lunedì 8 febbraio 2021

Tutte le zone rosse in Italia per le varianti del Covid-19: l’elenco regione per regione

Dall’Abruzzo alla Toscana passando per l’Umbria, aumenta il numero delle zone rosse locali adottate per contenere la diffusione delle varianti del Covid-19, caratterizzate da maggiore trasmissibilità. Ecco, dunque, l’elenco dei comuni che sono “stati chiusi” o che lo saranno nei prossimi giorni regione per regione.

Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, lo ha appena annunciato: anche se quasi tutta Italia è in zona gialla e la curva dei contagi si mantiene stabile, le singole Regioni possono all'interno del proprio territorio stabilire delle zone rosse laddove sia verificata la presenza di varianti, in particolari di quella inglese, "raccomandandolo caldamente". E in effetti sia in Toscana che in Abruzzo che in Umbria sono state già annunciate zone rosse dopo la scoperta di cluster collegati alle mutazioni del Covid-19, a loro volta caratterizzate da una maggiore contagiosità. "Quindi – ha aggiunto l'esperto – dobbiamo fare presto a vaccinare. È una corsa contro il tempo cercando di coprire la popolazione rispetto sia al virus che circolando accumula mutazioni e può ridurre efficacia del vaccino". Ma dove si trovano le zone rosse al momento? Ecco il dettaglio Regione per Regione.

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Il vaccino COVID di AstraZeneca poco efficace contro i casi lievi e moderati di variante sudafricana




Il disastro della sanità è nei numeri del Piano straordinario: 23 anni di sprechi

La Corte dei Conti certifica la cattiva gestione dei progetti in campo sanitario. Con una serie di mancanze che si trascinano da oltre 20 anni. E costate oltre un miliardo di euro gestito nella maniera peggiore possibile. Da Nord a Sud. Il prossimo governo è chiamato ad affrontare anche questa sfida.

L’assistenza sanitaria prima di tutto. L’emergenza Covid-19 ha messo tutti d’accordo, maggioranza e opposizione, sull’esigenza di lavorare su un nuovo modello di sanità che sia più vicina ai territori e alle persone. L’aveva detto il governo Conte 2, l’ha lasciato intendere anche Mario Draghi, l’ex presidente della Bce e oggi premier incaricato da Sergio Mattarella di formare un nuovo esecutivo. Determinante, dunque, sarà indirizzare il Recovery Plan per creare un sistema di assistenza territoriale più incisiva di quanto lo sia oggi. Specie nei grandi centri. Peccato però che in realtà fondi finalizzati proprio alla «riorganizzazione e riqualificazione dell’assistenza sanitaria nei grandi centri urbani» c’erano già, ma sono stati spesi negli anni poco e male, con interventi in alcuni casi mai ultimati o addirittura mai partiti. È questo ciò che emerge da una dettagliata relazione della Corte dei conti, che Fanpage.it ha potuto visionare, relativa a un Piano straordinario ad hoc, nato addirittura nel 1998. Parliamo, dunque, di 23 anni nel corso dei quali sono stati stanziati in totale 1.176.386.762,60 euro. Non proprio bruscolini.

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domenica 7 febbraio 2021

Covid: i morti nelle ultime 24 ore sono 270, in calo positivi e vittime ma oltre 75 mila test in meno

Stabili i malati, in aumento le persone isolate in casa

Nelle ultime 24 ore sono stati 11.641 i test positivi al coronavirus registrati in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 13.442.

Le vittime sono 270, a fronte delle 385 di ieri.
    Sono stati 206.789 i test (tamponi molecolari e antigenici) effettuati (ieri erano stati 282.407, oltre 75 mila in più, come di consueto nel weekend), con un tasso di positività del 5,6% (ieri era stato del 4,7%, quindi +0,9% oggi), secondo i dati del ministero della Salute.


    Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 2.107, in calo di 3 unità rispetto a ieri, nel saldo tra entrate ed uscite. Gli ingressi giornalieri sono stati 105. I ricoverati con sintomi sono invece 19.266, in calo di 142 rispetto a ieri.

