mercoledì 30 settembre 2015

E' il momento della zucca, alleata della linea

Prova le ricette del nostro chef di cucina naturale, Giuseppe Capano. Sono piatti semplici, facili da fare, che puoi concederti anche se stai seguendo un menu dimagrante

In questo periodo dell'anno le zucche sono una certezza. È il loro momento e conviene approfittarne. Sono, infatti, un vero concentrato di minerali tra cui ferro, calcio e potassio, di fibre, ma soprattutto di carotenoidi (ben 600 mg ogni 100 g di zucca, che corrisponde al fabbisogno giornaliero di una donna). «Una volta nell'organismo queste sostanze si trasformano in provitamina A e sono capaci di svolgere un importante effetto antiossidante. Significa che combattono i radicali liberi, aiutando la pelle a restare giovane e idratata e proteggendo anche gli occhi. Non solo. Diversi studi hanno notato che questa sostanza potrebbe essere coinvolta nella prevenzione delle malattie dell’apparato circolatorio e persino di alcuni tumori», spiega la dottoressa Evelina Flachi, specialista in Scienza dell'alimentazione e presidente di Food education Italy (foodedu.it).

C’è dell’altro. La zucca è una buona amica della linea. Per due motivi: primo perché è ricca di fibre, utilissime per rimettere in ordine l'intestino. E poi perché è molto dolce e permette quindi di preparare piatti golosi e stuzzicanti, rendendo meno monotono un programma alimentare dimagrante. Stai pensando al solito risotto con la zucca o alla classica vellutata? Ma no, questa volta abbiamo chiesto consiglio a uno chef. È un superesperto di cucina sana e naturale, un maestro nell’accostare i sapori per ottenere pietanze leggere ma gustose. Si chiama Giuseppe Capano e questi sono i suoi consigli leggeri per vivacizzare un aperitivo, un primo o un secondo.

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sabato 26 settembre 2015

Una tazza di cioccolato al giorno per mantenere giovane il cervello

Una buona notizia per gli amanti del cioccolato: secondo un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Neurology, gustarsi fino a due tazze di cioccolata calda al giorno aiuterebbe a mantenere sano e giovane il cervello. Vediamo insieme di cosa si tratta.

Secondo uno studio effettuato dai ricercatori della Harvard Medical School e il Brigham and Women Hospital, e ripreso dal quotidiano Boston Magazine, il cioccolato, ma più in particolare i diversi componenti tra cui i flavonoidi contenuti nel cacao, aiuterebbe a mantenere giovane e soprattutto attivo il cervello.
I flavonoidi sono dei composti naturali presenti nei semi del cacao che, grazie alla formazione dell’ossido nitrico in genere usato per la vasodilatazione, rivestirebbero un ruolo importante nel controllo del flusso del sangue e della circolazione.

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mercoledì 23 settembre 2015

Medici pronti a sciopero contro i tagli sulle prestazioni

Gia' in atto mobilitazione contro ''decreto sbagliato''

Un decreto "sbagliato" contro il quale "è già in atto una mobilitazione che potrebbe portare anche a uno sciopero di tutto il mondo della sanità italiana". Ad annunciarlo è Costantino Troise, segretario dell'Anaao, il maggior sindacato dei medici dirigenti, commentando il decreto in arrivo sulle prestazioni inappropriate.

Il taglio, "fatto dall'alto è già al centro di una mobilitazione intersindacale e interprofessionale già partita, al centro degli Stati Generali dl 21 ottobre", con Ordine dei medici, società scientifiche e sindacati. "L'obiettivo - spiega all'ANSA - è una manifestazione unitaria. Non è un fulmine a ciel sereno". ''Lo Stato si sostituisce al giudizio del professionista, assumendone le prerogative, a prescindere dal malato. Tutto questo - conclude - per poche centinaia di milioni e con strafalcioni tecnici''.

