martedì 16 ottobre 2018

Invecchiamento: nelle mele scoperta molecola in grado di rallentarlo

L’invecchiamento è un processo ineluttabile, cui nessuno tuttavia intende rassegnarsi. In una società sempre più anziana, ma non necessariamente in salute (con costi anche per la sanità pubblica) il mondo della scienza è in continuo fermento per trovare soluzioni affinché vecchiaia non significhi malattia. Nelle mele, ma anche in altri tipi di frutta e verdura, si celerebbe un prezioso elisir di lunga vita. Questo è quanto affermano gli scienziati dell’University of Minnesota Medical School di Minneapolis, Usa, in uno studio pubblicato recentemente sulla rivista scientifica EBIOMEDICINE. 

Senescenza cellulare o invecchiamento cellulare

Un fattore chiave nel processo di invecchiamento è noto come “senescenza cellulare” o invecchiamento cellulare. Quando una cellula entra in questa fase, non è più in grado di dividersi, dunque comincerà a rilasciare segnali infiammatori che spingeranno il sistema immunitario a liberarsi di quella cellula danneggiata.  La senescenza è inoltre un meccanismo soppressore del tumore attivato nelle cellule stressate per prevenire la replicazione del DNA danneggiato. I corpi più giovani eliminano con molta facilità la cellule senescenti, ma man mano che invecchiamo, i nostri sistemi diventano sempre meno efficienti. L’accumulo di cellule senescenti dà luogo ad un’infiammazione di basso livello, che nel tempo danneggerà i tessuti.

I senolitici distruggono le cellule senescenti

Già uno studio precedente, pubblicato su Nature Medicine, condotto da parte di alcuni membri dello stesso nuovo team di ricerca del Minnesota, in collaborazione con la Mayo Clinic di Rochester, aveva testato l’azione anti-invecchiamento di farmaci chiamati senolitici (nella loro composizione sono compresi i flavonoidi, molecole naturali dalle proprietà antiossidanti ed antinfiammatorie). I senolitici colpiscono e distruggono selettivamente le cellule senescenti, rallentando e prevenendo il processo di invecchiamento. Ciò si traduce in un prolungamento della vita dell’individuo ed in un miglioramento del suo stato di salute. Persino un’assunzione tardiva di senolitici ha dimostrato di apportare ottimi benefici. Restava tuttavia da chiarire quale flavonoide fosse il più efficace nel contrastare i processi d’invecchiamento.

La fisetina presente nelle mele è un elisir di lunga vita

Con in mente tale obiettivo i ricercatori statunitensi, guidati dal Prof Paul D. Robbins, hanno testato 10 diversi flavonoidi su dei topi anziani. Il più efficace di questi si è dimostrato la fisetina, molecola che si trova naturalmente in molti alimenti vegetali tra cui mele, fragole, cipolle e cetrioli
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mercoledì 10 ottobre 2018

PROPRIETÀ DELLE CASTAGNE: CONOSCI I LORO SUPERPOTERI?


L’autunno è arrivato e con lui il primo freddo, ma anche i colori, gli odori e i gusti tipici di questa stagione che ci traghetta verso l’inverno. In questo periodo, tra i frutti più conosciuti e apprezzati per le sue proprietà ci sono le castagne, tipiche delle zone appenniniche e presenti in molte varietà, tra le quali spiccano quelle di Marradi e del Mugello (Igp). Tuttavia, esiste un po’ di confusione attorno a questo alimento: cosa distingue le castagne dai marroni? Le castagne contengono molte calorie e per questo fanno male? Come si possono utilizzare in in cucina? Per rispondere a queste domande e prepararci alla nuova stagione, abbiamo voluto sapere tutto delle castagne e dei loro tanti benefici, a partire dagli aspetti nutrizionali.


GLI ASPETTI NUTRIZIONALI

Innanzitutto, è bene chiarire due cose: le castagne sono i frutti del castagno, da non confondere con i semi dell’ippocastano, conosciuti come castagne matte e non commestibili; si differenziano dai marroni, per la forma rotondeggiante e minuta, la buccia più spessa e il colore più chiaro.
Ma al di là dei nomi e delle forme, sono le caratteristiche nutrizionali che colpiscono. Le castagne, infatti, sono ricche di carboidrati complessi (amido), fibre, proteine e sali minerali. Inoltre, sono una buona fonte di vitamine del gruppo B e non contengono colesterolo. Tali aspetti nutrizionali le rendono un alleato della salute e per questo in autunno non dovrebbero mancare nelle nostre tavole tra la frutta e verdura autunnale. Vediamo meglio le caratteristiche di questo frutto.