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Speranza: massima prudenza, la zona gialla non è scampato pericolo. Nuovo picco di ricoverati Covid in Umbria

La dieta mediterranea di stagione: dalla frutta al pesce, gli alimenti sani dell’inverno

"Rispettare la stagionalità è importante per l'ambiente e per la nostra salute: la natura ci fornisce nelle varie stagioni i micronutrienti che ci servono in quel momento", sottolinea la dietista Federica Grandi

Frutta, verdura e pesce sono alimenti tipici della dieta mediterranea con ottime proprietà per la salute, accomunati anche dalla stagionalità. Se, infatti, è cosa nota che le pere o i cavolfiori sono frutti della terra tipicamente invernali, meno noto è che anche le alici o le sardine hanno la loro stagione nei mesi freddi. “Rispettare la stagionalità degli alimenti ci permette di spendere meno e di sfruttare meno l’ambiente. Ma non è solo questo. La natura non agisce senza motivo: a seconda delle varie stagioni troviamo infatti anche alimenti che hanno i micronutrienti (come vitamine e sali minerali) che proprio in quella stagione sono particolarmente utili”, spiega a Gazzetta Active la dottoressa Federica Grandi, dietista presso il Policlinico San Pietro di Ponte San Pietro (Bergamo) del Gruppo San Donato.

E’ vero che anche il pesce ha una propria stagionalità?
“Sì, e seguirla è importante perché permette di evitare l’eccessivo sfruttamento dei fondali. Se pesco del pesce troppo giovane, infatti, non ho più il turnover di nascite del pesce stesso, e alla fine devo andare a prendere del pesce di allevamento, che sicuramente è meno ricco dal punto di vista nutrizionale”.

Quali sono i pesci tipici di questa stagione invernale?
“Troviamo pesci particolarmente ricchi di acidi grassi omega 3 come alici, sgombri e sardine, ma anche la sogliola, la spigola, il nasello, il dentice, la cernia, il San Pietro, la ricciola, il rombo, lo scorfano, e poi molluschi come seppie, calamari e polipo”.

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Le crucifere: una miniera di antiossidanti e minerali ideali per chi fa sport


sabato 6 febbraio 2021

Covid: 385 vittime e 13.442 nuovi casi. Con 282.407 tamponi tasso di positività al 4,7%

Speranza: firmato il decreto di autorizzazione degli anticorpi monoclonali

Nelle ultime 24 ore sono stati 13.442 - in lieve calo rispetto ai 14.218 di ieri - i test positivi al coronavirus registrati in Italia, secondo il monitoraggio quotidiano del ministero della Salute. Le vittime sono 385, sette in più di ieri.

Sono stati 282.407 i test (tamponi molecolari e antigenici) effettuati nelle ultime 24 ore in Italia (circa 12mila in più di ieri), con un tasso di positività del 4,7% (ieri era stato del 5,2%).

Sono i dati del ministero della Salute.

Le persone ricoverate in terapia intensiva in Italia per il Covid sono 2.110, 32 in meno rispetto a ieri, nel saldo tra entrate ed uscite. Gli ingressi giornalieri sono stati 144. I ricoverati con sintomi sono invece 19.408, 167 in meno di ieri.

Sono arrivate all'aeroporto militare di Pratica di Mare (Roma) le prime 249.600 dosi del vaccino AstraZeneca, a quanto fa sapere la Difesa. Nei prossimi giorni, salvo imprevisti, saranno distribuite nei centri di somministrazione nelle varie regioni. Inizialmente era previsto che le dosi arrivassero in Italia il prossimo 15 febbraio.

Dopo la suddivisione da parte del personale del ministero della Salute, nei prossimi giorni, le dosi - spiega la Difesa - saranno distribuite nelle varie Regioni con il concorso dei corrieri Sda e delle Forze Armate nell'ambito dell'Operazione 'Eos'. Il piano del ministero della Difesa, guidato da Lorenzo Guerini, è stato predisposto dal Comando di Vertice Interforze della Difesa, su richiesta del commissario straordinario Domenico Arcuri e in stretta cooperazione con la struttura commissariale per l'emergenza Coronavirus.

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Covid, "30mila morti per altre malattie trascurate"

A lanciare l'allarme, parlando con l'Adnkronos Salute, è Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, che lo definisce come "un dato molto preoccupante" 

(Adnkronos)

"C'è un dato molto preoccupante: secondo l'Istat, l'Italia nel 2020 ha avuto circa 30mila morti in più rispetto a quelli attribuiti a Covid e a quelli attesi per le altre patologie". Vittime silenziose, collaterali, di qualcosa che si consuma lontano dai riflettori. A lanciare l'allarme è Filippo Anelli, presidente della Fnomceo, la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, che all'Adnkronos Salute traccia un quadro di quelli che sono i pazienti che più hanno risentito dell'ondata di Covid-19 che ha travolto gli ospedali. "Questo dato ci preoccupa, perché può essere la conseguenza finale anche delle cosiddette malattie trascurate causa pandemia".

