venerdì 21 novembre 2008

Le proteine

Le proteine sono le costituenti fondamentali delle nostre cellule e per questo si dice che hanno una funzione strutturale o plastica. Esse sono formate da piccole unità dette aminoacidi. Gli aminoacidi necessari sono 22 ma di questi solo 8 sono considerati essenziali perchè l'organismo umano non è in grado di sintetizzarli (produrli) ma deve prenderli dal cibo. Se uno di questi aminoacidi essenziali non viene assunto con l'alimentazione si preclude automaticamente la formazione delle proteine o dei tessuti contenenti quel particolare aminoacido. Le proteine che contengono tutti e 8 gli aminoacidi essenziali sono complete e vengono definite ad alto valore biologico. Le proteine che si trovano nei prodotti animali come uova, latte o derivati, pesce, carne e salumi sono proteine ad alto valore biologico. Le proteine vegetali, presenti ad esempio nei legumi e nei cereali, hanno invece un valore biologico soltanto discreto perchè carenti di alcuni aminoacidi essenziali. Però, consumati insieme, si completano a vicenda.

IL FABBISOGNO DI PROTEINE NELLO SPORT

Il fabbisogno di proteine varia in funzione dell'età e del tipo di attività fisica. É infatti proporzionalmente maggiore nella crescita, nei bambini rispetto agli adulti, e nello sport per la manutenzione dei tessuti muscolari sottoposti a carichi di lavoro continui. Per la popolazione generale si raccomandano circa 0.9 g/kg di peso corporeo pari a circa il 10-12% dell'introito calorico giornaliero. L'atleta che necessita di incrementare le masse muscolari può arrivare ad assumere proteine fino a 1.5-1.8g/kg di peso, per un breve periodo. Per mantenere il livello di massa muscolare già acquisito, sono invece sufficienti gli 0.9 g/kg di peso corporeo.

RICORDATI CHE

Non sono necessarie ogni giorno assunzioni di grandi quantità di proteine, poichè le proteine in eccesso non vengono conservate nell'organismo e sovraccaricano il lavoro dei reni Non è vero che le proteine vegetali (legumi secchi) non possono essere utilizzate: integrate con farinacei, forniscono un'ottima miscela di proteine ad alto valore biologico L'alternanza delle fonti proteiche sia animali che vegetali ti garantisce un introito di tutti gli aminoacidi necessari.

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martedì 18 novembre 2008

Fare ginnastica in palestra o i casa?

Fare le faccende di casa può essere altrettanto proficuo, se si vuol perdere peso, che ingaggiare un personal trainer. Buona notizia per chi non ha tempo o soldi necessari da investire in un'attività sportiva. La notizia viene dalla University of Central Florida. Karen Dennis, medico del centro statunitense, sta conducendo uno studio, che durerà cinque anni, su donne in menopausa di età compresa tra i 50 e 65 anni. Lo studio vuole verificare l'efficacia di due programmi di fitness, entrambi seguiti da esperti ma uno da fare in casa e l'altro in palestra. I risultati preliminari hanno dimostrato che i due approcci sono equivalenti, se affrontati con serietà e con un regime alimentare appropriato, per perdere peso.

Allo studio prendono parte 300 donne. Nel primo anno la maggior parte di loro hanno perso tra i 12 e i 15 chilogrammi. Le donne sono seguite costantemente da un'equipe di medici a cui possono rivolgersi sia per avere un supporto tecnico che psicologico. Questo studio durerà cinque anni "perché il nostro obiettivo è quello di modificare i comportamenti alimentari e di vita scorretti e fare in modo che le donne che stiamo seguendo non riprendano le vecchie abitudini", sostiene la Dennis. "Lo sforzo richiesto sembra tanto, ma in realtà molte delle partecipanti sono contente perché hanno riacquistato fiducia in loro stesse e una maggiore armonia con il loro corpo, oltre che a un miglioramento notevole della salute generale", conclude la Dennis.