PROPRIETÀ DELLE CASTAGNE: 5 SUPERPOTERI DA CONOSCERE

Le castagne sono importanti per il nostro benessere poiché sono tra gli alimenti che fanno bene, soprattutto, al buon funzionamento dell’intestino, della circolazione e del sistema nervoso. Vediamo nel dettaglio le cinque principali proprietà delle castagne.

1. RICARICANO DI ENERGIA

In quanto composte principalmente da carboidrati, le castagne sono ricche di calorie e per questo il loro consumo non deve superare le tre volte la settimana. Tuttavia, il loro valore energetico le rende ottime per combattere stress e stanchezzae anche contro l’influenza dei periodi invernali, per recuperare le forze, agendo come ricostituente naturale.

2. COMBATTONO L’ANEMIA

Questo frutto autunnale contiene ferro ed è utile per contrastare l’anemia. Inoltre, è ricco di acido folico, una sostanza che aiuta ad evitare alcune malformazioni del feto, motivo per cui le castagne possono essere raccomandate nella dieta per le donne in gravidanza.
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lunedì 8 ottobre 2018

Quale banana dovrei mangiare? La tua scelta può influire sulla tua salute

Le banane rappresentano il complemento perfetto per la tua colazione e frullate insieme alle fragole hanno un sapore straordinario, ma lo sapevi che il colore delle banane che mangi ha effetti diversi sulla salute?
Le banane costituiscono una grande fonte di potassio, lo sanno quasi tutti, e forniscono nutrienti e vitamine utili al nostro corpo. Tuttavia, il colore di ogni banana, dal verde intenso al verde scuro e macchiato, contribuisce alla salute in modo diverso. Scopriamo le varietà di banane!  

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sabato 6 ottobre 2018

La dieta che riduce l'infiammazione garantisce una vita più longeva, nuovo studio polacco

La dieta anti-infiammatoria, secondo un nuovo studio dell'Università di scienze della vita di Varsavia, ridurrebbe il rischio di morte del 18%.

La dieta anti-infiammatoria allunga la vita, questo è quanto hanno scoperto i ricercatori dell'Università di scienze della vita di Varsavia, Polonia, in collaborazione con l’Università di Uppsala, l’Istituto Karolinska e il Centro di Ricerca sul Cancro Fred Hutchinson di Seattle. In particolare, un'alimentazione ricca di cibi ad azione anti-infiammatoria sarebbe stata associata a minori rischi di morte per qualsiasi causa, morte per cause cardiovascolari e morte per cancro, risultando particolarmente efficace nel proteggere la salute dei fumatori. I risultati dello studio polacco, che ha visto la partecipazione di 68.273 uomini e donne svedesi, di età compresa tra 45 e 83 anni, sono stati pubblicati recentemente sul Journal of Internal Medicine.

Questa dieta è particolarmente benefica per i fumatori

La dieta anti-infiammatoria ha avuto straordinari effetti sui volontari coinvolti nella ricerca, durata ben 16 anni. I partecipanti hanno inizialmente compilato un questionario alimentare in cui è stato richiesto loro quanto spesso mangiassero 11 cibi anti-infiammatori, come olio d'oliva e noci e 5 alimenti pro-infiammatori, come patatine, torte e biscotti. In base a questi dati è stato assegnato loro un punteggio da 0 a 16 (più alto era il punteggio più l'alimentazione era vicina alla dieta anti-infiammatoria). Durante i 16 anni di follow-up 16.088 pazienti sono deceduti, di cui 5.980 a causa di malattie cardiache e 5.252 a causa di cancro, la restante parte per altre cause. I partecipanti più aderenti alla dieta anti-infiammatoria hanno registrato un rischio inferiore del 18% di mortalità per tutte le cause, un rischio inferiore del 20% di morire per malattie cardiovascolari [VIDEO] e un rischio inferiore del 13% di morire per cancro, rispetto ai volontari meno propensi a consumare alimenti ad azione anti-infiammatoria.

