giovedì 25 marzo 2021

Covid, scoperti 5 fattori genetici legati alla forma grave

Ricerca italiana getta le basi per nuovi test

Scoperti in Italia 5 fattori genetici legati alla forma più grave di Covid-19. Pubblicato sulla rivista iScience (Cell Press), il risultato apre la strada a nuovi test genetici in grado di prevedere se la malattia potrà avere un decorso grave. I cinque fattori genetici sono mutazioni che alterano il funzionamento di due geni, chiamati TMPRSS2 e MX1, e sono stati individuati dalla ricerca condotta dal gruppo del Ceinge- Biotecnologie avanzate di Napoli guidati da Mario Capasso e Achille Iolascon, docenti di Genetica Medica dell'Università Federico II di Napoli. Adesso diventa possibile completare il quadro delle cause all'origine delle forme gravi.

I fattori di rischio finora noti, ossia età avanzatasesso maschile e comorbidità, non riuscivano infatti a spiegare completamente l'ampio spettro delle manifestazioni cliniche della malattia provocata dal virus SarsCoV2. Già un anno fa lo stesso gruppo di ricerca aveva ipotizzato che il ruolo di fattori genetici nello sviluppo di una forma di Covid-19 più aggressiva.

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Covid, un farmaco intrappola il virus bloccandone la diffusione




Perché in Germania sono tornati ad aumentare i contagi nonostante le restrizioni

Dalla metà di febbraio sono tornati ad aumentare i contagi di Covid-19 in Germania e ieri i positivi sono stati 22.657, un dato record dal 9 gennaio. Le restrizioni imposte alla popolazione non bastano a contenere le infezioni e la campagna vaccinale sta procedendo molto a rilento.

Un repentino aumento dei casi di coronavirus è stato registrato ieri in Germania: l'ultimo rilevamento del Ministero della Salute parla infatti di  22.657 nuovi contagi, portando il totale dall'inizio dell'emergenza sanitaria a 2,713 milioni di casi, il maggior incremento dal 9 gennaio, mentre il paese fatica a prendere una decisione chiara e univoca sulle misure da adottare per contenere la terza ondata della pandemia. Il bilancio delle vittime è aumentato di 228 unità portando il totale a 75.440 morti, secondo i dati dell'Istituto Robert Koch per le malattie infettive. Il numero di casi per 100mila abitanti negli ultimi sette giorni, che il governo ha usato come parametro chiave per decidere le misure di blocco, è salito ieri a 113 da 108 mentre l'indice Rt si è stabilizzato sul valore di 1.

I cittadini tedeschi hanno generalmente rispettato le dure restrizioni imposte dal governo, almeno fino a quando i contagi sono diminuiti; dalla metà di febbraio, tuttavia, la curva è tornata a salire di pari passo con una lentissima campagna di vaccinazione. In Germania, infatti, solo il 9,5% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino, un dato inferiore seppur di poco anche a quello italiano. 

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Perché in Europa i pazienti Covid in terapia intensiva sono sempre più giovani

In tutta Europa, Italia inclusa, si è abbassata l’età media dei ricoverati positivi al Covid-19 ricoverati in terapia intensiva. Ciò sarebbe dovuto da un lato alla campagna di vaccinazione, che ha interessato per primi gli over 80 e gli ospiti delle Rsa, e dall’altro alla diffusa circolazione delle varianti del virus, che colpiscono ogni fascia di età anche in maniera grave.

In tutta Europa, Italia inclusa, si è abbassata l'età media dei pazienti positivi al Covid-19 che finiscono in terapia intensiva. Dall'inizio dell'anno, infatti, gli over 70 sono sempre di meno tra coloro che vengono ospedalizzati in area critica, e ciò sarebbe dovuto a due motivi: in primis l'avvio della campagna di vaccinazione dalle categorie più fragili, quindi ultraottantenni e ospiti di Rsa, e dall'altro la larga diffusione della variante inglese del virus, più contagiosa del ceppo originario e ormai dominante quasi ovunque nel Vecchio Continente. E la tendenza è talmente consolidata che il quotidiano francese Le Monde l'ha definita una peculiarità della terza ondata della pandemia.