Fare 30 minuti di passeggiata fa consumare tanto quanto una corsetta blanda sul tapis roulant. Salire due rampe di scale almeno quattro volte al giorno è come fare 15 minuti di step. Pulire il giardino e fare le pulizie in casa per almeno 1 ora al giorno vale quanto un'ora di palestra. "Convincere le donne in meno pausa a fare attività fisica, anche al di fuori di luoghi preposti come possono essere le palestre, è un grande obiettivo soprattutto in una società, come quella americana, dove l'obesità è in diffusione", ha affermato la dottoressa Dennis. Il programma messo a punto dal medico americano prevede anche, oltre ad una regolare attività fisica, una dieta da seguire il cui obiettivo principale è quello di modificare e correggere abitudini scorrette. Emanuela Grasso

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venerdì 14 novembre 2008

Diabete e disfunzione erettile

Gli uomini colpiti da diabete che presentano anche dei problemi di disfunzione erettile hanno un rischio maggiore di contrarre patologie di tipo cardiovascolare. Il legame fra disfunzione erettile e problemi cardiovascolari è stato dimostrato già da numerosi studi scientifici, due nuovi studi hanno però individuato un nuovo fattore associato ad una maggiore incidenza dei problemi cardiaci, la disfunzione erettile.

Entrambi gli studi, pubblicati sul Journal of the American College of Cardiology (Maggio 2008), sono del parere che i problemi di disfunzione erettile, soprattutto nel caso di uomini colpiti da diabete di tipo 2, sono solo l'anticamera di una serie di patologie cardiovascolari che si conclameranno negli anni a venire.

Riassumiamo brevemente i due studi che mettono in relazione diabete, disfunzione erettile e problemi cardiovascolari.

Uno studio, condotto presso l'Istituto Beato Matteo di Vigevano (Italia), è stato coordinato da Carmine Gazzaruso. I ricercatori hanno preso in esame un gruppo 291 uomini affetti da diabete di tipo 2 e hanno confrontato i dati raccolti con quelli di un gruppo di controllo. La conclusione è stata che i pazienti che presentavano anche dei problemi di disfunzioni erettile avevano un rischio doppio di sviluppare problemi cardiovascolari nei quattro anni successivi alla diagnosi.

Il secondo studio, coordinato da Peter Chun-Yip Tong, è stato condotto presso l'Università di Hong Kong. In questo caso sono stati esaminati 2.306 uomini affetti da diabete di tipo 2, del totale circa 270 presentavano dei problemi di disfunzione erettile. All'inizio dello studio nessun partecipante aveva mai avuto problemi di tipo cardiovascolare.

Durante il periodo di osservazione, durato circa quattro anni, 123 uomini sono stati colpiti da infarto. Dalla comparazione dei dati clinici dei pazienti è emerso che gli uomini diabetici, che presentavano anche problemi di disfunzione erettile, avevano un 58 per cento di possibilità in più di morire per infarto.

In base ai risultati di questi studi, la comparsa di disfunzioni erettili nei pazienti diabetici deve mettere in guardia su possibili problemi cardiovascolari futuri. Durante lo studio italiano si è però notata una cosa, i pazienti diabetici con disfunzione erettile che assumevano le statine, i farmaci anticolesterolo, riducevano di un terzo il rischio di malattie cardiovascolari.


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mercoledì 12 novembre 2008

Qualche regola per prevenire l'ipercolesterolemia

Attualmente esitono terapie farmacologiche capaci di abbassare
i valori di colesterolo nel sangue e devono pertanto essere
utilizzate in tutti quei casi di pazienti a elevato rischio di insorgenza
di malattia cardiovascolare (prevenzione primaria) e in tutti quei
pazienti già colpiti da patologie cardiovascolari (prevenzione
secondaria). Ma rimane elemento essenziale nell'approccio
sanitario all'ipercolesterolemia "la prevenzione", attraverso
adeguati stili di vita, quali:

* mantenere un'alimentazione sana, riducendo il consumo
di grassi animali;

* controllare il peso corporeo;

* fare attività fisica in maniera regolare;

* ridurre o meglio abolire fumo e alcool;

* controllare regolarmente i valori del colesterolo totale.

Fonte: PHARMaMICA

lunedì 10 novembre 2008

Russare e vita sessuale

Russare disturba la vita sessuale

Una nuova ricerca condotta dalla British Snoring & Sleep Apnoea Association, per presentare la settimana nazionale per smettere di russare, mostra che le persone che russano hanno vite sessuali meno soddisfacenti.

A detta del Daily Mail, oltre la metà delle persone intervistate hanno detto che farebbero più spesso l'amore se loro o i loro partner smettessero di russare. Inoltre un terzo delle coppie ha ammesso di avere rapporti molto raramente perché uno dei due russa.

L'81% dei partner delle persone che russano, sostengono di non riuscire a dormire abbastanza e la metà di questi si svegliano sentendosi stanchi. Il 70% delle coppie che hanno questo problema decidono di dormire in camere separate per dormire meglio.