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Tratto da https://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-antinfiammatoria.html

martedì 2 ottobre 2018

Pensioni: allarme del sindacato medici, con quota 100 via in 70mila

Anaao-Assomed, non basteranno neo specialisti

Il Governo si appresta a riformare la Legge Fornero introducendo la quota 100: l'uscita interesserà in pochissimo tempo i nati tra il 1954 e il 1957, più di 25 mila tra medici e dirigenti sanitari. Che aggiungendosi alle 45 mila uscite previste dalla Legge Fornero, porterà fuori dagli ospedali circa 70 mila tra medici e dirigenti medici.

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lunedì 1 ottobre 2018

Disturbi psichiatrici, 12 milioni di prestazioni a 800.000 italiani

Società psicanalitica italiana, a 40 anni da Basaglia più risorse

(ANSA) - Sono oltre 800mila gli italiani in cura ogni anno per disturbi psichiatrici, per un totale di circa 12 milioni di prestazioni sanitarie erogate. Dei pazienti ospedalizzati, circa 109mila vengono reinseriti nella società.
Tra i disturbi più frequenti, la depressione (37,5 casi ogni 10mila abitanti, per una spesa di 338 milioni di euro per gli antidepressivi) e la schizofrenia e altre psicosi (31,5 casi ogni 10mila abitanti). La fascia d'età più colpita è tra i 45 e i 54 anni, con 38,5 casi registrati ogni 10mila abitanti; più bassi i tassi per i giovani da 18 a 24 anni: 8,7 per 10mila abitanti. Sono alcuni dei dati del rapporto sulla Salute Mentale 2016 del ministero della Salute, di cui si discuterà il 6 ottobre a Roma nel convegno promossi dalla Società Psicanalitica italiana su '180: Psicoanalisi e Psichiatria a 40 anni dalla Legge Basaglia'. La Spi associa ad oggi 900 specialisti tra medici chirurghi, psichiatri, neuropsichiatri infantili, psicologi e psicoterapeuti, svolgendo attività di formazione e supervisione.
Secondo il rapporto, sono le donne maggiormente affette da disturbi depressivi (28,7 casi ogni 10mila abitanti contro i 20,8 degli uomini), mentre nei pazienti maschi si riscontrano più spesso problemi collegati a disturbi psicotici di vario tipo (36,9 casi per 10mila abitanti contro i 32,8 delle donne) e all'alcolismo (3,4 contro 2,2)

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sabato 29 settembre 2018

Il dramma e la rinascita di un ragazza nel reportage“Il nuovo volto di Katie”

In un mondo sempre più ossessionato dall’immagine, National Geographic racconta una storia unica quella di Katie Stubblefield, la più giovane paziente ad essersi mai sottoposta a un trapianto totale di volto. 

Il video

venerdì 28 settembre 2018

Finocchio: proprietà, valori nutrizionali, calorie

Il finocchio (Foeniculum vulgare) è una pianta della famiglia delle Ombrellifere dalle importanti proprietà digestive. Ricco di minerali e vitamine, è noto anche per le sue qualità depurative. Scopriamolo meglio.

Descrizione del finocchio

Croccante e piacevolmente profumato, il finocchio è forse uno degli ortaggi più presenti sulle tavole dell’area del Mediterraneo.
Il clima migliore per la sua coltivazione è temperato, ma più tendente al caldo che al freddo. In Italia si coltiva più o meno ovunque, soprattutto al Centro e al Sud, dove viene molto usato a fine pasto, per favorire la digestione.
Esiste anche una varietà di finocchio selvatico.

Proprietà e benefici del finocchio

Il finocchio è noto soprattutto per le sue proprietà digestive; ma è amico di tutto l’apparato gastrointestinale. Ha infatti la capacità di evitare la formazione di gas intestinali e contiene anetolo, una sostanza in grado di agire sulle dolorose contrazioni addominali.
Il finocchio ha, inoltre, proprietà depurative, in particolare a carico del fegato e del sangue. Ha, inoltre, potere antinfiammatorio.
È composto principalmente d’acqua; tra i minerali il più presente è il potassio; contiene vitamina A, vitamina C e alcune vitamine del gruppo B. È discretamente ricco di flavonoidi. Apporta pochissime calorie.