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Quali Regioni potrebbero cambiare colore: Italia più rossa, ma Lazio spera in arancione




mercoledì 24 marzo 2021

Paderno, maestra morta di Covid: la foto sul manifesto funebre è un disegno di una sua alunna

Un disegno realizzato da una sua ex alunna: è questo il ritratto scelto dai famigliari della maestra Genny morta a causa del Covid-19. La donna insegnava in una scuola di Paderno Dugnano, in provincia di Milano. La foto del manifesto funebre è apparsa su Facebook e ha scatenato tantissimi commenti di commozione.

La maestra Genny Zurlo aveva 62 anni, insegnava alla scuola primaria Don Milani a Paderno Dugnano – in provincia di Milano – ed era molto amata dagli studenti. La donna purtroppo è una delle tante vittime del Covid-19. Per ricordarla i suoi famigliari hanno voluto realizzare un manifesto funebre con un ritratto disegnato da una sua alunna. Un gesto molto apprezzato da ex allievi, colleghi e conoscenti

Il post di un utente: "Maestra per sempre"

L'immagine del manifesto è stata pubblicata su un gruppo Facebook da un utente che ha intitolato il post "Maestra per sempre". Nel testo ha poi scritto: "Questa maestra ha voluto essere ricordata non con una bella foto, ma con il disegno di un bambino probabilmente un suo allievo. Ci ha voluto forse dire che lei è quello che vedevano i suoi piccoli studenti". Sotto il post sono arrivati più di ottanta commenti di genitori ed ex studenti: "Ciao Genny, non mi capacito. Sei stata una persona fondamentale per la crescita di tanti bambini. Ti hanno voluto tanto bene i cuccioli che ti giravano attorno con vivacità. Vola in alto, nel mio cuore rimarrà sempre la tua umanità, le risate, la voglia di andare oltre le convenzioni", scrive una mamma.

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Coronavirus in Italia, il bollettino di oggi 24 marzo: 21.267 nuovi casi e 460 morti

I dati del bollettino sulla pandemia di Covid-19 di mercoledì 24 marzo

Sono 21.267 i nuovi casi di coronavirus in Italia (ieri sono stati +18.765, qui il bollettino). I decessi odierni sono 460 (ieri sono stati +551).

Più contagi in 24 ore rispetto a ieri. La curva sale, come ogni settimana, per poi toccare il punto massimo tra giovedì e venerdì e scendere di nuovo nel weekend e lunedì a causa di meno analisi processate. Ricordiamo che mercoledì scorso (17 marzo) sono stati registrati +23.059 casi con un tasso di positività del 6,2%. È vero che l’epidemia sembra rallentare leggermente, ma le infezioni quotidiane sono ancora tante e per far crollare la curva bisogna continuare a rispettare le restrizioni, mentre vanno avanti le vaccinazioni.

A livello europeo la situazione è preoccupante. «In 19 Stati membri dell’Unione europea stanno salendo i contagi (uno è la Francia, ndr), in 15 aumentano i ricoveri ospedalieri, e 8 vedono crescere i morti», ha detto la Commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides. Aggiungendo: «Nelle ultime settimane abbiamo visto un aumento nel numero delle varianti: quella britannica è la predominante», si registra in 25 Paesi e risulta «nell’80% dei sequenziamenti dei test in alcuni Stati. La variante sudafricana è stata rintracciata in 18 Paesi, e quella brasiliana in nove».