"In passato abbiamo considerato unicamente gli effetti clinici del russare e le terapie adatte, ma sono stati condotti pochi studi riguardanti gli effetti psico-sessuali del problema" sostiene Marianne Davey, co-fondatrice dell'associazione.

"Gli intervistati ci hanno detto che le loro relazioni migliorerebbero se si smettesse di russare e che sicuramente questo condiziona la loro vita sessuale. È evidente che il russare porta a discussioni, che crescono col tempo e possono avere effetti deleteri e portare addirittura alla rottura delle rapporti." ha aggiunto Davey.


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giovedì 6 novembre 2008

Vino rosso, alternativa al viagra

Vino rosso, alternativa al viagra

Vino rosso: alternativa al viagra

Il vino rosso, se bevuto nella giusta quantità, può essere un'alternativa al viagra in quanto migliora le prestazioni sessuali. Questa è la conclusione di una ricerca i cui risultati sono stati presentati da Andrea Ledda, docente dell'Università dell'Aquila, in occasione del convegno Vino e Salute (Giugno 2008).

Tre bicchieri di vino sembrerebbero aumentare il piacere sessuale favorendo l'erezione e ritardando lievemente il riflesso eiaculatorio, migliorando quindi, anche se limitatamente, il problema legato all'eiaculazione precoce.

Durante la ricerca sono stati poi individuati altri benefici del vino rosso sulla salute. L'assunzione della bevanda in dosi moderate aiuta a prevenire l'arteriosclerosi e combatte l'andropausa, un evento patologico legato soprattutto all'insufficienza degli ormoni androgeni da parte dei testicoli e al precoce invecchiamento dell'apparato genitale maschile.

In occasione del convegno Vino & Salute è intervenuta anche la Prof.ssa Teresita Mazzei, presidente della Società Internazionale di Chemioterapia (ISC), che ha evidenziato un'altra proprietà del vino rosso. Il vino, sempre se bevuto con moderazione, può incidere nella prevenzione di alcune forme tumorali come: tumore al seno, tumore alla prostata e tumore al polmone. L'esperta spiega che fino ad oggi la sperimentazione è stata condotta solo su animali ma, in base ai risultati ottenuti, è molto probabile che gli stessi effetti si possano ottenere anche sull'uomo.

Durante il convegno si è rimarcata l'importanza della nutrigenomica, un campo relativamente nuovo della medicina molecolare che studia come il cibo sia in grado di intervenire sul DNA per attivare quei geni che impediscono l'insorgere nell'organismo di alcune patologie. In base ai risultati ottenuti in numerosi studi, è possibile prevenire diverse patologie adottando abitudini di vita sane e una dieta equilibrata e controllata.

Nel caso non vi siano particolari controindicazioni, come per esempio nel caso di tumore al fegato o cirrosi epatica, prima di provare con il viagra potreste quindi provare con tre bicchieri di vino rosso al giorno stando attenti a non esagerare, quantitativi superiori non migliorerebbero le prestazioni sessuali e al contrario potrebbero essere dannosi.


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martedì 4 novembre 2008

Latte di pecora contro i tumori


Latte di pecora contro i tumori

Uno studio condotto dall'università di Firenze, ha analizzato le proprietà nutrizionali del late di pecora e dei suoi derivati. Dall'analisi è emerso che questo alimento ha delle caratteristiche che aiutano a prevenire malattie cardiovascolari e alcune forme di tumori, caratteristiche che sono state riscontrate solo nel latte prodotto da animali alimentati in maniera naturale, con erba fresca dei campi, e non con foraggio secco.

La ricerca è stata coordinata dal professor Mauro Antongiovanni, ordinario di Nutrizione e alimentazione animale nel Dipartimento di Scienze zootecniche dell'Università di Firenze. Il professore ha evidenziato come grazie al late di pecora si potrà fare una prevenzione efficace soprattutto per i tumori che interessano il colon e la mammella.

I risultati completi di questa ricerca, verranno esposti il prossimo 27 luglio al Congresso mondiale di Scienze animali e scienze del latte che si svolgerà a Cincinnati negli Usa. I ricercatori hanno notato che cambiando la dieta degli animali, è possibile diminuire la concentrazione di acidi nocivi come il miristico e il palmitico in un valore medio di -40% e contestualmente, si aumentano gli acidi benefici come il butirrico di un +15% e del CLA (acido linolenico coniugato o acido rumenico) del +500%.


