mercoledì 24 febbraio 2021

Covid: nuovo balzo positivi, sono 16.424, vittime sono 318. Boom di contagi a Brescia

Oltre 340 mila test, tasso positività al 4,8%

Sono 16.424 i test positivi al coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Martedì i positivi erano stati 13.314.

Le vittime sono invece 318, mentre martedì erano state 356.
I casi totali da inizio epidemia sono 2.848.564, i morti 96.666. Gli attualmente positivi sono 389.433 (+1.485 rispetto a martedì), i dimessi o guariti 2.362.465 (+14.599), in isolamento domiciliare ci sono ora 369.059 persone (+1.552).

Sono 340.247 i test (molecolari e antigenici) effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, martedì erano stati 303.850, oltre 36 mila in meno. Il tasso di positività è del 4,8%, rispetto al 4,4% di martedì (+0,4%).

Sono 2.157 i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia, con un aumento di 11 unità in più nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Gli ingressi giornalieri in rianimazione sono stati 178. Nei reparti ordinari sono invece ricoverate 18.217 persone, in calo di 78 unità rispetto a martedì.

Continuano a salire i contagiati a Brescia che sono passati dai 506 casi di ieri ai 901 di oggi facendola diventare la provincia più colpita della Lombardia con quasi un terzo dei casi della regione.

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martedì 23 febbraio 2021

Covid: 13.314 nuovi casi, 356 morti. Tasso di positività in calo


Sono 303.850 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore

Sono 13.314 i nuovi casi di coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore. Sono 356, invece, le vittime.

Sono 303.850 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore in Italia con il tasso di positività sui nuovi casi (13.314) che scende al 4,4% rispetto al 5,6% di ieri.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia sono 2.146, 28 in più rispetto a ieri.

I ricoverati con sintomi sono, invece, 18.295 (+140). Gli attualmente positivi in Italia tornano a salire raggiungendo quota 387.948 (+45 rispetto a ieri). 

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Covid, scatta la zona arancione “rafforzata” in provincia di Brescia e in altri comuni della Lombardia: “Chiuderanno anche le scuole”

 Il provvedimento prevede, oltre alle normali misure di zona arancione, anche la chiusura di scuole elementari, infanzia, nidi e università, divieto di recarsi presso le seconde case, utilizzo obbligatorio di smart working ove possibile, l’utilizzo delle mascherine chirurgiche sui mezzi di trasporto. L'ordinanza sarà valida anche per Soncino (Cremona) e 7 comuni della Bergamasca. Moratti: "Varianti fino al 39%". Bertolaso: "È partita la terza ondata"

L’allarme per la ripresa del contagio in provincia di Brescia spinge la Regione Lombardia a una stretta importante: scatta la zona arancione “rafforzata”, con la chiusura anche delle scuole. “È partita la terza ondata”, ha annunciato Guido Bertolaso davanti al Consiglio regionale. Il provvedimento, annunciato dall’assessora al Welfare Letizia Moratti, riguarderà anche alcuni comuni della Bergamasca e del Cremonese: “È stata decisa una strategia di mitigazione e contenimento”, ha spiegato anticipando l’ordinanza del presidente Attilio Fontana, in vigore dalle 18, concordata con il ministero della Salute. Moratti ha parlato di “un’accelerazione” del contagio con “l’aggravante del pericolo delle varianti” che mostrano “una percentuale che arriva fino al 39% dei nuovi contagiati”.

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La dieta sostenibile per l’ambiente che fa bene alla salute

Una dieta che non è vegana o vegetariana ma che vede negli alimenti vegetali come verdura, frutta e legumi la base di una alimentazione salutare per noi e per il pianeta

Una dieta che fa bene alla salute e al pianeta. In realtà le due realtà sono molto più legate di quanto si pensi. “E’ proprio così: per mantenere un buono stato di salute è necessario avere una alimentazione equilibrata, varia e ricca di alimenti di origine sia vegetale sia animale, ma basata soprattutto sui primi. E il consumo di frutta e verdura è anche quello più sostenibile a livello ambientale”, spiega a Gazzetta Active la dottoressa Carola Dubini, nutrizionista presso il Servizio di Nutrizione Clinica e Prevenzione Cardiovascolare dell’ l’IRCCS Policlinico San Donato.