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Trentamila morti di Covid in Lombardia: come se fosse sparita un’intera città

Il Piemonte è la quarta regione in Italia a superare il tetto delle 10 mila vittime per Covid



Covid: l'enzima che blocca la diffusione del virus. Una scoperta italiana


Se c'è una cosa su cui la comunità scientifica mondiale concorda è che per uscire da questa maledetta pandemia i vaccini da soli non bastano. Servono anche farmaci per curare i malati, compresi quelli affetti da Long Covid, e in grado di mantenere la loro efficacia anche contro nuove varianti del virus Sars-Cov-2. Un bisogno urgente, questo, che ha portato una poderosa collaborazione internazionale, a forte partecipazione italiana, a individuare una nuova strada per colpire il virus e un farmaco che potremmo potenzialmente usare in tempi brevi.

“Anziché bloccare l'ingresso del virus nelle cellule abbiamo cercato di capire come bloccarne l'uscita”, spiega Giuseppe Novelli, genetista dell'Università Tor Vergata di Roma primo autore dello studio . “Abbiamo così identificato una classe di enzimi, chiamata E3-ubiquitin ligasi, che sono necessari al virus per uscire dalle cellule e diffondersi in altri tessuti dell'organismo”, aggiunge. L'azione di queste proteine, descritta in uno studio pubblicato sulla rivista Cell Death & Disease, è simile anche in altri virus, come quello dell'Ebola. “E cosa non meno importante è che queste proteine non sono del virus, ma nostre e, quindi, non risentirebbero delle variazioni del virus”, precisa Novelli. I ricercatori hanno dimostrato che i livelli di questi enzimi sono elevati nei polmoni dei pazienti e in altri tessuti infettati con il virus.

Una volta scoperta questa nuova strada, i ricercatori hanno individuato anche un possibile nuovo farmaco. “E' l'Indolo-3 Carbinolo (I3C), già utilizzato nel trattamento di patologie rare, e che abbiamo dimostrato, per il momento in vitro, di essere in grado di bloccare l'uscita del virus”, dice Novelli. “Se impediamo o anche solo rallentiamo la replicazione del virus ne possiamo compromettere anche la sua sopravvivenza”, aggiunge. Si tratta di risultati promettenti, tanto che si inizia a pensare a uno studio sui malati. “Dobbiamo testare il farmaco in studi clinici con pazienti Covid-19 per valutare rigorosamente se può prevenire la manifestazione di sintomi gravi e potenzialmente fatali”, sottolinea Novelli. “Avere opzioni per il trattamento, in particolare per i pazienti che non possono essere vaccinati, è di fondamentale importanza per salvare sempre più vite umane e contribuire ad una migliore condizione e gestione della salute pubblica”, aggiunge.

La pandemia, ormai è chiaro, è un nemico che va combattuto con più armi. “Dobbiamo pensare a lungo termine”, afferma Pier Paolo Pandolfi, scienziato dell'Università di Torino e del Nevada che, insieme a Novelli, ha coordinato lo studio. “I vaccini, pur essendo molto efficaci, potrebbero non esserlo più in futuro, perché il virus muta, e quindi è necessario disporre di più armi per combatterlo. La scoperta su I3C – continua - è importante, e ora dobbiamo avviare studi clinici per dimostrare la sua potenziale efficacia. Sarà importante valutare se I3C possa anche ridurre le gravissime complicazioni cliniche che molti pazienti sperimentano dopo aver superato la fase acuta dell'infezione. Questo rappresenterà un grave problema negli anni a venire, che dovremo gestire”.

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Covid: 363 pazienti ricoverati negli ospedali, +97 rispetto a martedì scorso, tanti da fuori provincia

PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Rispetto a una settimana fa sono ancora aumentati i pazienti covid ricoverati negli ospedali della provincia: ad oggi sono 363, 97 in più rispetto ai 266 dello scorso martedì, il 16 marzo 2021. 37 i pazienti in terapia intensiva: 20 in più rispetto a martedì scorso. Molti pazienti sono arrivati nei nosocomi del nostro territorio da fuori provincia. Il Covid Hospital di Tortona, ad esempio, ospita diversi pazienti da Torino, come ha sottolineato qualche giorno fa il sindaco Chiodi. 

