domenica 25 giugno 2017

Emergenza caldo in Italia: 10 città da bollino rosso e 10 consigli per proteggersi. Record a Ferrara

Temperature in rialzo in tutto il Paese. Il Ministero della Salute avverte: 'Massimo livello di rischio per tutta la popolazione'

L'Italia è nella morsa del caldo: il record è Ferrara, dove - secondo dati dell'Aeronautica militare - la temperatura percepita è di 49 gradi, anche se il termometro segna 37.
Seconda è Termoli, in Molise, dove la sensazione di calore è di 46 gradi, ma quelli effettivi sono 30. Terza è Capo Frasca in Sardegna, dove a fronte di 37 gradi reali se ne percepiscono 44. In 15 regioni, dal Piemonte alla Sicilia, ci sono località dove si boccheggia con temperature avvertite dalla popolazione, per effetto dell'umidità e dei venti, pari o superiori a 40 gradi.

Dieci consigli per proteggersi dal caldo 

Per 10 città italiane è previsto un 'weekend di fuoco' contrassegnato con il bollino rosso del ministero della Salute che indica un'emergenza caldo con il massimo livello di rischio per tutta la popolazione. Oggi  in particolare, l'allarme è scattato per Bologna, Bolzano, Brescia, Perugia e Torino, mentre domenica riguarderà Ancona, Campobasso, Firenze, Perugia e Pescara.

Sono inoltre 10 le città contrassegnate dal bollino arancione del ministero della Salute, che indica il rischio specifico per la fascia di popolazione più fragile. Per fronteggiare l'afa e il caldo, il ministero fornisce una serie di consigli, in primis quello di evitare l'esposizione diretta al sole nelle ore più calde (dalle 11 alle 18). Si suggerisce poi di evitare le zone trafficate per il rischio ozono, di non svolgere attività fisica intensa all'aperto e di utilizzare correttamente il condizionatore. L'alimentazione, poi, sempre secondo le indicazioni del ministero della Salute, deve essere leggera ed è necessario bere molti liquidi (moderando bevande gassate o zuccherate, tè e caffè). Attenzione, inoltre, alle eventuali terapie farmacologiche che potrebbero dover essere modificate. Infine importante è la giusta conservazione dei farmaci.

Come difendere dal caldo gli amici a 4 zampe

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venerdì 23 giugno 2017

Lo zucchero è onnipresente nel nostro cibo, nelle bevande e si nasconde addirittura in molti prodotti salati. E’ presente nel 60% dei prodotti del supermercato ma sempre più studi dimostrano che è estremamente dannoso per la salute. Questa presa di consapevolezza è avvenuta anche in Danièle Gerkens, giornalista francese, che ha deciso di trasformarla in un’avventura personale. Per un anno, ha deciso di vivere senza zucchero. I benefici fisici e psicologici che ha descritto nel suo libro “Zéro sucre : Mon année sans sucre ; Comment s’en libérer” sono davvero entusiasmanti e dovrebbero essere un incorraggiamento  fondamentale per tutti coloro che, pur conoscendo i danni dello zucchero, non riescono a smettere.

L’autrice infatti afferma che vivere senza zucchero non è una dieta ma uno stile di vita. Lo zucchero è un’invenzione moderna che per migliaia di anni della storia dell’essere umano è stato totalmente assente. Gli zuccheri naturali venivano assunti dalla frutta, dal miele e dalla fermentazione di alcuni cereali. Lo zucchero moderno in tutte le sue forme (incluso sciroppo di glucosio, sciroppo di fruttosio, ecc.) è invece un concentrato totalmente sbilanciato di zuccheri che il nostro corpo non sa e non può gestire.

Ma torniamo alla storia di Danièle Gerkens, giornalista francese della rivista ELLE, che ha deciso di rimanere senza zucchero e dopo un anno ha descritto il processo definendolo come una “esperienza magica”. Il risultato? Sei chili in meno, una pelle più luminosa e con meno rughe e benefici effetti non solo fisici ma anche psicologici.

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domenica 18 giugno 2017

L’acqua fa dimagrire. Ma bisogna berne tanta #lodicelascienza

Dimagrire bevendo tanto: ecco come bruciare più calorie grazie all'assunzione di una certa quantità di acqua al giorno

Che bere tanta acqua faccia bene alla salute del nostro organismo si sa dalla notte dei tempi. Ma berne tanta e spesso aiuterebbe anche a dimagrire. Diversi studi sostengono, infatti, che l’assunzione di una certa quantità d’acqua aiuta a bruciare più calorie. Questo perché andrebbe ad indurre la termogenesi, che favorisce la perdita di grasso corporeo.

