domenica 31 gennaio 2021

Estratti di Frutta e Verdura per le 4 Stagioni Con 100 ricette di succhi freschi sani e naturali - recensione

Negli ultimi anni sempre più spesso si sente parlare di succhi di frutta e verdura e il loro utilizzo è diventato un fenomeno quasi di moda ormai ma la loro diffusione non è un'invenzione recente ma risale a diversi anni fa. Pionieri nell'utilizzo di estratti di frutta e verdura sono stati due noti medici: il dott. Max Gerson ( di cui spesso si sente parlare per la tua innovativa terapia naturale anticancro) e Norman Walker.

Si deve a Norman Walker, pioniere del anche del fenomeno crudista la diffusione dei succhi estratti a freddo, in particolare grazie al suo libro  “Fresh Vegetable and Fruit Juices” , tradotto anche nella versione italiana. Quest'ultimo dopo averlo sperimentato su se stesso capì che un colon sano e pulito grazie anche alla pratica dei succhi può rigenerare e rivitalizzare l'organismo intero e far in tal modo fronte ad numerose malattie anche molto gravi.
Il dott. Max Gerson insieme ad altri importanti accorgimenti di dieta e integrazione ha introdotto nella tua terapia l'utilizzo massiccio di estratti di frutta e verdura (fino a 10 succhi freschi al giorno!).

I succhi giocano un ruolo fondamentale nel Metodo Gerson. Il dottor Gerson era convinto che se le verdure venivano macinate e mescolate prima di essere pressate, spremute, i nutrienti venivano esaltati dalla presenza della mela.
L’acido malico presente nelle mele aumenta la potenza dei nutrienti delle verdure.
Questo è il motivo per cui nei 10 succhi che ogni giorno la persona deve bere vi è sempre questo importante frutto.
I succhi freschi sono infatti come dei "costruttori" e rigeneratori del corpo, forniscono alle cellule la "materia viva" che le rigenera e fortifica. I succhi vanno bevuti subito, altrimenti si attua un processo di ossidazione che li farà deperire in poco tempo, e quindi ne verranno perse le proprietà nutrizionali e curative.
Diverso è inoltre il ricavare gli stessi benefici dalla frutta fresca, altrettanto salutare, ma che implica un lavoro di digestione e assimilazione, quindi un ulteriore dispendio energetico, decisamente più lungo da parte dell'organismo.
Continua qui


sabato 30 gennaio 2021

Covid: Oltre 12mila casi e 421 morti fatti quasi 300mila tamponi

Il tasso di positività al 4,3%, in calo rispetto a ieri

Sono 12.715 i nuovi casi di coronavirus registrati nelle ultime 24 ore in Italia. Le vittime sono, invece, 421.

Lo rivela il nuovo bollettino del ministero della Salute. I dimessi o guariti registrano un aumento di 16.764.

Sono stati in totale 298.010 i tamponi effettuati (molecolari e antigenici) nelle ultime 24 ore in Italia, con un tasso di positività rispetto ai nuovi positivi (12.715) pari al 4,3%, -0,8% rispetto a ieri. Gli attualmente positivi sono ora 463.352, 4.472 in meno rispetto a ieri.


Le persone ricoverate in terapia intensiva in Italia sono 2.218, 52 in meno rispetto a ieri, nonostante i 132 nuovi ingressi giornalieri.


Continua qui


Covid, in Liguria 255 nuovi casi e 16 morti. Ancora gravi le condizioni del bimbo di 4 mesi ricoverato al Gaslini

Un anno fa il Coronavirus arrivava in Italia col ricovero della coppia cinese a Roma

Esattamente un anno il Coronavirus è arrivato per la prima volta in Italia. Era il 30 gennaio 2020, infatti, quando una coppia di turisti cinesi, 67 anni lui 66 lei, sono stati ricoverati all'ospedale Spallanzani di Roma con i sintomi dell'infezione mentre erano in vacanza nel nostro Paese. Il loro calvario è durato per settimane: bisognerà aspettare il 19 marzo per le dimissioni dall'ospedale, seguite da altre lunghe settimane di riabilitazione. Mentre il loro incubo finiva, cominciava quello dell'Italia che stava entrando in lockdown per fermare il contagio.