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giovedì 27 settembre 2018

Altri due morti per morbillo, in totale 6 nel 2018

Bollettino Iss, sono entrambi adulti non vaccinati


Ancora due morti per morbillo in Italia, due persone adulte e non vaccinate segnalate dalla Regione Sicilia. Lo segnala l'ultimo bollettino sulla malattia dell'Istituto Superiore di Sanità, secondo cui sale così a 6 il numero di decessi in Italia nel 2018. 
I due decessi ulteriori segnalati, si legge nel documento, si sono verificati in una persona di 51 anni e in una di 29. "In tutti i casi, la causa del decesso è stata una grave insufficienza respiratoria e/o arresto cardio circolatorio - scrivono gli esperti dell'Iss -. Tutti i casi erano non vaccinati al momento del contagio". Dal 1 gennaio al 31 agosto 2018 sono stati segnalati in Italia 2.248 casi di morbillo (di cui 126 nel mese di luglio e 66 nel mese di agosto 2018). L'88,5% dei casi si è verificato in 7 Regioni, con in testa la Sicilia (1.116 casi). La Regione Sicilia ha riportato l'incidenza più elevata (333 casi per milione di abitanti). L'età mediana dei casi è stata pari a 25 anni. Sono stati segnalati 429 casi in bambini di età inferiore a 5 anni, di cui 138 avevano meno di 1 anno. Il 91,1% dei casi era non vaccinato al momento del contagio, il 5,5% aveva effettuato una sola dose. Il 48,9% dei casi ha sviluppato almeno una complicanza, prosegue il documento, e il 59,4% dei casi totali è stato ricoverato. Sono stati segnalati 98 casi tra operatori sanitari, di cui 52 con complicanze (53,1%).
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Se usi la melatonina per addormentarti, ti conviene leggere questo

Il popolare integratore del sonno è del tutto non regolato


Questo articolo è stato pubblicato su HuffPostUsa ed è stato tradotto Francesco Teodori.
La melatonina è un popolare aiuto per dormire. Viene prodotta naturalmente dal corpo. Non necessita di prescrizione medica e la si può assumere sotto forma di gomma da masticare o scioglierla nel succo di frutta. Ma è realmente così sicura come crediamo?
Tecnicamente la melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale del cervello, atta ad indurre il sonno. La sua versione sintetica è stata utilizzata come aiuto ad addormentarsi per decenni. Ma gli effetti collaterali della versione sintetica non sono stati finora oggetto di studi approfonditi, e il suo acquisto non è quindi stato regolato da alcuna disposizione legislativa.
"Le persone pensano che la melatonina sia innocua, ma in realtà le persone ne abusano e non dovrebbe essere assolutamente usata come trattamento per l'insonnia" ha detto all' HuffPost Michael Grandner studioso del sonno dell'università dell'Arizona.
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mercoledì 26 settembre 2018

Dieta chetogenica: ottima per dimagrire, ma per la performance?

Nonostante sia una delle "mode" alimentari del momento per gli atleti, il suo rendimento effettivo deve essere ben analizzato per evitare fraintendimenti


Le diete a basso contenuto di carboidrati e alto contenuto di grassi inducono nell’organismo uno stato di chetosi, dovuto alla formazione dei corpi chetonici (Acetone, Acetoacetato e Betaidrossibutirrato) che diventano la fonte di energia primaria sfruttata, in sostituzione dei carboidrati.
Le Diete chetogeniche sono sempre più utilizzate dagli atleti per migliorare la composizione corporea; in particolare si pongono come obiettivo la diminuzione della massa grassa, con mantenimento o aumento della massa magra, mentre per quanto riguarda la performance non esistono ancora dati univoci in letteratura sulle efficacia di un approccio chetogenico nel miglioramento della prestazione. Ciò vale sia per gli sport di controresistenza, sia per quanto riguarda gli sport di velocità, di endurance o gli sport di squadra, come calcio, volley e basket, dove casomai vale al momento la sua applicazione in atleti singoli in eccesso di massa grassa .
Un altro aspetto da tenere presente (e che spesso viene trascurato dagli studi) è l’impatto psicosociale di queste strategie nutrizionali sulla vita degli atleti, che vivono in un ambiente dove da sempre i carboidrati hanno rappresentato e rappresentano il carburante somministrato dai nutrizionisti e preferito (anche per questioni di gusto) dai ragazzi. Un regime del genere ad esempio in Italia può impattare negativamente sulla vita relazionale, in quanto ristoranti e locali non sempre favoriscono nelle scelte chi segue un regime “Keto-Adapted”.