Fonte Ansa

lunedì 21 settembre 2015

Il caffè ci tiene svegli perché rallenta l'orologio interno

Una tazzina la sera ritarda di 40 minuti il ciclo sonno-veglia

Non solo stimolante, il caffè non ci fa dormire anche perché rallenta il nostro orologio biologico interno. Un espresso doppio bevuto tre ore prima di andare a dormire posticipa di 40 minuti l'attivazione della melatonina, ormone che regola il ciclo sonno-veglia, rendendo più difficile addormentarsi. Questo è uno dei 'trucchi' della caffeina per tenerci svegli emerso da uno studio pubblicato sulla rivista 'Science Translation Medicine'.

I ricercatori del Medical Research Council's Laboratory of Molecular Biology di Cambridge, hanno coltivato cellule esponendole alla caffeina mostrando come questa sostanza sia in grado di alterare il ticchettio degli orologi chimici in ogni cellula del corpo umano. I risultati possono contribuire a trattare alcuni disturbi del sonno, in particolare quelli delle persone che si svegliano, naturalmente, troppo presto, per aiutarle a rimettersi in sincronia con il resto del mondo.

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Quanti caffè si possono bere in un giorno senza compromettere la salute? 

 

 

 

sabato 19 settembre 2015

La birra fa bene alla salute: previene l’osteoporosi e riduce l’infarto

Un bicchiere al giorno, meglio se chiara, può diventare una protezione per ossa e cuore: ecco il risultato di una ricerca americana

Gli amanti del boccale biondo e spumoso, immancabile buontempone di serate in compagnia come di cene solitarie davanti alla tv, avranno dalla loro un nuovo motivo per non rinunciarvi, acclarato com’è che una bella birra, oltre ad apportare una serie di benefici elencati ina sorta di “decalogo dell’avveduto bevitore”, è anche in grado di prevenire l’osteoporosi e di prevenire il rischio di infarto.

I ricercatori dell’Università della California di Davies hanno scoperto che all’interno della bevanda tanto apprezzata è presente un particolare minerale, il silicio dietetico, elemento fondamentale per la formazione delle ossa, capace di proteggerle dall’indebolimento e quindi dalle fratture conseguenti alla malattia. Oltre a stimolare la formazione di nuovo materiale osseo, poi, viene rallentato anche il processo di erosione e decalcificazione, prevenendo così la perdita di densità che causa il disturbo tipico delle donne durante la menopausa.

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 I 10 benefici della birra


martedì 15 settembre 2015

Zenzero: gli utilizzi e le sue rinomate proprietà


Tonico, stimolante, digestivo, antinfiammatorio e tanto altro.. questo è lo zenzero. Una spezia dalle grandissime proprietà curative.

Ricco di proprietà, lo Zenzero (Zingiber officinale Roscoe), conosciuto anche con il nome inglese Ginger, è una pianta erbacea perenne, alta circa 90cm e appartenente alla famiglia delle Zingiberacee. La pianta del Ginger presenta un fusto sotterraneo, formato da un rizoma ramificato da cui nascono i fusti vegetativi. La parte medicinale dello zenzero è proprio il rizoma (che la maggior parte delle persone lo chiama erroneamente radice), ricco di olio essenziale, gingerina, zingerone, resine e mucillagini. Originario dell’India e della Malesia, lo zenzero si sviluppa meglio in posti tropicali (con alte temperature e umidità elevata) ma coltivare lo zenzero non è così difficile anche da noi, sia in terra piena che in vaso (ma deve’essere largo perchè la pianta si sviluppa in larghezza). Per coltivare lo zenzero in casa è possibile prendere il rizoma e piantarlo sotto la terra a pochi centimetri. Innaffiare spesso ma con poca acqua (va bene anche nebulizzarlo con acqua per ricreare l’umidità tipica di paesi di origine). In inverno bisogna stare attenti alle basse temperature che possono danneggiare la pianta. Le proprietà dello Zenzero Lo zenzero contiene acqua, carboidrati, proteine, amminoacidi, diversi sali minerali tra cui manganese, calcio, fosforo, sodio, potassio, magnesio, ferro e zinco, vitamine del gruppo B, vitamina E e olio essenziale. Questa spezia gode di tantissime proprietà curative.

