venerdì 29 gennaio 2021

La lattoferrina è davvero efficace contro il coronavirus? Parte uno studio a Biella

La lattoferrina sarà oggi studiata in uno studio clinico all'ospedale di Biella, che ha coinvolto il primo paziente. Se ne è parlato spesso per le sue proprietà antivirali e antinfiammatorie, ma per ora non ci sono prove sufficienti per dire che abbia effetti contro Sars-Cov-2

Più di una volta si è parlato dell’uso della lattoferrina e di integratori a base di questa molecola per prevenire e contrastare il Covid-19. Si tratta di una proteina contenuta in tutte le secrezioni umane, presenta proprietà antimicrobiche e antivirali che secondo alcuni scienziati potrebbero renderla un buon candidato da studiare contro il Covid.19. Uno studio preliminare, su un piccolo campione di persone, condotto dall’università di Tor Vergata, mostrava dei primi dati favorevoli rispetto all’azione della lattoferrina nel coronavirus. Tuttavia altri esperti avevano sollevato alcuni dubbi. Sulla base delle prime prove positive, oggi l’ospedale di Biella ha dato il via a uno studio clinico sull’impiego della lattoferrina in persone affette da Covid-19 e ha da poco arruolato il primo paziente. Ecco cosa sappiamo.

Lattoferrina sì o lattoferrina no?

Durante la pandemia in più occasioni scienziati e media hanno parlato di alcune molecole e integratori in relazione alla possibilità, ancora da dimostrare, che abbiano effetto anche contro il coronavirus. Ricordiamo ad esempio la vitamina D, la melatonina e la quercetina. Oggi è di nuovo il turno della lattoferrina, di cui si discute da qualche tempo.

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Come trattare la pelle dopo i 60 anni?

 

Non esiste un limite di età per avere cura della propria pelle, perché un corpo sano si rispecchia in una pelle morbida e luminosa. Prendersi a cuore la salute dell’epidermide significa irrobustire l’ultima barriera tra noi e il mondo esterno: smog, polveri, vento, salsedine e raggi solari ogni giorno mettono a dura prova la resistenza della pelle del viso. Ecco perché non è mai troppo tardi per regalarle qualche attenzione in più.

Anni di ricerca hanno permesso ai laboratori Vichy di sperimentare e trovare le formule più adatte al trattamento della pelle matura. Sul sito online troverete tutti i consigli utili e tanti prodotti per mantenere la pelle elastica e morbida anche dopo gli “anta”. Ecco allora qualche suggerimento utile.

Quale beauty skin routine dopo i 60 

La cura della pelle passa innanzitutto da una routine di bellezza adeguata. La pelle col tempo perde la sua capacità di trattenere acqua e quindi di rimanere idratata ed elastica perché il nostro organismo smette di produrre acido ialuronico e collagene. La maniera migliore per ridarle tonicità perciò, è proprio quella di restituirle una sostanza presente in natura nel nostro tessuto epidermico: l’acido ialuronico. Serve poi una routine di bellezza strutturata sulle esigenze specifiche del proprio tipo di pelle.

Questi i passaggi più importanti di una beauty routine over 60.

  • Ogni mattina, dopo aver ben deterso la pelle, occorre applicare un siero a base di acido ialuronico: bastano poche gocce sulle dita per stenderlo sul viso e collo fino al totale assorbimento. Meglio scegliere un prodotto dalla texture leggera e fresca per far sì che la pelle lo assorba bene e subito.
  • Contro l’invecchiamento serve anche un’azione mirata per occhi e ciglia: Serum 10 occhi e ciglia per esempio, agisce nella zona perioculare donando freschezza allo sguardo e forza alle ciglia indebolite.
  • Subito dopo bisogna applicare una crema antirughe rassodante, come Collagen Specialist Liftactiv di Vichy, dalla formula arricchita di componenti di origine naturale, peptidi e vitamina C. La crema, grazie a questi potenti ingredienti, dona alla pelle del viso più tono e luminosità, oltre che contorni del viso ridefiniti.
La sera prima di andare a dormire, la beauty routine dovrà essere replicata, prima con la detersione profonda per rimuovere ogni traccia di impurità e di trucco, quindi con l’applicazione di prodotti specifici che aiutino la pelle a rigenerarsi durante il riposo notturno come un’efficace crema notte dall’azione antirughe e rimpolpante.

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giovedì 28 gennaio 2021

Covid: 14.372 positivi, 492 vittime. il tasso di positività stabile al 5,17%

In calo terapie intensive e ricoveri. Sono 275.179 i test effettuati

Sono 14.372 i test positivi al coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 492. Ieri i positivi erano stati 15.204 e i morti 467. 

Sono 275.179 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute.

Ieri erano stati 293.770. Il tasso di positività è del 5,2%% (ieri era del 5,17%)
   

I ricoveri in terapia intensiva per il Covid-19 sono in calo di 64 unità nel saldo tra entrate e uscite rispetto a ieri, secondo i dati del ministero della Salute.