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sabato 22 settembre 2018

Demenza, un nuovo caso ogni 3 secondi, 47 milioni di malati nel mondo

I numeri del Rapporto Mondiale 2018, urge più ricerca su malattia

Ogni 3 secondi una persona si ammala di demenza, che nel mondo colpisce 47 milioni di persone, 1.241.000 i casi stimati in Italia. La demenza è diventata una malattia da mille miliardi di dollari l'anno, cifra destinata a raddoppiare entro il 2030, ed è la settima causa di morte al mondo.
    Sono solo alcuni dei dati del Rapporto Mondiale Alzheimer 2018: "Lo stato dell'arte della ricerca sulla demenza", presentato oggi, in occasione della XXV Giornata Mondiale dell'Alzheimer, dalla Federazione Alzheimer Italia, rappresentante per l'Italia di ADI - Alzheimer's Disease International.
    La ricerca su questa malattia è in sofferenza nel mondo, basti pensare che il rapporto tra il numero di pubblicazioni scientifiche su demenza e cancro è ben di 1 a 12 e che non ci sono abbastanza persone coinvolte nella ricerca sulla demenza, spiega Paola Barbarino, CEO di ADI. Inoltre, molti paesi ancora non dispongono di strumenti diagnostici adeguati, di facile accesso agli studi clinici, di medici e ricercatori specializzati. E ancora, la maggior parte delle persone con demenza nel mondo deve ancora ricevere una diagnosi, oltre a un'assistenza sanitaria completa e continua.

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venerdì 21 settembre 2018

Ecco i 7 alimenti che cambiano il tuo odore quando li mangi

Ti piace la cucina messicana? Ami le spezie e i sapori forti? Vai pazzo per aglio e cipolla e bevi alcol spesso e volentieri? Alcuni cibi, soprattutto quelli piccanti e dai profumi pungenti non nutrono solo il tuo corpo ma possono influenzare radicalmente l’odore corporeo. La dottoressa Federica Furfaro, gastroenterologa di Humanitas ha spiegato questo fenomeno.

Le spezie

Spezie come il curry e il cumino non si limitano solo a stimolare l’appetito e a facilitare i processi digestivi. L’odore acre di queste spezie si attacca alla lingua e ai denti, restando sulla pelle e nel fiato

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giovedì 20 settembre 2018

L’hamburger McDonald’s contiene solo il 15% di manzo, il resto sono scarti ed ammoniaca

Scandalo McDonald’s – La catena di fast food più famosa al mondo è stata recentemente coinvolta in un gigantesco scandalo alimentare.
Dalle analisi eseguite sulle carni degli hamburger, è emerso che quest’ultimi sono formati da manzo per solo il 15%, con la restante parte costituta da ammoniaca e scarti di altre carni.

Per fortuna, grazie a Jamie Oliver, chef che da anni lotta contro la catena di fast food più famosa al mondo, portando avanti la tesi che vede le carni utilizzate per gli hamburgher McDonald’s inadatte per il consumo umano, poiché, provenienti da scarti di macellazione addizionate con l’ idrossido d’ammonio, la multinazionale Usa è stata costretta a cambiare drasticamente la ricetta dei suoi hamburger.

A sconvolgere l’opinione pubblica e le Associazioni dei Consumatori, l’utilizzo di ammoniaca, sostanza altamente nociva, abbandonata da Burger King e altre catene minori di fast food da diversi anni. Senza contare la presenza di scarti di macello (tendini, ossa e cartilagini) e altre parti che potrebbero finire con il compromettere la salute umana, poiché, potenzialmente contaminate dalle feci delle bestie macellate , rintracciabili, oltre che negli hamburger McDonald’s, nel 70% della carne venduta nei supermercati Usa.