Continua qui

Nel mondo oltre 2,2 milioni di morti nel mondo: 200mila vittime negli ultimi 15 giorni

Da lunedì quasi tutta Italia è in zona gialla, ma resta lo stop agli spostamenti tra Regioni





venerdì 29 gennaio 2021

Covid: 13.574 positivi, 477 vittime. Tasso positività al 5%

Iss: indice Rt in diminuzione a 0,84, calcolato sui casi sintomatici. Solo una regione è a rischio alto, 10 lo hanno moderato, 10 basso

Sono 13.574 i test positivi al coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 477. Giovedì i positivi erano stati 14.372 e i morti 492.


Sono 268.750 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Giovedì erano stati 275.179. Il tasso di positività è del 5,05% (era del 5,2%).
I ricoveri in terapia intensiva per il Covid-19 sono in calo di 18 unità nel saldo tra entrate e uscite rispetto a giovedì, secondo i dati del ministero della Salute. Gli ingressi giornalieri sono 148. In totale in rianimazione ci sono 2.270 persone. Nei reparti ordinari sono invece ricoverati 20.397 pazienti, in calo di 381 unità rispetto a giovedì.

Iss: bozza, indice Rt in diminuzione a 0,84 - Nel periodo 06 gennaio - 19 gennaio 2021, l'indice Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,84 (range 0,75- 0,98), "in diminuzione e con il limite superiore del range sotto l'uno". E' quanto evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale della cabina di regia, con dati relativi alla settimana 18/1/2021-24/1/2021 (aggiornati al 27/1/2021). 
Questa settimana si continua a osservare un "miglioramento del livello generale del rischio, con un aumento significativo di Regioni a rischio basso".

 Così la bozza del monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di sanità-ministero della Salute.

Complessivamente, una sola Regione ha una classificazione di rischio alto (contro quattro la settimana precedente), 10 con rischio moderato (di cui una ad alto rischio di progressione a rischio alto) e 10 con rischio basso. 

Continua qui


Covid: Italia in giallo, anche Lombardia. Bolzano e 4 regioni arancioni


Come finì la pandemia di influenza spagnola e quali lezioni traiamo da un secolo fa?


La lattoferrina è davvero efficace contro il coronavirus? Parte uno studio a Biella

La lattoferrina sarà oggi studiata in uno studio clinico all'ospedale di Biella, che ha coinvolto il primo paziente. Se ne è parlato spesso per le sue proprietà antivirali e antinfiammatorie, ma per ora non ci sono prove sufficienti per dire che abbia effetti contro Sars-Cov-2

Più di una volta si è parlato dell’uso della lattoferrina e di integratori a base di questa molecola per prevenire e contrastare il Covid-19. Si tratta di una proteina contenuta in tutte le secrezioni umane, presenta proprietà antimicrobiche e antivirali che secondo alcuni scienziati potrebbero renderla un buon candidato da studiare contro il Covid.19. Uno studio preliminare, su un piccolo campione di persone, condotto dall’università di Tor Vergata, mostrava dei primi dati favorevoli rispetto all’azione della lattoferrina nel coronavirus. Tuttavia altri esperti avevano sollevato alcuni dubbi. Sulla base delle prime prove positive, oggi l’ospedale di Biella ha dato il via a uno studio clinico sull’impiego della lattoferrina in persone affette da Covid-19 e ha da poco arruolato il primo paziente. Ecco cosa sappiamo.

Lattoferrina sì o lattoferrina no?

Durante la pandemia in più occasioni scienziati e media hanno parlato di alcune molecole e integratori in relazione alla possibilità, ancora da dimostrare, che abbiano effetto anche contro il coronavirus. Ricordiamo ad esempio la vitamina D, la melatonina e la quercetina. Oggi è di nuovo il turno della lattoferrina, di cui si discute da qualche tempo.