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venerdì 31 ottobre 2008

Si ingrassa meno mangiando lentamente


Si ingrassa meno mangiando lentamenteLe persone che mangiano velocemente hanno un rischio maggiore di mettere su qualche chilo di troppo, per restare in linea meglio quindi mangiare lentamente. Questa non è la prima volta che la velocità con cui mangiamo viene messa in relazione con la possibilità di ingrassare, i nuovi dati a sostegno di questa tesi arrivano da uno studio giapponese coordinato da Hiroyasu Iso dell'università di Osaka. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sul British Medical Journal (Ottobre 2008).

Lo studio, durato circa quattro anni (dal 2003 al 2006), ha coinvolto più di 3 mila volontari giapponesi, 2.160 donne e 1.100 uomini, con un'età compresa tra 30 e i 69 anni. I ricercatori, mettendo in relazione la "voracità" dei volontari con l'indice di massa corporea (BMI), hanno constatato che le persone che mangiano rapidamente fino a che non sono sazie hanno un rischio di tre volte superiore, rispetto alle altre, di essere in sovrappeso.

In base al campione osservato, il 50 per cento degli uomini e il 58 per cento delle donne mangiano fino a quando non si sentono sazi. Un altro dato che è emerso dall'indagine riguarda la velocità con la quale si mangia, circa il 45 per cento degli uomini e il 36 per cento delle donne hanno affermato di mangiare rapidamente. Incrociando i due dati, si è notato che i soggetti che hanno dichiarato di mangiare velocemente fino a sentirsi sazi presentavano un indice di massa corporea nettamente superiore rispetto agli altri. I ricercatori spiegano che in base allo studio si è concluso che gli uomini che mangiano velocemente hanno l'84 per cento di probabilità in più di essere in sovrappeso, il rischio raddoppia nel caso delle donne.

Perché mangiare velocemente può influire sul peso? Se si mangia troppo velocemente ci potrebbe essere uno squilibrio nei segnali che lo stomaco invia al cervello, si potrebbe sentire ancora fame anche se lo stomaco è già "pieno". Il consiglio è quindi quello di mangiare lentamente, soprattutto nei primi 10 minuti, affinché al cervello arrivino le giuste informazioni. In questo modo si stimola anche una migliore secrezione dei succhi gastrici e di conseguenza migliora la digestione.


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mercoledì 29 ottobre 2008

Caffè contro cancro al fegato


WASHINGTON - il caffè preso in quantità limitate, da più benefici di quanto si possa pensare, potrebbe aiutare a prevenire il cancro al fegato.

Uno studio condotto su più di 90.000 giapponesi ha evidenziato che le persone che bevono caffè abitualmente hanno il 50% in meno di possibilità di contrarre il cancro al fegato rispetto alle persone che non lo bevono mai.

I dati dell'American Cancer Society relativi al 2004, mostrano che in un solo anno sono stati diagnosticati 18.920 nuovi casi di cancro al fegato e 14.270 morti in seguito alla malattia.

Lo studio del National Cancer Center di Tokyo condotto nell'arco di 10 anni, ha evidenziato che l'incidenza del cancro al fegato in persone che bevono raramente caffè è di 547 casi su 100.000. Daltraparte secondo il servizio della scorsa settimana pubblicato sulla rivista National Cancer Institute, il rischio per le persone che bevono caffè quotidianamente sarebbe di 214 casi su 100.000 persone.

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martedì 28 ottobre 2008

Ananas e prevenzione cancro












Nel centro di ricerca australiano del Queensland Institute of Medical Research, sono stati individuate delle molecole in grado di combattere il cancro con un approccio diverso dai farmaci fino ad oggi scoperti.

I ricercatori sono riusciti a isolare due molecole da un estratto d'ananas, la CCZ che ha effetti stimolanti sulle cellule del sistema immunitario che aiuta l'organismo a riconoscere e attaccare il tumore, e la CCS che ha la capacità di bloccare le proteine Ras, sostanze che incidono nel 30% dei tumori.

Altre proprietà dell'ananas

Già in passato sono state attribuite altre proprietà al frutto dell'ananas come antinfiammatorie, antiedematose, antibatteriche. E' risultato inoltre utile nei disturbi digestivi, nella prevenzione della trombosi, contiene molto magnesio e contribuisce a ridurre il rischio di osteoporosi e fratture.