Le preoccupazioni dei medici si concentrano in particolare - ma non solo - su due famiglie di patologie, tumori e malattie cardiovascolari, per i risvolti che rischiano di assumere i ritardi nella prevenzione, nella diagnosi, nella presa in carico e nei trattamenti registrati in questi mesi di lotta a Sars-CoV-2. "In cima naturalmente ci sono i tumori. Dati diffusi dall'associazione Salutequità mostrano come per esempio gli screening oncologici siano letteralmente crollati". Ma c'è di più: "Tanti colleghi oncologi - segnala Anelli - mi dicono che al primo accesso dei pazienti vedono quadri di stadiazione dei tumori più avanzati, che non si vedevano da tanto tempo perché eravamo riusciti a fare diagnosi molto precoce. In prima diagnosi non succedeva quasi più di vedere malattie così avanzate".

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Covid: volano i contagi in Alto Adige, +802

4 decessi e 16.143 persone in quarantena

(ANSA) - BOLZANO, 06 FEB - Volano i contagi e il numero delle persone in quarantena in Alto Adige, dove lunedì scatta un lockdown. Sono infatti 802 i nuovi casi, 4 i decessi e 16.143 persone in quarantena.


    I laboratori dell'Azienda sanitaria nelle ultime 24 ore hanno effettuato 2.973 tamponi pcr e registrati 389 nuovi casi positivi. Inoltre 413 test antigenici positivi su 6.377 effettuati.

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Covid Friuli, 309 contagi e 17 morti: bollettino

“Le maniglie e i corrimano del futuro possono abbattere la carica virale”

Vincenzo Auteliano, direttore tecnico della Kme: la multinazionale del rame realizza a Serravalle Scrivia la linea “SaCup”

SERRAVALLE SCRIVIA (AL) Maniglioni antipanico negli edifici pubblici, banchi scolastici, corrimano e maniglie presenti in aeroporti, stazioni e sui mezzi di trasporto pubblici e privati. Sono moltissimi gli oggetti con i quali ogni giorno entriamo in contatto e che si trasformano in un pericoloso veicolo di batteri, a maggior ragione in un periodo di emergenza pandemica come quello che stiamo vivendo ora.

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L’80% delle malattie infettive sono trasmesse attraverso le superfici. Virus e batteri, incluso il COVID-19, possono sopravvivere su acciaio inossidabile o plastica per giorni o addirittura settimane e, nelle abrasioni, anche su superfici disinfettate. Le infezioni sono un tema centrale nell’igiene degli ospedali e causano fino a 100.000 decessi all’anno nell’UE.


Rivoluzione hightech all'aeroporto di Milano Linate: 'tac' per bagagli e 'face boarding'
Rivoluzione anti covid all'aeroporto di Milano Linate: 'tac' per bagagli e 'rame antivirale'


Carenza di vitamina D: ecco perché è facile averla. Come diagnosticarla ed evitarla?

Vitamina-ormone, la vitamina D viene prodotta dalla nostra pelle quando ci esponiamo al sole. Ecco come sopperire ad eventuali, facili, carenze

Vitamina D: una vitamina diversa, molto particolare. “Io preferisco definirla un ormone“, chiarisce a Gazzetta Active il professor Andrea Giustina, primario di Endocrinologia all’Ospedale San Raffaele di Milano, ordinario di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo all’Università Vita-Salute San Raffaele e presidente della European Society of Endocrinology.

Perché questa vitamina, o meglio, questo ormone è così particolare?
“A differenza delle altre vitamine la fonte principale non è il cibo, bensì la luce solare. E infatti lo stile di vita attuale, che ci vede trascorrere sempre più tempo in luoghi chiusi, può portare a deficit di vitamina D che una alimentazione anche ricca di quelle che sono le fonti alimentari di questa vitamina non è in grado di sopperire”.

Quali sono i sintomi di una carenza di vitamina D?
“La vitamina D in sé quando è carente non dà segnali evidenti. Ma dal momento che la sua azione principale è l’assorbimento del calcio, in caso di carenze gravi si possono avere i sintomi tipici di una ipocalcemia, come formicolii e parestesie alle mani e ai piedi. Anche una propensione alle fratture può essere un segnale in questo senso, come pure l’astenia, la debolezza muscolare e la conseguente facilità alle cadute, poiché la vitamina D ha funzioni extrascheletriche, sul muscolo”.