Continua qui

Come trattare la pelle dopo i 60 anni?

 

Non esiste un limite di età per avere cura della propria pelle, perché un corpo sano si rispecchia in una pelle morbida e luminosa. Prendersi a cuore la salute dell’epidermide significa irrobustire l’ultima barriera tra noi e il mondo esterno: smog, polveri, vento, salsedine e raggi solari ogni giorno mettono a dura prova la resistenza della pelle del viso. Ecco perché non è mai troppo tardi per regalarle qualche attenzione in più.

Anni di ricerca hanno permesso ai laboratori Vichy di sperimentare e trovare le formule più adatte al trattamento della pelle matura. Sul sito online troverete tutti i consigli utili e tanti prodotti per mantenere la pelle elastica e morbida anche dopo gli “anta”. Ecco allora qualche suggerimento utile.

Quale beauty skin routine dopo i 60 

La cura della pelle passa innanzitutto da una routine di bellezza adeguata. La pelle col tempo perde la sua capacità di trattenere acqua e quindi di rimanere idratata ed elastica perché il nostro organismo smette di produrre acido ialuronico e collagene. La maniera migliore per ridarle tonicità perciò, è proprio quella di restituirle una sostanza presente in natura nel nostro tessuto epidermico: l’acido ialuronico. Serve poi una routine di bellezza strutturata sulle esigenze specifiche del proprio tipo di pelle.

Questi i passaggi più importanti di una beauty routine over 60.

  • Ogni mattina, dopo aver ben deterso la pelle, occorre applicare un siero a base di acido ialuronico: bastano poche gocce sulle dita per stenderlo sul viso e collo fino al totale assorbimento. Meglio scegliere un prodotto dalla texture leggera e fresca per far sì che la pelle lo assorba bene e subito.
  • Contro l’invecchiamento serve anche un’azione mirata per occhi e ciglia: Serum 10 occhi e ciglia per esempio, agisce nella zona perioculare donando freschezza allo sguardo e forza alle ciglia indebolite.
  • Subito dopo bisogna applicare una crema antirughe rassodante, come Collagen Specialist Liftactiv di Vichy, dalla formula arricchita di componenti di origine naturale, peptidi e vitamina C. La crema, grazie a questi potenti ingredienti, dona alla pelle del viso più tono e luminosità, oltre che contorni del viso ridefiniti.
La sera prima di andare a dormire, la beauty routine dovrà essere replicata, prima con la detersione profonda per rimuovere ogni traccia di impurità e di trucco, quindi con l’applicazione di prodotti specifici che aiutino la pelle a rigenerarsi durante il riposo notturno come un’efficace crema notte dall’azione antirughe e rimpolpante.

Continua qui

giovedì 28 gennaio 2021

Covid: 14.372 positivi, 492 vittime. il tasso di positività stabile al 5,17%

In calo terapie intensive e ricoveri. Sono 275.179 i test effettuati

Sono 14.372 i test positivi al coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 492. Ieri i positivi erano stati 15.204 e i morti 467. 

Sono 275.179 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute.

Ieri erano stati 293.770. Il tasso di positività è del 5,2%% (ieri era del 5,17%)
   

I ricoveri in terapia intensiva per il Covid-19 sono in calo di 64 unità nel saldo tra entrate e uscite rispetto a ieri, secondo i dati del ministero della Salute.

Continua qui

Fumare di meno fa diminuire il rischio di tumore al polmone?

Ecco la risposta al sondaggio della rubrica VERO O FALSO di ANSA Salute

Fumare di meno fa diminuire il rischio di tumore al polmone? Vero

I rischi che corre chi fuma regolarmente sono noti a tutti. Ma anche una sigaretta ogni tanto fa male ai polmoni? "Smettere completamente di fumare, o non iniziare proprio, è sempre la scelta migliore", dice Antonio Giordano, direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia, professore all’università di Siena, presidente del Fonicap (Forza operativa nazionale contro il cancro del polmone) e docente Consulcesi Club. "Ma se si fuma di meno, il rischio di sviluppare un tumore ai polmoni diminuisce".