Dimagrire bevendo: cosa dice la scienza

Stando ad una ricerca, l’aumento del metabolismo comincerebbe 10 minuti dopo aver bevuto. Il processo durerebbe circa 60 minuti, raggiungendo il culmine dopo 30-40, con la dispersione di circa 24 kcal.

Dopo aver bevuto mezzo litro d’acqua, il tasso metabolico di una persona adulta aumenterebbe del 24-30%. Un altro studio sulle donne in sovrappeso ha valutato gli effetti dell’assunzione di oltre 1 litro di acqua al giorno per un periodo di 12 mesi.

È emerso così che bevendo 1,5 litri di acqua al giorno, si potrebbe bruciare un extra di 17.400 calorie, per una perdita di grasso di oltre due chili. Dei risultati impressionanti, se si calcola che nessuna di loro ha dovuto modificare il suo stile di vita.

Monitorando le persone in sovrappeso che hanno bevuto 1-1,5 litri d’acqua ogni giorno per poche settimane si è notata una significativa riduzione del peso, dell’indice di massa corporea, del girovita e del grasso corporeo.

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I benefici dell’acqua: fitness, depurazione e massaggi

 

 

venerdì 9 giugno 2017

Cellulite: i rimedi naturali più efficaci e la dieta per combatterla



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I migliori sport anti-cellulite

Combattere la cellulite
Tratto da http://www.my-personaltrainer.it/bellezza/combattere-cellulite.html

 

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domenica 4 giugno 2017

Perché ingrassiamo? Ecco i 4 nemici da cui difenderci

Perennemente a dieta? Ecco come capire cosa ci fa davvero male tra ciò che mangiamo

 

Non mollare

Ci sono domande antiche come il tempo. Una di queste è proprio perché ingrassiamo e invecchiamo più rapidamente e ci sentiamo spesso stanchi? La lotta contro il peso forma a volte ci sembra essere una battaglia persa. Ma non dobbiamo scoraggiarci. Il motivo per cui accade ciò è che la nostra alimentazione non è sempre vantaggiosa.

Alle volte mangiamo “di tutto un po’” ma senza preoccuparci di inserire cibi positivi nel piatto e ridurre quelli svantaggiosi. Non solo. Ci sono periodi in cui siamo maggiormente dinamici e altri in cui lo siamo meno. Insomma, la risposta sta scritta nel nostro DNA. Di certo non possiamo modificare i nostri geni, ma senza dubbio possiamo modificare la loro espressione. Come? Alimentazione e attività fisica sono due preziosi strumenti. Scopriamo come utilizzarli.
I cambiamenti della nostra alimentazione sono stati numerosi. In particolare però quattro di essi sono stati fondamentali. Nelle prossime schede, scopriamo quali.
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Oh no! E’ arrivato il primo caldo di stagione: difenditi così

 

 

giovedì 1 giugno 2017

Glifosato. Tutte le donne incinte analizzate contengono l’erbicida cancerogeno


E’ inutile parlare di cura per autismo, cancro, malformazioni e malattie autoimmuni se non si comincia invece a parlare di vera prevenzione. Tutte le tossine a cui siamo giornalmente esposti sono reali, hanno un effetto biologico e non vengono espulse facilmente dagli organi emuntori depositandosi nei tessuti (ghiandole, organi, cervello) dove svolgono la loro azione nociva.
Un’analisi condotta proprio di recente in Italia ha dimostrato che il glifosato, il famoso erbicida molto discusso per la sua azione cancerogena e per il fatto che si ancora usato massivamente, minaccia tutti e non solo chi vive vicino ai campi agricoli. 14 donne incinte su 14 analizzate, ovvero tutte, sono risultate positive a questa sostanza tossica.

Quattordici donne in stato di gravidanza residenti a Roma, quindi lontano dai campi agricoli, hanno deciso volontariamente di partecipare all’iniziativa , lanciata dalla rivista Il Salvagente in collaborazione con l’associazione A Sud, con l’obiettivo di valutare la presenza di glifosato.

Le tracce di glifosato sono state riscontrate in tutte le future mamme con valori che vanno da 0,43 nanogrammi per millilitro di urina fino a 3,48 nanogrammi. I valori non possono essere interpretati dato che non esistono studi che dimostrato una soglia di sicurezza.

Da notare che questo è il glifosato presente nelle urine, che è solo una parte di quello ingerito e non tiene conto di quanto invece possa essersi depositato nei tessuti e quindi non filtrato dai reni. Inoltre poiché è stato dimostrato che le tossine possono attraversare la placenta, è davvero pericoloso l’effetto che queste sostanze possano avere sul feto con la sua vulnerabilità.

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