In particolare, inoltre, nell’Ospedale di Alessandria sono ricoverati 72 pazienti (13 in terapia intensiva), +33 rispetto a martedì scorso. 

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In Piemonte 140 mila over 80 ancora da vaccinare: quelli allettati saranno contattati dalle Asl


martedì 23 marzo 2021

Taranto, intera famiglia sterminata dal Covid: muoiono prima il figlio, poi il padre e la madre

Una intera famiglia sterminata dal Covid. Prima il figlio di 46enne, poi il padre, infine la madre che ha provato strenuamente a combattere contro gli effetti dell’infezione, in particolare un grave insufficienza respiratoria. Sopravvissuta a questo dolore la nuora che nel giro di un mese ha assistito a ben tre funerali.

Prima di soccombere al Covid 19, hanno visto un figlio portato via dal virus. Poi sono spirati a loro volta. È la drammatica storia di una famiglia di Taranto sterminata dal Coronavirus. Come riporta la Gazzetta del Mezzogiorno, la tragedia, consumatasi nell’hub Covid del Moscati, è cominciata qualche giorno fa con la morte del figlio di 46 anni. A seguire, a distanza di pochi giorni, il padre. Ultima, in ordine di tempo, la madre. Ha provato a vincere la battaglia fino a quando il corpo gliel'ha consentito, poi ha ceduto all’avanzare dell’infezione da SARS-CoV-2 che, prima le ha causato una gravissima insufficienza respiratoria per poi finirla con un aggravamento improvviso contro il quale non c’è stato più nulla da fare. Tre funerali nel giro di un mese.

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Covid, marito e moglie muoiono nel giro di 24 ore a Castellammare di Stabia








Covid: 18.765 positivi, 551 vittime

Sono 335.189 i test, il tasso positività cala al 5,6%

Sono 18.765 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Ieri erano stati 13.846.

Sono invece 551 le vittime in un giorno (ieri erano state 386).

I casi totali da inizio epidemia sono 3.419.616 , i morti salgono invece a 105.879. Ci sono 560.654 attualmente positivi, in calo di 2.413 rispetto a ieri. Dall'inizio della pandemia sono invece 2.753.083 i guariti e i dimessi, con un incremento nelle ultime 24 ore di 20.601. In isolamento domiciliare ci sono 528.680 persone (-2.828 rispetto a ieri) 

Sono 335.189 i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore. Ieri i test erano stati 169.196. Il tasso di positività è del 5,6% (ieri era all'8,1%), in calo del 2,5%.

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Covid 19: curarlo a casa in sicurezza. Le linee guida del ministero della Salute




Carenza di vitamina A: sintomi, cause, alimentazione

La carenza di vitamina A può comportare problemi visivi, raffreddori, ritardo nello sviluppo e dipendere da difficoltà nell’assimilazione. Scopriamo le cause, le conseguenze e gli alimenti per integrarla.


I sintomi della carenza di vitamina A

La vitamina A è necessaria per il processo che riguarda la vista e un primo segnale di carenza di vitamina A può essere la cecità notturna, ovvero un ritardo nell'adattamento agli stimoli luminosi esterni, quando vi sono ambienti scarsamente illuminati. Una carenza prolungata può portare anche a secchezza oculare o alla formazione di detriti di cheratina nella congiuntiva.

Una carenza di vitamina A può anche causare raffreddori recidivanti, capelli secchi , malformazioni ossee, ritardo nello sviluppo, infezioni, pelle secca, rugosa ed esfoliata.

Altre sintomatologie sono connesse alle percezioni sensoriali, come la perdita del senso dell'olfatto, l’indurimento delle ghiandole salivari in bocca, inappetenzastanchezza, orzaioli frequenti. Quando manca questa vitamina si può andare incontro anche ad anemia, dolore alle articolazioni, sottosviluppo dei testicoli, sterilità e aborti spontanei. 