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giovedì 23 ottobre 2008

Le uova

Uova
Sicurezza
La tossinfezione più comunemente trasmessa dalle uova è la salmonellosi. L'elevazione degli standard igienici e l'aumento dei controlli hanno consentito di limitare al minimo questa contaminazione: il consumo di uova crude o cotte conservate in modo corretto non costituisce quindi un rischio per la salute.
Le uova vanno conservate in frigorifero, nella loro confezione originale, non vanno mai lavate con acqua (per non rimuovere la cuticola esterna), al massimo con uno spazzolino o con un panno asciutto.
Qualità nutrizionali
Le uova sono uno degli alimenti più maltrattati dal punto di vista dei luoghi comuni (sbagliati) alimentari.
Vediamo innanzitutto i pregi e i difetti dal punto di vista nutrizionale.
I pregi
Le uova sono un'ottima fonte proteica (ogni uovo contiene circa 7 grammi di proteine, di cui 5 nell'albume e 2 nel tuorlo).
I grassi contenuti nell'uovo sono per la maggior parte monoinsaturi e polinsaturi, e quindi benefici per la salute. Contengono anche una discreta quantità di acido linoleico, un grasso essenziale.
Hanno un indice di sazietà elevato, grazie al loro basso apporto di calorie (solo circa 80 per ogni uovo di media grandezza), quindi sono indicate nei regimi alimentari ipocalorici.
La digestione delle uova comporta una scarsa secrezione di acido cloridrico, quindi sono consigliate a chi soffre di gatriti o ulcere gastroduodenali.
I difetti
Le uova contengono molto colesterolo (circa 200 mg per un uovo di media grandezza). Con due uova già si supera la quantità giornaliera massima consigliata. Questo argomento merita un articolo a parte.
Le uova provocano la contrazione della colecisti provocando spasmi e conseguenti coliche colecistiche nei soggetti che soffrono di calcoli biliari.
I luoghi comuni
Le uova sono pesanti da digerire: la digestione delle uova dipende da come sono preparate: in linea di massima più la cottura è blanda e maggiore il tasso di digeribilità. Per un uovo alla coque sono sufficienti 90 minuti, due ore se sodo e tre ore se fritto: la digestione della carne è sicuramente più lunga. Le uova, quindi, non sono meno digeribili rispetto alla grande maggioranza delle fonti proteiche.
Le uova fanno male al fegato: gli alimenti grassi in genere appesantiscono il lavoro del fegato, soprattutto se i grassi sono portati a temperatura elevata, come nei fritti. Le uova di per sé non sono particolarmente grasse, se le si frigge la tossicità nei confronti del fegato dipende dai grassi aggiunti, e non dalle uova. Le pataine fritte appesantiscono il fegato, le patate di per sé no.

Gli albumi non andrebbero mai mangiati crudi, poiché contengono avidina che limita l'assorbimento di biotina (vitamina H).

Concludendo, si può affermare che le uova andrebbero evitate solo da coloro che soffrono di calcolosi biliare.
Chi soffre di ipercolesterolemia dovrebbe limitare il consumo di tuorli (due o tre alla settimana, e mai più di uno al giorno), mentre non vi è alcun limite nel consumo degli albumi.

Qualità organolettiche
Le qualità organolettiche delle uova non risentono più di tanto della qualità del metodo di produzione. Nella produzione di pietanze nelle quali l'uovo è utilizzato crudo, come la maionese o lo zabaione, le differenze possono essere avvertite, nel consumo a cotto queste si livellano e diventano impercettibili ai più, soprattutto se l'uovo è utilizzato insieme ad altri ingredienti (come nelle frittate).
Tuttavia, è opportuno scegliere uova prodotte con metodi poco intensivi che prediligano la qualità piuttosto che la quantità, ma più che altro per una questione di salubrità e non di gusto.
Una caratteristica importante, che influenza la bontà delle uova, è la freschezza: sebbene le uova si mantengano per parecchio tempo in frigorifero, è opportuno consumarle fresche, entro dieci giorni dalla deposizione.
Come scegliere

