giovedì 28 gennaio 2010

Il cervello lavora meglio con la pausa caffe'

Favorisce il lavoro, lo studio e la memorizzazione

Il cervello lavora meglio con la pausa caffe'

ROMA - Le pause aiutano a lavorare meglio; il break per il caffé, anche solo per pochi minuti, la pausa pranzo, o in generale tutte le piccole pause che si riesce a prendere nel corso dell'attività lavorativa o di studio, favoriscono l'apprendimento e la memorizzazione di ciò che si è appena incamerato nel cervello. Lo dimostra uno studio coordinato da Lila Davachi e condotto da Arielle Tambini, del dipartimento di Psicologia della New York University.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Neuron, svela un altro tassello del misterioso processo con cui formiamo i ricordi. Numerosi lavori scientifici hanno ormai confermato la teoria secondo cui il sonno è il momento in cui il cervello fa ordine e rielabora tutte le informazioni incamerate durante il giorno, consolidando il ricordo di eventi o fatti importanti che resteranno quindi incisi nella memoria, ed eliminando le informazioni superflue, facendo una sorta di 'potatura' delle sinapsi in cui queste informazioni sono state temporaneamente sistemate.

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lunedì 25 gennaio 2010

Al posto dei probiotici, una mela

Un frutto per la salute dell'intestino. Integrare i batteri buoni
Al posto dei probiotici, una melaLa corsa ai probiotici o fermenti lattici per ripopolare la flora batterica dell'intestino sembra inarrestabile dato che se ne vendono milioni di confezioni ogni anno.
Ma forse per ovviare a questo non c'è bisogno di spendere troppi soldi in integratori, ma basta rivolgersi a un frutto che ogni giorno riserva nuove sorprese: la mela.

Senza scomodare i soliti proverbi, i ricercatori danesi dell'Università della Danimarca hanno scoperto che la mela grazie al suo contenuto di una fibra alimentare che prende il nome di pectina contribuisce ad aumentare il numero di batteri "buoni" nell'intestino.
Nello studio - pubblicato sulla rivista "BMC Microbiology" – gli scienziati affermano che «mangiare regolarmente mele e per un periodo prolungato di tempo, questi batteri contribuiscono a produrre acidi grassi a catena corta che provvedono a creare le condizioni ideali di pH per garantire un equilibrio di microrganismi benefici».
Ma non solo, infatti questi batteri «inoltre, producono una sostanza chimica chiamata butirrato, che è un importante combustibile per le cellule della parete intestinale». Ha aggiunto il dr. Andrea Wilcks.

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Allergie e intolleranze alimentari: è solo un fatto mentale?

In molti casi l'allergia è opera di un autoconvincimento
Allergie e intolleranze alimentari: è solo un fatto mentale?Glielo spieghi tu alle pustole che sono appena comparse su tutto il corpo che è solo frutto della fantasia. Che non è vero che sono allergico?
Detta così, sembra facile come spiegazione ma, secondo i ricercatori britannici in molti casi l'allergia alimentare è proprio dovuta a un problema più mentale che fisico.

Secondo un recente studio nonostante ci sia un 20% della popolazione che denuncia di soffrire di allergie e intolleranze alimentari, meno del 2% soffre effettivamente di un problema di questo genere.
I ricercatori della Portsmouth University (Uk) hanno esaminato una serie di studi su allergie e intolleranze alimentari per scoprire che sono milioni le persone che arbitrariamente e inutilmente escludono dalla loro dieta elementi nutritivi essenziali perché convinti di essere allergici o intolleranti a certi alimenti.

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venerdì 22 gennaio 2010

In arrivo il “Viagra per lei”

In arrivo il `gemello rosa´ del Viagra*.

Un farmaco nato come antidepressivo, si è infatti rivelato efficace per riaccendere la libido nelle donne. Al centro dello studio c’è la flibanserina, una molecola che in tre separati studi clinici si è rivelata in grado di potenziare la libido in un gruppo di donne afflitte da scarso desiderio sessuale. Secondo i ricercatori dell’University of North Carolina a Chapel Hill, diretti da John Thorp, il farmaco ha tutte le potenzialità per diventare un `Viagra per lei´.

La flibanserina «era un antidepressivo mediocre. Ma alcuni astuti osservatori - racconta Thorp - hanno notato che aumentava la libido negli animali di laboratorio e in soggetti umani. Così abbiamo condotto trial clinici multipli. Le donne afflitte da un disordine del desiderio sessuale ipoattivo che l’hanno assunto, hanno riportato significativi aumenti del desiderio e della soddisfazione sessuale».