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lunedì 22 febbraio 2021

Chili presi in inverno, come eliminarli? I consigli dell’esperto per la “prova primavera”

In questi mesi freddo e pigrizia hanno spesso limitato le uscite: il divano è stato un rifugio, così come il cibo. E' necessario rigenerare corpo e mente: Luca Colucci ci spiega come

L’inverno ha lasciato il segno, in molti si sono lasciati andare, cappotti e maglioni hanno coperto i chili presi. “Molte concessioni e pasti fuori orario hanno complicato la situazione – spiega Luca Colucci, biologo nutrizionista -. Giusto allentare un po’ la presa in inverno, ma questo ha spesso vanificato gli sforzi fatti in precedenza per rimettersi in forma”. Niente panico, corriamo ai ripari. Febbraio è il mese ideale per la svolta. L’imperativo? Riprendere in mano la situazione con un’alimentazione equilibrata e abitudini corrette.

Fra 2 e 3 chili in più – “Il pantalone stringe, ma si fa indossare. Diamo equilibrio alla nostra giornata alimentare per recuperare presto la forma. Bene organizzarsi prevedendo due porzioni, circa 200 grammi, di frutta fresca come spuntini, uno yogurt magro a colazione, meglio se greco magro, con un cucchiaino di granella di nocciole. A pranzo, un primo piatto a scelta fra riso, pasta o cereali, e a cena un secondo a scelta fra carne bianca, pesce magro, un paio di uova con una porzione abbondante di verdure, almeno 200 grammi. Consigli semplici per ricaricarci di macro e micro nutrienti fondamentali alla ripartenza primaverile”.

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Mangiare per… dimagrire! La dieta del paradosso e il mondo alla rovescia




Covid: malati cancro in immunoterapia si sono ammalati meno

Studio Ieo su malati di melanoma, non interrompere le terapie

(ANSA) - ROMA, 22 FEB - I pazienti trattati con l'immunoterapia per melanoma avanzato si sono ammalati meno di Covid-19 rispetto al resto della popolazione italiana e degli altri malati di cancro: lo ha verificato lo studio italiano, pubblicato sulla rivista Seminars in Oncology dall'Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) di Milano e dalla Città della Salute e della Scienza di Torino.
    "Su 169 pazienti con melanoma in stadio III e IV, trattati prevalentemente con Nivolumab, Pembrolizumab e Ipilimumab tra gennaio e aprile 2020, solo uno è risultato positivo al virus Sars-CoV-2, peraltro senza avere alcun sintomo", sottolinea Paola Queirolo, coordinatrice dello studio.

Un risultato importantissimo, secondo l'esperta, "perché dimostra che questi malati non devono rinunciare all'immunoterapia a causa del virus. Non c'è ragione di sospendere né di rimandare questa cura salvavita, tanto più ora che i centri oncologici specializzati si sono riorganizzati in modalità Covid-safe".
    Finora c'era incertezza sugli effetti dell'immunoterapia nell'ambito Covid-19, perchè si ipotizzava o che aumentasse la fase di iperattività immunitaria indotta dal virus o che stimolasse il controllo immunologico delle infezioni virali.
    "Noi abbiamo dimostrato questa seconda ipotesi - prosegue Queirolo - oltre che nei pazienti con melanoma metastatico, anche in quelli con carcinoma squamocellulare cutaneo".

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Covid: sono 9.630 i positivi, 274 le vittime

Sono stati 170.672 i test, il tasso positività sale ancora al 5,6%

Sono 9.630 i test positivi al coronavirus registrati in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri i positivi erano stati 13.452.

Le vittime sono invece 274 , ieri erano state 232.

I casi totali da inizio epidemia in Italia sono ora 2.818.863, i morti 95.992. Gli attualmente positivi tornano a scendere dopo due giorni di rialzo e sono 387.903 (-992 rispetto a ieri), i guariti e dimessi 2.334.968 (+10.335), in isolamento domiciliare ci sono ora 367.630 persone (-21.265).

Sono stati 170.672 i test (molecolari e antigenici) effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Ieri erano stati 250.986, quasi 80 mila in più, un calo ormai abituale la domenica. Il tasso di positività è del 5,6%, ieri era stato del 5,4% (quindi c'è un aumento dello 0,2% in 24 ore).