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Fumare di meno fa diminuire il rischio di tumore al polmone?

Ecco la risposta al sondaggio della rubrica VERO O FALSO di ANSA Salute

Fumare di meno fa diminuire il rischio di tumore al polmone? Vero

I rischi che corre chi fuma regolarmente sono noti a tutti. Ma anche una sigaretta ogni tanto fa male ai polmoni? "Smettere completamente di fumare, o non iniziare proprio, è sempre la scelta migliore", dice Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, professore all’università di Siena, presidente del Fonicap (Forza operativa nazionale contro il cancro del polmone) e docente Consulcesi Club. "Ma se si fuma di meno, il rischio di sviluppare un tumore ai polmoni diminuisce".

"Il cancro del polmone - spiega - è causato dall'accumulo di sostanze cancerogene che provocano un danno genetico. Se le sostanze cancerogene entrano nell'organismo saltuariamente, sarà necessario più tempo per creare il danno, e quindi il rischio di tumore sarà minore. Una sigaretta a settimana allora fa decisamente meno danni di una al giorno".

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mercoledì 27 gennaio 2021

Covid, balzo dei positivi: sono 15.204, 467 le vittime

Martedì i positivi erano stati 10.593. Nasce il Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione del virus

Sono 15.204 i test positivi al coronavirus in Italia in 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 467. Martedì i positivi erano stati 10.593 e i morti 541. Sono 293.770 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 257.034. Il tasso di positività è del 5,17% (ieri era del 4,1%, quindi in aumento di oltre l'1%).

E nasce il Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione del virus SARS-CoV-2, che permetterà di seguire l'evoluzione del coronavirus e di monitorare la risposta immunitaria alla vaccinazione. L'iniziativa è stata presentata nella conferenza stampa organizzata dal ministero della Salute. "Questa è solo una delle prime pandemie che vedremo perchè dal mondo animale arriveranno altre pandemie. Non possiamo perdere questa occasione", ha affermato il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù.  "Questa è solo una delle prime pandemie che vedremo perchè dal mondo animale arriveranno altre pandemie", ha sottolineato Palù.

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Tre volte negativo: muore

Palù (Aifa): "Questa è la prima pandemia ma ne arriveranno altre"

La previsione del presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Giorgio Palù

"Questa è solo una delle prime pandemie che vedremo perché dal mondo animale arriveranno altre pandemie". Ad affermarlo è stato il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù, alla conferenza stampa al ministero della Salute per la nascita del Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione del virus SARS-CoV-2, che permetterà di seguire l'evoluzione del coronavirus e di monitorare la risposta immunitaria alla vaccinazione.

Fonte

Tutte le dichiarazioni controverse sul Coronavirus di Giorgio Palù, il nuovo presidente dell’Aifa



Covid: geni e ormoni cause della maggior mortalità maschile

La conferma viene da uno studio della Yale University

(ANSA) - ROMA, 26 GEN - Gli uomini hanno 1,7 volte in più di probabilità di morire per Covid-19 rispetto alle donne. Tutto dipende da fattori genetici, ormonali e del sistema immunitario.
   

A dirlo sono gli studiosi della Yale University, che in un articolo pubblicato sulla rivista Science sono riusciti a individuarne alcune delle cause. Una delle prime, dicono i ricercatori, viene dalla biologia di base. Le donne hanno due cromosomi X, gli uomini ne hanno uno. I cromosomi X sono importanti perché sono ricchi di geni che regolano la risposta immunitaria. In sostanza, le donne hanno 'rinforzi' del sistema immunitario. Poi, secondo i ricercatori di Yale, c'è anche una questione ormonale. In uno studio condotto sui topi infettati con Sars-Cov-2 è stata osservata una mortalità più elevata nei maschi: questa sarebbe attribuita ai ruoli protettivi degli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili. La loro presenza può aiutare a sopprimere l'Ace 2, un recettore che viene utilizzato proprio da Sars-Cov-2 per entrare nelle cellule. Nella letteratura scientifica era stato già notato che gli uomini sottoposti a una terapia di deprivazione androgenica per cancro alla prostata sembrano essere meno suscettibili alle infezioni del coronavirus. Inoltre, secondo gli studiosi di Yale, l'età amplifica e talvolta sabota la risposta immunitaria di un uomo all'infezione da Sars-Cov-2. Gli studiosi hanno scoperto che quando gli uomini di 60 anni iniziano a perdere la capacità di montare una risposta immunitaria iniziale al nuovo coronavirus, spesso c'è anche una reazione eccessiva compensatoria da parte di altre molecole del sistema immunitario che può portare a infiammazioni dannose. Questi fattori infiammatori possono innescare la cosiddetta 'tempesta di citochine' che può portare a gravi danni ai polmoni e ad altri tessuti.

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Covid: 10.593 positivi, 541 vittime

Castagne: proprietà e benefici del frutto contro la stanchezza

  La castagna (Castanea sativa) è il frutto dell’albero del castagno appartenente alla famiglia delle Fagaceae diffuso in tutto il bacino de...