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sabato 15 settembre 2018

"HO MANGIATO PIZZA TUTTI I GIORNI PER UNA SETTIMANA ED È STATA LA MIGLIORE DECISIONE DELLA MIA VITA"

Carboidrati venite a me



La dieta non funziona mai ma non dobbiamo essere tristi al riguardo. Perché sì, in pratica vuol dire che i chili persi con una dieta fast dalle prospettive irrealistiche (sacrificando la felicità personale) sono matematicamente destinati a tornare con gli interessi (statistiche alla mano, l'effetto yoyo è garantito), ma anche che seguire una dieta drastica non porta a nulla e andrebbe evitata a priori. Privarsi praticamente di tutto può scatenare l'effetto contrario alla perdita di peso, andando ad aumentare il desiderio di cibi altamente gratificanti, perché ormai lo abbiamo capito, con il cervello non si scherza. Quindi appurato che anche le pantofole fanno dimagrire(come metafora ovvio), anche la pizza che solitamente è tra i cibi banditi dalle diete low carb o meno, potrebbe stupirti. Senza scomodare la dieta della pizza del dott. Sorrentino, proviamo a dare una seconda chance al cibo più amato del mondo. Popsugar.co.uk ha mandato "sul campo" una sua editor specializzata in dieta e fitness per vedere cosa succede al corpo (e al girovita) se ti concedi una pizza o un piatto di pasta tutti i giorni sia a pranzo sia a cena. Curiosi?


«Mi ha fatto venire voglia di allenarmi di più. Certo, mangiare la pizza e la pasta ogni giorno mi ha fatto sentire un po' in colpa. Ma di conseguenza, mi ha motivato ad andare in palestra più spessodel solito. I miei allenamenti erano più performanti. Oltre ad avere più motivazione, sentivo anche di avere più energia, il che mi ha aiutato a massimizzare gli esercizi. Ho persino battuto il mio record personale sul tapis roulant», ha raccontato. «Le mie voglie sono diminuite. Non ho avuto il desiderio di mangiare uno snack durante il giorno perché ero soddisfatta dal pranzo e dalla cena».


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venerdì 14 settembre 2018

Marche di birra vendute in Italia contenenti glifosato: ecco l’elenco

Marche di birra contenenti tracce di glifosato: scopriamo quali birre vendute in Italia contengono tracce dell’erbicida e altre sostanze potenzialmente tossiche

Alcuni test francesi hanno mostrato una presenza pervasiva del glifosato in diverse marche di birra. Anche se in concentrazioni molto basse. Il Salvagente ha riportato i risultati sui brand venduti in Italia, in un dossier intitolato “La bionda che inganna”.
Scopriamo insieme tutti i prodotti analizzati.

Marche di birra al glifosato: il test francese

L’iniziativa è dell’Istituto nazionale del consumo francese. I test hanno riguardato 45 marche di birra, alla ricerca di 250 molecole considerate più o meno tossiche per l’organismo umano.
Tra le sostanze identificate anche il glifosato, l’erbicida più impiegato al mondo, prodotto da Bayer-Monsanto. La sostanza è stata trovata in 25 campioni tra quelli esaminati dall’istituto francese.
Non solo. I risultati hanno evidenziato anche tracce di boscalid, ftalimmide e folpet, alcuni fungicidi, anche se in concentrazioni meno elevate rispetto ai limiti consentiti per legge.
Il Salvagente ha analizzato approfonditamente i risultati dei test, lanciando a sua volta un’analisiconcentrandosi sui risultati ottenuti dalle marche di birra commercializzate anche in Italia. Si tratta di 28 brand sui 45 totali testati dai francesi.

Corona, La Chouffe, Leffe e Guinness hanno presentato, come vedremo, alcuni profili di preoccupazione. Mentre altre marche come Carlsberg e Heineken hanno superato il test con risultati migliori.

Marche di birra contaminate: i risultati del test

L’intento non è quello di accusare i produttori. Anche perché, come abbiamo già accennato, in tutte le marche di birra analizzate le quantità di sostanze potenzialmente tossiche rispettano sempre i limiti di legge.
A destare preoccupazione è però quello che i medici dell’Isde definiscono come ‘effetto cocktail’: cioè “l’azione sinergica delle diverse sostanze contemporaneamente presenti”. I cui effetti sulla salute non sono stati forse sufficientemente indagati.
Tornando ai risultati delle analisi, scopriamo che 16 marche di birra, tra le 28 commercializzate in Italia, presentano tracce di glifosato. Le concentrazioni sono comprese tra i 0,62 e i 9,23 microgrammi.
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domenica 9 settembre 2018