Le uova confezionate dal 01 gennaio 2004 devono riportare un codice alfanumerico (composto da lettere e numeri), assegnato ad ogni allevamento dall’azienda sanitaria locale al fine di garantire la tracciabilità delle uova in Italia e in Europa.
Il codice è composto da 11 caratteri, come per esempio: 3 IT 001 TO 036, ed è composto da:
Un numero che indica il metodo di allevamento (0 per allevamento biologico, 1 per allevamento all’aperto, 2 per allevamento a terra, 3 per allevamento in gabbie);
Il codice dello Stato ("IT" per Italia);
Il codice ISTAT del comune ove è ubicato l’allevamento (composto da 3 cifre, 001 nell'esempio);
La sigla della provincia (TO);
Un numero progressivo di tre cifre che consente di identificare in modo univoco l’allevamento (036 nell'esempio).
La scelta di uova biologiche rappresenta una scelta più sicura dal punto di vista delle possibili frodi (grazie ai maggiori controlli), e un allevamento di tipo estensivo che non stressa le galline. Purtroppo il costo di questi prodotti è molto elevato, ingiustamente, poiché spesso il rincaro del distributore finale è sproporzionato, come abbiamo scoperto parlando con produttori di uova biologiche destinate alla grande distribuzione.
L'allevamento all'aperto garantisce un notevole spazio per le galline (4 metri quadrati ciascuna), anche se vengono fatte razzolare solo 2 ore al giorno.
Le scelte salutisticamente migliori, dunque, sono le seguenti.
1) Approvigionamento da un piccolo produttore artigianale, ovvero il contadino. Se vengono utilizzate crude, bisogna fare attenzione alle condizioni igieniche: utilizzarle poco tempo dopo la deposizione, scegliere quelle più pulite, eventualmente pulirle con un canovaccio o con uno spazzolino. Se vengono cotte, non sono necessarie ulteriori precauzioni oltre a quelle di base.
2) Uova biologiche, che garantiscono maggiormente riguardo la salubrità del prodotto grazie ai maggiori controlli.
3) Uova da galline allevate all'aperto, che dovrebbero garantire una vita più tranquilla e soprattutto un minor rischio di malattie (e quindi un uso di antibiotici inferiore).

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Vino e prevenzione tumori


L'istituto oncologico Pascale di Napoli, ha individuato una sostanza che possiede delle proprietà che aiutano l'organismo a prevenire la formazione di tumori. Questa scoperta è particolare in quanto i ricercatori stanno cercando gli sponsor trai produttori degli alimenti che possiedono tale sostanza, in particolare fra quelli di vino.

Il resveratrolo, una sostanza che secondo i ricercatori potrà portare un grande aiuto nella lotta contro i tumori, è presente in alimenti come uva e arachidi, e mantiene le sue caratteristiche anche nel vino.

Sempre più spesso, i ricercatori dimostrano come una buona alimentazione composta da una dieta dove sono presenti determinate sostanze, possano influire positivamente nella prevenzione ai tumori.


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Chi sa che in questo periodo dell'anno che è quello di maggior fermento per quanto riguarda le aziende vinicole qualcuna accolga la richiesta di sponsorizzare con il proprio vino questa ricerca medica.

martedì 21 ottobre 2008

Una mela per tenersi giovani










Alcune persone saranno già a conoscenza delle maschere di bellezza a base di mele. Le proprietà di questo frutto sono infatti conosciute già da qualche anno nel campo estetico e vengono utilizzate per realizzare delle maschera che aiutano a prevenire le rughe e a donare elasticità alla pelle.
Uno studio condotto da alcuni ricercatori canadesi e pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, ha esaminato da vicino alcune caratteristiche delle mele evidenziazione alcune proprietà che si sono rivelate molto utili per la salute dell'uomo.
Fra le numerose sostanze che sono state individuate nella mela, cinque hanno attirato in particolar modo l'attenzione dei ricercatori come ad esempio i polifenoli. I cinque antiossidanti individuati nel frutto, sono in grado di combattere i radicali liberi che quando prodotti in quantità eccessive dall'organismo umano, sono fra le prime cause dell'invecchiamento e la formazione di tumori.
I ricercatori canadesi hanno inoltre esaminato diverse qualità di mele per vedere quale avesse la maggior quantità di antiossidanti, fra tutte si è evidenziata la Red Delicious. La maggior quantità di antisossidanti in quella qualità di mela potrebbe essere legata al tipo di terreno dove cresce e al periodo dell'anno in cui matura.

Un'altra caratteristica messa in rilievo da questa ricerca è relativa alla quantità di antiossidandi presenti nella buccia del frutto, nella polpa infatti è presente una quantità molto inferiore.


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Vaccino Covid e morti improvvise: vediamo cosa è emerso da uno studio Usa

E’ stato condotto un  nuovo studio negli USA  che conferma che  non esiste alcun legame tra vaccino covid e morti improvvise . L’indagine, c...