"Il cancro del polmone - spiega - è causato dall'accumulo di sostanze cancerogene che provocano un danno genetico. Se le sostanze cancerogene entrano nell'organismo saltuariamente, sarà necessario più tempo per creare il danno, e quindi il rischio di tumore sarà minore. Una sigaretta a settimana allora fa decisamente meno danni di una al giorno".

Continua qui

mercoledì 27 gennaio 2021

Covid, balzo dei positivi: sono 15.204, 467 le vittime

Martedì i positivi erano stati 10.593. Nasce il Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione del virus

Sono 15.204 i test positivi al coronavirus in Italia in 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Le vittime sono 467. Martedì i positivi erano stati 10.593 e i morti 541. Sono 293.770 i test per il coronavirus (molecolari e antigenici) effettuati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 257.034. Il tasso di positività è del 5,17% (ieri era del 4,1%, quindi in aumento di oltre l'1%).

E nasce il Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione del virus SARS-CoV-2, che permetterà di seguire l'evoluzione del coronavirus e di monitorare la risposta immunitaria alla vaccinazione. L'iniziativa è stata presentata nella conferenza stampa organizzata dal ministero della Salute. "Questa è solo una delle prime pandemie che vedremo perchè dal mondo animale arriveranno altre pandemie. Non possiamo perdere questa occasione", ha affermato il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù.  "Questa è solo una delle prime pandemie che vedremo perchè dal mondo animale arriveranno altre pandemie", ha sottolineato Palù.

Continua qui


Tre volte negativo: muore

Palù (Aifa): "Questa è la prima pandemia ma ne arriveranno altre"

La previsione del presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) Giorgio Palù

"Questa è solo una delle prime pandemie che vedremo perché dal mondo animale arriveranno altre pandemie". Ad affermarlo è stato il presidente dell'Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Giorgio Palù, alla conferenza stampa al ministero della Salute per la nascita del Consorzio Italiano per la genotipizzazione e fenotipizzazione del virus SARS-CoV-2, che permetterà di seguire l'evoluzione del coronavirus e di monitorare la risposta immunitaria alla vaccinazione.

Fonte

Tutte le dichiarazioni controverse sul Coronavirus di Giorgio Palù, il nuovo presidente dell’Aifa



Covid: geni e ormoni cause della maggior mortalità maschile

La conferma viene da uno studio della Yale University

(ANSA) - ROMA, 26 GEN - Gli uomini hanno 1,7 volte in più di probabilità di morire per Covid-19 rispetto alle donne. Tutto dipende da fattori genetici, ormonali e del sistema immunitario.
   

A dirlo sono gli studiosi della Yale University, che in un articolo pubblicato sulla rivista Science sono riusciti a individuarne alcune delle cause. Una delle prime, dicono i ricercatori, viene dalla biologia di base. Le donne hanno due cromosomi X, gli uomini ne hanno uno. I cromosomi X sono importanti perché sono ricchi di geni che regolano la risposta immunitaria. In sostanza, le donne hanno 'rinforzi' del sistema immunitario. Poi, secondo i ricercatori di Yale, c'è anche una questione ormonale. In uno studio condotto sui topi infettati con Sars-Cov-2 è stata osservata una mortalità più elevata nei maschi: questa sarebbe attribuita ai ruoli protettivi degli estrogeni, gli ormoni sessuali femminili. La loro presenza può aiutare a sopprimere l'Ace 2, un recettore che viene utilizzato proprio da Sars-Cov-2 per entrare nelle cellule. Nella letteratura scientifica era stato già notato che gli uomini sottoposti a una terapia di deprivazione androgenica per cancro alla prostata sembrano essere meno suscettibili alle infezioni del coronavirus. Inoltre, secondo gli studiosi di Yale, l'età amplifica e talvolta sabota la risposta immunitaria di un uomo all'infezione da Sars-Cov-2. Gli studiosi hanno scoperto che quando gli uomini di 60 anni iniziano a perdere la capacità di montare una risposta immunitaria iniziale al nuovo coronavirus, spesso c'è anche una reazione eccessiva compensatoria da parte di altre molecole del sistema immunitario che può portare a infiammazioni dannose. Questi fattori infiammatori possono innescare la cosiddetta 'tempesta di citochine' che può portare a gravi danni ai polmoni e ad altri tessuti.