Un cucchiaio di aceto di mele al giorno per 60 giorni può far scomparire tutti questi problemi

Come ho spiegato in molti articoli l’aceto di mele è molto diverso dall’aceto di vino: quest’ultimo è ottimo per fare le pulizie in casa ma non ha niente a che vedere con il potere terapeutico dell’aceto di mele.
Probabilmente lo hai nella tua cucina e lo usi semplicemente come condimento nelle insalate, ma in verità puoi farci molto di più: è in grado di curare il singhiozzo, alleviare i sintomi del raffreddore, favorire la perdita di peso e prevenire le malattie cardiache.
L’aceto di mele, chiamato anche Apple Cider Vinegar, o aceto di sidro di mele, deve essere composto dall’intera mela non solo dalla composta per ottenere i migliori benefici.

10 Benefici dell’Aceto di mele. Un cucchiaio al giorno

Ecco SOLO ALCUNI dei vantaggi che ottieni consumando un cucchiaio di aceto di mele in un bicchiere d’acqua una volta al giorno 10 minuti prima di mangiare:
1. Aiuta a far scomparire il bruciore di stomaco e il reflusso acido

Recenti studi hanno dimostrato che il reflusso acido, diversamente dall’opinione comune, deriva da avere troppo poco acido nello stomaco. L’aceto di mele grazie all’acido acetico, acido malico e alle sue proprietà antibiotiche farà scomparire i sintomi e aiuterà a ripristinare l’equilibrio nello stomaco.
2. Promuove il colesterolo sano
Non solo l’aceto di mele riduce il colesterolo LDL e favorisce quello HDL, ma gli studi hanno dimostrato che può proteggere da eventuali danni e ossidazione alle arterie, che è il principale rischio del colesterolo alto.
3. Favorisce la perdita di peso
L’aceto di mele per dimagrire è molto potente, come ho descritto in dettaglio nell’articolo Dimagrire con l’aceto di mele. Perdi 2 kg a settimana con l’Aceto di Mele. L’acido malico e la pectina contenuti nell’aceto di mele aiutano a ridurre l’appetito, aumentare il metabolismo e ridurre la ritenzione idrica, una grande combinazione se stai cercando di perdere qualche chilo.
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sabato 8 settembre 2018

Le molte proprietà nascoste del sedano

Crudo o cotto, il sedano fa bene all’organismo, alla linea e al portafoglio. Ecco tutti i buoni motivi per cui la ricerca scientifica più recente ci suggerisce di metterlo in tavola


Il sedano è uno degli alimenti più apprezzati nelle diete per la sua leggerezza, per la capacità contrastare i grassi, specie quelli cattivi, e combattere la ritenzione.
Ancora poco conosciute restano le altre proprietà benefiche di questo ortaggio, dall'aroma intenso, poche calorie (solo 20 in 100 grammi), tanta acqua, potassio e vitamina A.

LE PROPRIETA’ DEL SEDANO

Le fibre di cui il sedano è ricco, aiutano a ridurre trigliceridi e colesterolo; la sedanina, una sostanza aromatica stimolante e altre molecole (fenolo, mannite, inositolo) ne potenziano le capacità digestive e di assorbimento dei gas nell’apparato digerente.
Mentre gli ftalidi, dei particolari fitonutrienti, permettono di controllare gli ormoni che regolano la pressione del sangue e lo rendono adatto nel trattamento di molti casi di ipertensione.

Consumato crudo, fresco o in succo (anche sotto forma di centrifugato) questo ortaggio contrasta la ritenzione idrica grazie al suo alto potere diuretico. «Questa sua capacità disintossicante, unita al ricco quantitativo di vitamina A – spiega Pier Luigi Rossi, Professore di Nutrizione Clinica all’Università Bologna  – ne fanno un prezioso alleato anche contro le infiammazioni».

Prime fra tutte l’acne, i bruciori urinari o le infezioni agli occhi. E non ultimo aiuta anche l’amore, stimolando l’attività delle ghiandole surrenali e sessuali, grazie alla presenza degli ormoni steroidi delta-16.

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Invecchiamento: nelle mele scoperta molecola in grado di rallentarlo

L’invecchiamento è un processo ineluttabile, cui nessuno tuttavia intende rassegnarsi. In una società sempre più anziana, ma non necessar...