, in base ai risultati ottenuti, è molto probabile che gli stessi effetti si possano ottenere anche sull'uomo.

Durante il convegno si è rimarcata l'importanza della nutrigenomica, un campo relativamente nuovo della medicina molecolare che studia come il cibo sia in grado di intervenire sul DNA per attivare quei geni che impediscono l'insorgere nell'organismo di alcune patologie. In base ai risultati ottenuti in numerosi studi, è possibile prevenire diverse patologie adottando abitudini di vita sane e una dieta equilibrata e controllata.

Nel caso non vi siano particolari controindicazioni, come per esempio nel caso di tumore al fegato o cirrosi epatica, prima di provare con il viagra potreste quindi provare con tre bicchieri di vino rosso al giorno stando attenti a non esagerare, quantitativi superiori non migliorerebbero le prestazioni sessuali e al contrario potrebbero essere dannosi.


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martedì 4 novembre 2008

Latte di pecora contro i tumori


Latte di pecora contro i tumori

Uno studio condotto dall'università di Firenze, ha analizzato le proprietà nutrizionali del late di pecora e dei suoi derivati. Dall'analisi è emerso che questo alimento ha delle caratteristiche che aiutano a prevenire malattie cardiovascolari e alcune forme di tumori, caratteristiche che sono state riscontrate solo nel latte prodotto da animali alimentati in maniera naturale, con erba fresca dei campi, e non con foraggio secco.

La ricerca è stata coordinata dal professor Mauro Antongiovanni, ordinario di Nutrizione e alimentazione animale nel Dipartimento di Scienze zootecniche dell'Università di Firenze. Il professore ha evidenziato come grazie al late di pecora si potrà fare una prevenzione efficace soprattutto per i tumori che interessano il colon e la mammella.

I risultati completi di questa ricerca, verranno esposti il prossimo 27 luglio al Congresso mondiale di Scienze animali e scienze del latte che si svolgerà a Cincinnati negli Usa. I ricercatori hanno notato che cambiando la dieta degli animali, è possibile diminuire la concentrazione di acidi nocivi come il miristico e il palmitico in un valore medio di -40% e contestualmente, si aumentano gli acidi benefici come il butirrico di un +15% e del CLA (acido linolenico coniugato o acido rumenico) del +500%.


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