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Covid, lo studio in Scozia: “Crolla fino al 94% il numero dei ricoveri tra i vaccinati”

La ricerca, condotta dai ricercatori delle università di Edimburgo e Glasgow in Scozia, dimostra come i due vaccini utilizzati - AstraZeneca/Oxford meglio di Pfizer/BioNTech - siano entrambi efficaci nel prevenire il rischio di contagi gravi da Covid anche dopo una sola dose. Ma non solo in base ai dati degli  scienziati il composto sviluppato dai colleghi inglesi avrebbe addirittura una performance più alta

La campagna vaccinale massiccia implica un crollo dei contagi. Un nuovo studio, condotto dai ricercatori delle università di Edimburgo e Glasgow in Scozia, dimostra come i due vaccini utilizzati – AstraZeneca/Oxford meglio di Pfizer/BioNTech – siano entrambi efficaci nel prevenire il rischio di contagi gravi da Covid anche dopo una sola dose, anche se in base ai dati degli scienziati il composto sviluppato dai colleghi inglesi avrebbe addirittura una performance più alta. Il Regno Unito, che ha iniziato in anticipo la campagna vaccinale, ha somministrato 18 milioni di dosi.

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domenica 21 febbraio 2021

Covid: 13.452 positivi, 232 vittime. In aumento terapie intensive (+31) e ricoveri (+79 )

Sono stati 250.986 i test eseguiti, il tasso di positività sale al 5,4%

Sono 13.452 i test positivi al coronavirus registrati in Italia in 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Sabato i positivi erano stati 14.931.

Le vittime sono invece 232, sabato erano state 251. Sono stati 250.986 i test (molecolari e antigenici) effettuati in 24 ore in Italia, secondo i dati del ministero della Salute. Sabato i test erano stati 306.078. Il tasso di positività è del 5,4%, il giorno prima era stato del 4,8% (quindi c'è un aumento dello 0,6%).

Sono 2.094 le persone ricoverate in terapia intensive in Italia per il Covid-19, con un aumento di 31 unità nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. 

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Un caffè prima dello sport fa bruciare più grassi

Deve avere almeno 3mg di caffeina per kg di peso

Bere un caffè molto forte prima di fare esercizio fisico aumenta notevolmente la combustione dei grassi. Inoltre, se lo si fa nel pomeriggio, gli effetti della caffeina sono molto più evidenti rispetto al mattino.

E' quanto emerge da uno studio dell'Università di Granada pubblicato sul Journal of the International Society of Sport Nutrition. Secondo gli studiosi è necessario bere 3 milligrammi per chilo di caffeina. A partecipare alla ricerca sono stati 15 uomini di un età media di 32 anni che hanno completato una serie di test basati sullo sforzo fisico.

"I risultati del nostro studio hanno rivelato che l'ingestione acuta di caffeina 30 minuti prima di eseguire un test di esercizio aerobico ha aumentato la massima ossidazione dei grassi durante l'attività sportiva", spiega Francisco José Amaro-Gahete, del Dipartimento di fisiologia dell'ateneo spagnolo. I ricercatori hanno notato l'esistenza di una variazione diurna dell'ossidazione dei grassi durante l'esercizio fisico, con valori più alti nel pomeriggio rispetto alla mattina.

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Il coronavirus, dalle origini alla ricerca del vaccino

Le ricerche e i commenti degli esperti

Per la terza volta negli ultimi 20 anni un coronavirus degli animali ha imparato ad aggredire l'organismo umano. Dopo il coronavirus che fra il 2002 e il 2003 ha causato la Sars e quello che nel 2015 è stato il responsabile della Mers, il coronavirus SarsCoV2 ha scatenato un'epidemia partita tra dicembre 2019 e gennaio 2020 dalla città cinese di Wuhan. Da allora il virus è arrivato in decine di Paesi forse veicolato da persone con sintomi lievi sfuggite a ogni controllo. Al di fuori dell'Asia, l'Italia è stata fra i primi a essere colpiti.