Continua qui

Covid: 10.593 positivi, 541 vittime

martedì 26 gennaio 2021

Covid, ipotesi Ue per zone “rosso scuro”. Ci sono quattro aree italiane: cosa significa

Il commissario Ue per la Giustizia, Didier Reynders, ha anticipato i risultati di una simulazione della nuova mappa del contagio realizzata dall’Ecdc. Nella lista aree di Portogallo, Spagna, Francia e Germania. Per l’Italia ci sono Veneto, Emilia Romagna, Friuli e la provincia autonoma di Bolzano. I cittadini potrebbero essere sottoposti all'obbligo di test e quarantena per poter viaggiare nell’Ue. E-R: nessun rosso scuro, dati sotto la soglia. Ecco cosa potrebbe cambiare 

La Commissione Ue propone l'aggiunta di un nuovo colore, il “rosso scuro”, alla mappa del rischio del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) "per riflettere l'alto livello di infezioni parzialmente legate a nuove varianti di coronavirus”. Ci sono anche alcune aree italiane interessate: ecco cosa significa e cosa potrebbe succedere


Le zone italiane a rischio "rosso scuro"

Covid, ultime notizie. Bollettino: 10.593 casi e 541 vittime nelle ultime 24 ore.

Grotta di sale, la terapia del sale

 

La terapia del sale, chiamata anche haloterapia (dal greco “halos” che significa sale), è una terapia olistica che consiste nella inalazione di cloruro di sodio, nebulizzato attraverso uno speciale apparecchio in un ambiente appositamente creato. Le persone che stazionano in questo ambiente per alcune sedute di terapia, possono giovare dei benefici e dei vantaggi dell'aria di mare. Perfette per allontanare lo stress ma ottime anche per trattare patologie respiratorie e dermatologiche, scopriamo tutti i benefici delle grotte di sale e della haloterapia.

Nell’antica Roma, ma anche successivamente nel Medioevo, nelle cave naturali di sale era stato messo a punto un trattamento, la speleoterapia, a cui venivano sottoposte persone con problemi respiratori. I malati venivano portati nelle caverne di sale, dove stazionavano un certo periodo di tempo, al fine di beneficiare al meglio delle proprietà del sale.

Molti anni dopo nel 1843 il medico polacco Feliks Boczkowski pubblicò i risultati positivi ottenuti con questa terapia, su un certo numero dei suoi pazienti. Egli aveva notato che i lavoratori delle miniere di sale godevano di uno stato di salute generale migliore rispetto a chi svolgeva altre attività lavorative. In particolare i minatori polacchi delle miniere di sale presentavano riduzioni significative di malattie e disturbi respiratori. Il dottor Boczkowski ebbe quindi l’idea di sfruttare gli effetti positivi della esposizione al sale ed allo iodio, e mise a punto la haloterapia.

Negli anni successivi i trattamenti nelle grotte di sale si diffusero in più luoghi e Nazioni, diventando quasi una moda, soprattutto nei paesi sovietici, dove tutt’ora sono certificati come terapia medica a tutti gli effetti. Per quanto riguarda l’Europa tale terapia si è diffusa soprattutto in Germania, durante e subito dopo la seconda guerra mondiale. Possiamo immaginare che in tempo di guerra la mancanza di farmaci, oltre al costo degli stessi, sia stata di stimolo alla ricerca di terapie alternative efficaci, a disposizione di molti e di basso costo.

Continua qui

Castagne: proprietà e benefici del frutto contro la stanchezza

  La castagna (Castanea sativa) è il frutto dell’albero del castagno appartenente alla famiglia delle Fagaceae diffuso in tutto il bacino de...