Antitumorale 
Di recente un gruppo di ricercatori del Hormel Institute (Università del Minnesota) ha messo in evidenza proprietà antitumorali di questa spezia nei casi di carcinomi del colon-retto: lo Zenzero infatti avrebbe una funzione protettiva contro i tumori del colon retto. Ann Bode, il ricercatore a capo dello studio, ha dichiarato: “alle piante della famiglia dello zenzero sono attribuiti poteri preventivi e terapeutici, oltre a un’attività anti-cancro“.

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Zenzero: uno dei sette antinfiammatori naturali

domenica 13 settembre 2015

Perché dovresti mangiare semi di chia ogni giorno


I semi di chia sono considerati un “superfood”, il che significa semplicemente che – rispetto agli altri cibi – sono molto più ricchi di nutrienti. Due cucchiai di semi forniscono 140 calorie, insieme a una dose massiccia di grassi omega-3, fibra, proteine, calcio e magnesio. Contengono anche i nove amminoacidi essenziali, fondamentali per i nostri muscoli e per la salute generale, che il nostro corpo non può sintetizzare da solo ma deve per forza ricavare dal cibo. Non hanno bisogno di essere macinati per garantire il loro apporto nutrizionale.
 
I semi di Chia sono originari del Messico e dal Guatemala e provengono da una pianta chiamata Salvia Hispanica. Hanno cominciato a essere più conosciuti soprattutto nell’ultima decade ma in realtà sono una delle forme più antiche di alimentazione, facevano parte infatti della dieta base dei Maya e degli Aztechi. Hanno la capacità di assorbire molto liquido fino ad arrivare a 10 volte il peso di partenza, trasformandosi in una sostanza gelatinosa. Ricordiamo anche che i semi di buona qualità devono essere bianchi o neri, mai marroni.

I SEMI DI CHIA CONTROLLANO L’APPETITO

I semi di Chia contengono 11 grammi di fibra ogni 28 grammi (due cucchiai circa) – che rappresenta il 42% del fabbisogno giornaliero in un’unica porzione. Espandendosi nello stomaco riescono infatti a diminuire l’appetito. Possono essere aggiunti a un frullato o yogurt mattutino per sentirsi sazi più a lungo. Potete ingerirne due cucchiai messi in ammollo in un bicchiere d’acqua per far fronte alle voglie improvvise della giornata.
 
AIUTANO AD AVERE OSSA FORTI
Due cucchiai di semi di Chia garantiscono il 18% della quantità giornaliera raccomandata di calcio! Aiutano quindi a prevenire l’osteoporosi e a mantenere le ossa in buona salute.

POSSONO AIUTARTI A DORMIRE MEGLIO

I semi di chia sono dei piccoli concentrati di triptofano, un aminoacido che aumenta i livelli di melatonina e serotonina nel corpo, gli ormoni che supportano un sonno stabile.
AIUTANO A CONTROLLARE I LIVELLI DI ZUCCHERO NEL SANGUE
L’alto contenuto di fibra nei semi di chia rallenta la conversione dei carboidrati in zuccheri e degli zuccheri in grassi durante la digestione. Questo aiuta a controllare i livelli glicemici del sangue e può essere un ottimo alleato per chi soffre di diabete.

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Semi di Chia
 
Semi di chia: proprietà nutrizionali e benefici


sabato 12 settembre 2015

La Tisane “fai da te”. Le erbe e i consigli per tisane e decotti per il benessere e la salute