Le cause 

Si ha carenza di vitamina A quando la dieta non ne apporta quantità sufficienti o quando il corpo non riesce ad assimilarla come dovrebbe. Questo accade quando si hanno patologie come colite ulcerosa, cirrosi epatica, fibrosi cistica, oppure ostruzione del dotto biliare.

Anche il diabete mellito può essere una delle cause di carenza di vitamina A, così come l'ipotiroidismo, la polmonite, la scarlattina cronica e alcune infezioni respiratorie o renali, come la nefrite cronica.

 

I 5 alimenti più ricchi di vitamina A

 

L'alimentazione contro la carenza di vitamina A

La vitamina A è una vitamina liposolubile che deriva da due fonti, i retinoidi e i carotenoidi. I retinoidi si trovano nelle fonti di origine animale (fegato, uova, latticini), mentre i carotenoidi, come il beta-carotene, si trovano in abbondanza negli alimenti vegetali, come le verdure scure o gialle e nelle carote.

Il tarassaco, l’aglio, il prezzemolo, la lattuga, il crescione, gli spinaci, l’indivia, il sedano, i broccoli, i cavolini di bruxelles e il cavolo ne sono ricchi. Tra le verdure e la frutta colorate che contengono molta vitamina A, oltre alle carote, troviamo il melone, le albicocche, le pesche, la zucca, il mango, il pomodoro, la papaia, le ciliege e l’anguria.

Altre fonti importanti sono la pappa reale e il polline, il germe di grano, la spirulina, l’olio di fegato di merluzzo e l’olio di soja.


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Si aggrava sempre di più la situazione Covid sul territorio di Novara

All'ospedale Maggiore oggi sono decedute quattro persone e dieci quelle ricoverate in più rispetto a ieri. A Borgomanero il numero dei positivi sale a 69

Si aggrava sempre di più la situazione Covid sul territorio di Novara. Oggi all’ospedale Maggiore oggi sono decedute quattro uomini (classi 923, 1937, 1949 e 1958) e sono state ricoverate dieci persone in più rispetto ieri per un totale di 122 pazienti positivi: 16 in terapia intensiva, 14 in subintensiva, 24 a Galliate, 68 nei reparti di Novara; 5 dimessi e 2 trasferiti.

In aumento anche i numeri all’ospedale di Borgomanero: 69 in tutto di cui 15 in medicina, 33 in sub intensiva, 18 in terapia intensiva, 3 negli altri reparti oltre ad altri 10 pazienti in pronto soccorso. Un persona è deceduta.

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Covid, a Gavi (AL) contagi record: "Massima prudenza"

La progressione, notevole per un centro che conta poco meno di 4.500 abitanti, corrisponde anche all'incremento maggiore tra i Comuni di tutta la provincia di Alessandria dal 16 marzo.








lunedì 22 marzo 2021

Covid: 13.846 positivi, 386 le vittime. Tasso positivi su all'8,1%

Agenas: ricoveri tornano sopra la soglia di allerta del 40%

Sono 13.846 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore, secondo i dati del ministero della Salute. Domenica erano stati 20.159.

Sono invece 386 le vittime in un giorno (domenica erano state 300).

Sono 169.196. i tamponi molecolari e antigenici per il coronavirus effettuati nelle ultime 24 ore in Italia. Domenica i test erano stati 277.086. Il tasso di positività è salito all'8,1% (domenica era al 7,2%). 

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Per l’infettivologo Bassetti è una utopia pensare di tornare alla normalità per l’estate





Covid in Piemonte, ecco le cifre che mostrano come il virus stia rallentando la sua corsa

Segnali incoraggianti anche se l'allerta resta massima: la pressione sugli ospedali resta eccessiva ma la zona rossa comincia a funzionare



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Castagne: proprietà e benefici del frutto contro la stanchezza

  La castagna (Castanea sativa) è il frutto dell’albero del castagno appartenente alla famiglia delle Fagaceae diffuso in tutto il bacino de...