domenica 22 marzo 2015

Prostatite, tre domande per scoprirla subito. Ma per gli uomini è ancora un tabù

Dal congresso europeo degli urologi un nuovo appello per la prevenzione di una malattia che colpisce ogni anno 6 milioni di italiani e continua a essere sottovalutata soprattutto dai pazienti. I consigli degli esperti per combatterla anche a tavola e sul lavoro

MADRID - Quick Prostate Test (QPT), tre semplici e veloci domande che indagano i sintomi urinari, per scoprire in anticipo e intervenire adeguatamente contro l'ipertrofia prostatica benigna, problema che colpisce circa 6,6 milioni di maschi italiani. Per la precisione metà dei cinquantenni, il 65% dei sessantenni e l'80% dei settantenni. Ecco le domande: Si è alzato almeno due volte a notte nell'ultimo mese per urinare? Durante il giorno ha difficoltà a trattenerla? Ha la sensazione di non riuscire a svuotare la vescica? Se si risponde affermativamente a uno di questi interrogativi, è bene cercare di approfondire con esami più specifici, dall'esame delle urine al Psa (test del sangue) fino all'esplorazione digito rettale. Se ne parla con insistenza a Madrid al Congresso europeo di urologia che registra un record di presenze (14 mila iscritti) e oltre mille studi e poster presentati ora anche nella forma online.

Per l'ingrossamento della prostata si potrebbero dimezzare le percentuali di malattia solo seguendo il consiglio della visita e del colloquio con il medico di famiglia e con l'urologo. Ma i maschi, segnalano gli urologi in coro, "prima di sottoporsi a una qualsiasi visita in caso di problemi urinari, arrivano all'assurdo di circoscrivere e subordinare la loro vita sociale alla vicinanza di un bagno. Meno della metà degli uomini si apre con il proprio medico di famiglia". Dimenticando che il ritardo terapeutico ne causa l'aggravamento (riduzione del flusso urinario, ritenzione acuta e disturbi sessuali). Un dato generale europeo emerso in occasione del congresso.


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