    Tè..E’ la bevanda più consumata al mondo: 300 miliardi di tazze tisana, tisane, fai da te, decotto, cura del corpo, benessere, bellezza, the, l’anno. Dal Sahara alla Cina, dall’Indonesia all’Inghilterra, agli Usa. Per gli inglesi è un rito, una necessità ma anche per noi italiani, da sempre fedeli al caffè, il tè è una bevanda che sta diventando sempre più popolare. Popolarissima, poi, tra i nutrizionisti che non si accontentano del suo potere dissetante e scoprono le innumerevoli virtù che si celano nelle foglie della Camellia Sinensis. I ricercatori finora hanno contato nel tè oltre 300 sostanze diverse tra cui tannini, caffeina, vitamine (A, PP, B2), bioflavonoidí e minerali (calcio, ferro, potassio, fluoro. La fluorina fa bene a capelli e denti mentre la teofilina, un vasodilatatore, ha effetto protettivo sui vasi sanguigni. II tè verde, in particolare, ha proprietà antiossidanti contro i radicali liberi; secondo alcune ricerche contrasterebbe l’Helicobacter pylori, responsabile dell’ulcera gastrica.

TE’ VERDE
O vergine (non fermentato) velocizza il metabolismo stimolando l’adrenalina,ossia aiuta a bruciare le calorie (è quindi amica della linea).Ottimo dopo pasti a base di carne, uova, salumi o pesce.

TE’ NERO
Detto Tuo-Cha, è ricco di tannini. Abbassa il livello di colesterolo e trigligeridi nel sangue.Anche il tè nero funziona bene, durante o dopo i pasti, come digestivo.

INFUSO:
Consiste nel versare dell’acqua bollita sulla droga (parte della pianta officinale che è più ricca di principi attivi) e nel lasciare il tutto a riposare in un recipiente idoneo di vetro o acciaio inox per un tempo compreso tra i 5 e i 20 minuti. Trascorso il tempo di infusione (Variabile a seconda della droga), si filtra e si beve tal quale o edulcorato (possibilmente con miele). 

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martedì 8 settembre 2015

Un test del Dna ci dirà velocità del nostro invecchiamento

Ricerca del King’s College di Londra. Si cerca parametro utile per scovare rischi di tumori o Alzheimer. Così verrà anche regolata donazione degli organi da parte di soggetti anziani


Con un semplice test del Dna è possibile stabilire l’età biologica del corpo e la velocità dell’invecchiamento, un parametro molto più utile di quella anagrafica per sapere se si è a rischio di patologie come i tumori o l’Alzheimer. A metterlo a punto è stata una ricerca del King’s College di Londra pubblicata da Genome Biology.

Per capire quali siano i geni `sentinella´ dell’invecchiamento i ricercatori sono partiti dall’analisi dei marker nel sangue dell’attività di 54mila geni in una popolazione di persone sane tra 25 e 65 anni, per poi isolare i 150 più predittivi. Il pool trovato è stato poi testato in un gruppo di persone intorno ai 70 anni in Svezia, di cui è stato possibile predire esattamente il rischio di malattia e di morte nei cinque anni successivi.

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Problemi di memoria? Non è sempre colpa dell’età

 

 

giovedì 3 settembre 2015

Tumore: come riconoscere i primi campanelli d’allarme


Tutti sappiamo quanto, oggi, sia importante la diagnosi precoce per combattere i tumori. Nuove terapie permettono di combattere con successo molti tipidi neoplasia, purché diagnosticate il più presto possibile.

Per questo, gli oncologi raccomandano sia di evitare i rischi, come il fumo, l’abuso di alcol e una vita poco salutare, che di prestare molta attenzione ai segnali che, in molti casi, l’organismo attaccato da un agente tumorale ci invia

Alcuni tipi di tumore sono, infatti, presto riconoscibili. L’auto-palpazione del seno, ad esempio, è la miglior forma di prevenzione del carcinoma mammario perché permette di scoprire anche piccoli noduli che, esaminati per tempo, possono essere asportati evitando conseguenze gravi.
Riconoscere i tumori, vista la grande varietà, non è però facile e, in qualche caso, nemmeno possibile. Tutto dipende dal posizionamento del tumore e dalla sua aggressività. Il tumore del pancreas, ad esempio, non produce alcun sintomo fin quando non è esteso tanto da colpire i nervi e produrre dolore.

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15 segnali che le donne non devono ignorare