Insomma, «è essenzialmente un farmaco simile al Viagra* per le donne», prosegue lo studioso, «dal momento che per lei il calo del desiderio è il problema sessuale più comune, come la disfunzione erettile per l’uomo».

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mercoledì 20 gennaio 2010

Carie, addio al trapano del dentista

Entro 3-5 anni si cureranno con lampi di plasma, che nel giro di pochi secondi sono in grado di ridurre di 10 mila volte la concentrazione di batteri dentali


ROMA - La poltrona del dentista non farà più paura: nel giro di 3-5 anni le carie si cureranno con un getto di plasma, ossia con lampi di gas plasma freddo che, spruzzato nella carie, ripulisce da tutti i batteri patogeni ed elimina il tessuto infetto senza danneggiare il dente. La soluzione rivoluzionaria è dell'equipe di Stefan Rupf dell'università Saarland ad Amburgo. Secondo quanto riferito sul Journal of Medical Microbiology, i lampi di plasma nel giro di pochi secondi sono in grado di ridurre di 10 mila volte la concentrazione di batteri dentali.


Oggi per rimuovere le carie, il risultato di un'infezione batterica che corrode smalto e dentina, si agisce con il trapano, rimuovendo il tessuto infetto e quindi intaccando l'integrità del dente. Il 'gas plasma' consiste di una nube reattiva di particelle cariche elettricamente (radicali liberi) prodotta dall'azione di un forte campo elettromagnetico su acqua ossigenata vaporizzata.

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venerdì 15 gennaio 2010

Per la memoria fanno bene anche i mirtilli

Dopo il succo d'uva, il frullato di fragole scendono in campo i mirtilli
Per la memoria fanno bene anche i mirtilliAppurato che il Ginko non serve alla memoria e promosso il frullato di fragole di futura produzione, passando per il succo d'uva - che invece ce lo possiamo già bere – ecco arrivare anche i mirtilli a dire la loro in favore della memoria.

Bastano 500 ml di succo di mirtillo per tre mesi per incrementare la memoria. Questo quanto affermato da un nuovo studio condotto dal dr. Robert Krikorian dell'University of Cincinnati Academic Health Center.
Per lo studio sono stati reclutati 9 anziani con un'età media di 76 anni a cui sono stati somministrati giornalmente tra i 6 ml e i 9 ml di succo di mirtilli per chilo di peso corporeo.
Dopo 12 settimane di assunzione del succo si sono riscontrati sviluppi significativi nel migliorare l'apprendimento e il richiamare alla memoria elenchi di parole.
Si è notata anche una tendenza alla riduzione dei sintomi depressivi e dei livelli di glucosio nel sangue.

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Il Mango: un dolce aiuto conto il cancro del seno e del colon


Il frutto indicato in una dieta sana
Seguire una dieta sana, ricca di frutta e verdura è una delle prime mosse facilmente eseguibili per mantenersi in salute.
Se poi questa dieta la integriamo con cibi ricchi di antiossidanti, allora offriamo a noi stessi una protezione in più.

Frutti ricchi di queste sostanze utili nel combattere gli agenti nocivi e i radicali liberi che sono causa d'invecchiamento precoce e tutta una serie di altri problemi sono diversi. Tra questi vi sono la melagrana (il frutto del melograno), i mirtilli e il mango che, anche se tra i tre è quello che probabilmente ne contiene meno, secondo un nuovo studio avrebbe comunque effetti positivi sui tumori del seno e del colon.

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mercoledì 13 gennaio 2010

Le ricette anti-cancro: la ribollita


a cura di Adele Sarno
Lo chef Giovanni Allegro, insegnante di cucina a “Cascina Rosa”, della Scuola di cucina dell’Istituto nazionale tumori di Milano, propone delle ricette sane utili a prevenire il cancro. Allegro collabora con l’Istituto e con il dipartimento di Scienze biomediche di Torino nell’ambito di progetti di ricerca sulla prevenzione oncologica.

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Fonte e ricetta

lunedì 11 gennaio 2010

Emicrania, ecco perchè luce aumenta dolore

Colpa di collegamento tra cellule luce-sensibili degli occhi e famiglia di neuroni che si attiva durante l'attacco emicranico

ROMA - E' stato svelato perché chi soffre di emicrania ha il 'terrore' della luce, che gli provoca ancora più dolore: è stato scoperto infatti che è colpa di un collegamento tra cellule luce-sensibili degli occhi e una famiglia di neuroni con un ruolo cruciale nel dolore dell'emicrania.