Fin dall'inizio dell'epidemia in Cina, nei primi giorni di gennaio 2020, è stato subito chiaro che ci si trovava davanti a qualcosa di completamente nuovo e immediatamente la ricerca ha cominciato a indagare su più fronti, in una lotta contro il tempo che ha modificato le modalità di comunicazione dei risultati per metterli il più rapidamente possibile a disposizione della comunità scientifica.
Da allora molte domande hanno trovato delle risposte e altre richiedono ancora del lavoro. Ecco di seguito che cosa sappiamo finora e nelle notizie allegate a questo speciale è possibile accedere agli approfondimenti.

COME E' NATO IL CORONAVIRUS SARSCOV2
Una delle prime domande alle quali si cerca una risposta riguarda il processo che ha permesso a un virus caratteristico del mondo animale di adattarsi all'organismo umano. E' il processo chiamato salto di specie. Il coronavirus è tipico dei pipistrelli, ma il passaggio che lo trasforma in un virus aggressivo per l'uomo avviene di solito in un animale intermedio; per la Sars era stato lo zibetto e per la Mers il cammello. Nel caso del coronavirus SarsCoV2 i sospetti sono caduti prima sul serpente e poi sul pangolino, ma senza prove convincenti in entrambi i casi.

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sabato 20 febbraio 2021

Covid: nuovo balzo dei contagi in Veneto. Variante inglese, altre due zone rosse nel Lazio

Iss, l'85% casi da inizio pandemia diagnosticati in 10 regioni

Brusco ritorno ad un alto numero di contagi giornalieri in Veneto, che registra 1.244 casi di positività al Covid in 24 ore. Era da diverse settimane che non accadeva.

Il report della Regione segnala anche 18 vittime in più rispetto a ieri, a conferma di un trend dei decessi che continua ad abbassarsi. Il totale degli infetti dall'inizio dell'epidemia sale così a 325.789, quello dei morti a 9.701. Scende anche il dato dei ricoveri ospedalieri: nei normali reparti medici si trovano oggi 1.211 malati Covid (-30); resta stabile infine il numero dei pazienti in terapia intensiva, 133.

Variante inglese, altre 2 zone rosse nel Lazio  - Altre due zone rosse nel Lazio per l'alta incidenza di casi di variante inglese. Le ordinanze della Regione Lazio hanno disposto le misure di massima restrizione per Colleferro e Carpineto, due comuni in provincia di Roma. Nel Lazio la zona rossa è già stata attivata per Roccagorga in provincia di Latina.

Iss, 85% casi Covid da inizio pandemia in 10 regioni 

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Consumo di frutta a guscio e tumore alla prostata

Secondo uno studio della Harvard Medical School, consumare con regolarità frutta a guscio potrebbe ridurre la mortalità per tumore alla prostata.

Le noci e la frutta a guscio in genere sono ricche di macronutrienti bioattivi, tocoferoli e fitochimici, sostanze naturali ricche di vitamine e con un elevato potere antiossidante.
Negli ultimi anni è stato riconosciuto dagli studi in campo epidemiologico un collegamento tra un consumo elevato di noci e la riduzione del rischio di numerose patologie croniche, tra cui i disturbi cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e le infiammazioni.
Per contro, il legame tra consumo di noci e rischio tumorale non era mai stato dimostrato, e, in relazione al cancro alla prostata, questo legame veniva addirittura considerato ambiguo e inconsistente.

 

Uno studio di coorte prospettico della Harvard Medical School, pubblicato sul British Journal of Cancer e basato sullo Health Professionals Follow-up Study (HPFS) avviato nel 1986, ha somministrato un questionario semi-quantitativo sulle abitudini alimentari a uomini malati di tumore alla prostata in fase non metastatica al momento della diagnosi. Il medesimo questionario veniva riproposto allo stesso campione ogni 4 anni.
Le domande riguardavano la frequenza con cui ciascuno di loro consumava una porzione (28 g) di noci o altri tipi di frutta a guscio, oltre ad informazioni sullo stile di vita e la storia clinica del paziente.


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Le 10 regole d’oro per la salute della prostata


Castagne: proprietà e benefici del frutto contro la stanchezza

  La castagna (Castanea sativa) è il frutto dell’albero del castagno appartenente alla famiglia delle Fagaceae diffuso in tutto il bacino de...