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Gli amici delle ossa: calcio, vitamina D e proteine. Ecco gli alimenti più ricchi e come vanno cucinati


venerdì 5 febbraio 2021

C'è la prova: il clima più caldo ha innescato la pandemia da Covid-19 in Cina

Spiegano i ricercatori dell’Università di Cambridge: negli ultimi 100 anni l’innalzamento delle temperature globali ha portato a una esplosione di specie di pipistrelli nella provincia cinese dello Yunnan. L'area dalla quale, secondo gli studi genetici, si sarebbe originato il Sars Cov-2, passato probabilmente ai pangolini e poi agli esseri umani

Ora c'è la prova, o almeno un robusto studio scientifico che va in quella direzione: sarebbe stata l'emergenza climatica a innescare la pandemia da Covid-19. Che il diffondersi del Sars-Cov2, il Coronavirus responsabile della malattia, fosse in qualche modo collegato a un modello fallimentare di sfruttamento dell'ambiente, era già una ipotesi condivisa da scienziati ed economisti. Ma nel mirino erano state messe soprattutto le deforestazioni selvagge di alcune aree dell'Estremo oriente, che avrebbero alterato gli habitat e reso dunque possibile il contatto tra gli esseri umani e un virus normalmente ospitato da animali selvatici.


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Covid: 14.218 nuovi positivi, 377 morti nelle ultime 24 ore. 'Preoccupano le varianti'

Rezza: 'Situazione non è confortante, troppi morti. Fare presto a vaccinare'

La situazione sembra stabile in questo momento, con 14mila nuovi positivi oggi e con un numero di decessi che resta elevato e questo rappresenta un vero problema. Quindi la situazione non è particolarmente confortante anche se le misure prese fanno sì che quanto meno teniamo stabile il numero delle nuove infezioni". Lo ha detto il direttore della Prevenzione del ministero della salute Gianni Rezza alla conferenza stampa sul monitoraggio settimanale.

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Coronavirus: Cina annuncia indagine sulla morte del medico eroe di Wuhan

Depurare il corpo appena svegli, 5 rimedi naturali da provare


Tutti abbiamo bisogno di depurarci. Per sgonfiarci, per ripulire il nostro corpo, ma anche solo per farci una coccola mattutina. La depurazione del corpo va fatta al mattino: dopo il riposo notturno abbiamo accumulato scorie che dobbiamo eliminare per sentirci meglio. E anche per evitare che i tessuti diventino un ambiente tossico per le cellule. Depurando il nostro corpo di mattina puliremo e attiveremo anche l’intestino. Ma come facciamo a depurarci? Cosa dobbiamo bere al risveglio per ripulire il nostro corpo?

Ci sono varie cose che fanno bene e che ripuliscono il corpo. Innanzitutto un rimedio potentissimo per depurare il corpo appena svegli è un bel bicchiere di acqua tiepida. Va bevuto a digiuno appena ci si sveglia. Ma che poteri ha l’acqua tiepida? Bevuta a digiuno pulisce le pareti gastriche e mette l’intestino in funzione in modo dolce. Attiva i reni e stimola il transito intestinale, favorendo l’assimilazione dei nutrienti che verranno assunti con la colazione.

Altra bevanda che depura il corpo e andrebbe bevuta ogni mattina a digiuno per disintossicare il corpo è l’acqua e limone. Il limone ha un alto potere disintossicante sul corpo, depura il fegato e rafforza il sistema immunitario. Non solo: è ricco di vitamine e sali minerali e regolarizza il ph dell’organismo. Tra l’altro l’acqua e limone appena svegli è anche molto piacevole. Ma non è tutto. Anche l’acqua e miele è un ottimo rimedio per depurarsi.

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Covid: Nas sequestrano 24.000 farmaci dall'Africa e oscurano 11 siti di vendita on line

Speranza, alta l'attenzione sulla sicurezza dei medicinali

Circa 23.500 pillole e 180 confezioni di flaconi, per un valore di 80 mila euro, di farmaci tra antibiotici, antinfiammatori e antifebbrili provenienti dall'Africa e utilizzati anche per il Covid-19 sono stati sequestrati dai Nas all'aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino. Trasportati clandestinamente all'interno dei bagagli di un cittadino africano, i medicinali erano sprovvisti di certificazione medico sanitaria, delle prescritte autorizzazioni ministeriali e in alcuni casi anche privi dell'indicazione dei principi attivi e della loro origine, quindi potenzialmente pericolosi per la salute. 

Oscurati anche 11 siti sui quali venivano effettuate la pubblicità e l'offerta in vendita, anche in lingua italiana, di di medicinali che in questi mesi sono stati a vario titolo collegati all'emergenza pandemica da Covid 19.

Oltre a una serie di farmaci soggetti a obbligo di prescrizione e vendibili solo in farmacia, i carabinieri hanno individuato l'offerta di vendita di medicinali soggetti a particolari restrizioni d'uso e specifiche indicazioni d'impiego in relazione all'infezione da Sarscov-2, tra cui gli antimalarici clorochina e idrossiclorochina. 

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Castagne: proprietà e benefici del frutto contro la stanchezza

  La castagna (Castanea sativa) è il frutto dell’albero del castagno appartenente alla famiglia delle Fagaceae diffuso in tutto il bacino de...