Resa nota sulla rivista Nature Neuroscience, la scoperta si deve a Rami Burstein, del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston. Circa l'85% di chi soffre di emicrania ha anche la fotofobia, cioé l'esposizione alla luce, anche la più fioca, fa aumentare il dolore pulsante alla testa. Bastano pochi secondi di luce dall'inizio dell'attacco per provocare l'effetto, e poi occorre almeno mezz'ora di buio per far rientrare i sintomi della fotofobia stessa, ma finora non era noto il perché di questa avversione alla luce.

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sabato 9 gennaio 2010

Liquirizia e testosterone: quali effetti?


La liquirizia si presta a svariati tipi di impiego, e riesce tra l'altro a creare nell'individuo che la consuma regolarmente una vera e propria dipendenza. L'unico effetto collaterale, riscontrato fin'ora, era quello di provocare un leggero innalzamento della pressione sanguigna;è, infatti, sconsigliata per questo motivo nei casi di ipertensione. Un gruppo di ricercatori italiani ha scoperto che la liquirizia favorirebbe anche una riduzione del testosterone. La spiegazione scientifica è che il suo componente più attivo, l'acido glicirrizico, responsabile anche dell'aumento della pressione, interrompe la trasformazione di un precursore del testosterone nell'ormone maschile. Gli endocrinologi italiani hanno dimostrato che in sette uomini che avevano mangiato liquirizia per quattro giorni, il testosterone era diminuito del 35%. Alcuni ricercatori americani, dopo aver ripetuto l'esperimento, sono arrivati alla conclusione che non è certo che la radice determini la diminuzione della libido maschile. Ma la notizia che mangiare liquirizia potrebbe inibire l'ormone del sesso non è assurda.

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giovedì 7 gennaio 2010

Le ricette anti-cancro: Soia nera (o fagioli neri) con verdure



Lo chef Giovanni Allegro, insegnante di cucina a “Cascina Rosa”, della Scuola di cucina dell’Istituto nazionale tumori di Milano, propone delle ricette sane utili a prevenire il cancro. Allegro collabora con l’Istituto e con il dipartimento di Scienze biomediche di Torino nell’ambito di progetti di ricerca sulla prevenzione oncologica

Ingredienti per quattro persone:

1 tazza di soia nera ammollata per 10-12 ore; 3 tazza di acqua; 2 carote tagliate a cubetti; 2 gambi di sedano tagliati a cubetti; 1 cipolla tagliata a cubetti; 1 cucchiaio di olio; 1 cucchiaio di shoyu; prezzemolo.

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I 150 anni del Fish and chips. Take away e fritti troppo calorici

di Adele Sarno

E’ un filetto di pesce bianco impanato, accompagnato da patate. E tutto viene fritto. La prima volta del Fish and chips è stata nel 1860 a Londra, quando un tredicenne ne ha venduto una porzione a un passante. Oggi il Regno Unito conta più di 10mila punti vendita. Eppure, secondo l’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, non bisogna eccedere nel consumo di alimenti fritti e troppo calorici. Patatine, pizza e panini, facili da comprare e consumare, non sempre fanno bene. L'olio quando si riscalda perde le proprietà nutrizionali, le vitamine e le altre sostanze. Inoltre la digestione dei grassi, di cui i fritti sono più ricchi, richiedono l' immissione nell' intestino della bile depositata nella cistifellea, e questo può causare difficoltà di digestione. Infine sono anche molto calorici. Ecco quanto

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lunedì 4 gennaio 2010

Aceto e limone per dimagrire

Dopo l'esperimento con aceto condotto su cavie di laboratorio, dove Kondo e i colleghi hanno verificato che la somministrazione di acido acetico, in un campione di topi sottoposti a una dieta ricca di acidi grassi, comportava il 10% in meno di accumulo del loro grasso corporeo rispetto ai controlli. Un secondo esperimento ha dimostrato una grande efficacia del limone.

limoneNell'esperimento, pubblicato su 'Diabetes', i nutrizionisti dell'Università dell'Ontario hanno trattato altri topi con una dieta molto ricca di grassi con o senza l'aggiunta di narigenina (un flavonoide estratto dal limone) confermando la capacità di far perdere peso.

Il limone che si è dimostrato in grado di contrastare in modo molto potente l'accumulo di grassi e l'eccesso di zuccheri nel sangue, a prescindere dalle quantità assunte, e di farlo amplificando anch'essa l'attivazione di una serie di geni che metabolizzano queste sostanze a livello epatico.

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