sabato 20 luglio 2019

Il clima pazzo dimezza la produzione di miele: settore sempre più in crisi, siamo costretti a importarlo

Acacia e agrumi sono diminuiti del 41% a causa del meteo anomalo dei primi mesi del 2019: e i ricavi per gli apicoltori hanno subito un taglio di 73 milioni di euro

La produzione di miele ha risentito del clima pazzo dei primi mesi del 2019. In particolare, acacia e agrumi sono diminuite del 41% rispetto alle attese, portando a un taglio dei ricavi di 73 milioni di euro per gli apicoltori di tutta Italia. Lo rivela Ismea sottolinenado come, allo stesso tempo, le importazioni siano volate totalizzando, secondo la Coldiretti, 82 milioni di chili tra gennaio ed aprile.

Un settore già in difficoltà - L'andamento climatico anomalo ha messo definitivamente in ginocchio un settore già alle prese con problemi sanitari e minacciato dalla forte concorrenza del prodotto di provenienza estera. Le perdite produttive per il miele d'acacia, stimate intorno ai 55 milioni di euro, hanno penalizzato soprattutto le regioni del Nord (Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia).

giovedì 18 luglio 2019

I 10 segreti del vero gelato artigianale. Additivi, ingredienti, conservazione… Cosa controllare per scegliere il migliore

Il gelato è forse il dolce più amato dagli italiani, come dimostrano le quasi 20 mila gelaterie sul territorio. Il problema è imparare a distinguere le vere gelaterie artigianali da quelle che non lo sono perché impiegano prevalentemente preparati e semilavorati industriali. La questione è complicata anche per la mancanza di una regolamentazione sulle caratteristiche del “gelato artigianale”.
1) Il primo segreto per gustare appieno un gelato artigianale è di mangiarlo subito dopo la mantecatura, quando la pasta è ancora morbida. In questa fase la metà della miscela deve ancora ghiacciare e la temperatura oscilla tra -8 /-10°C e si può cogliere un effetto vellutato che però si perde dopo 7-8 ore perché il banco frigorifero con le vaschette segna 6-7 gradi in meno e a queste temperatura la formazione dei piccoli cristalli di ghiaccio si completa. La regola è valida ma non sempre, perché alcuni gusti danno il meglio sotto il profilo aromatico dopo alcune ore o addirittura il giorno dopo, vedi il cioccolato e la frutta secca, cioè dopo una certa maturazione in vaschetta. La regola generale è che il gelato artigianale dovrebbe essere mangiato entro tre giorni.
2) La seconda cosa riguarda gli additivi. Le gelaterie che preparano e dosano all’interno del proprio laboratorio tutti gli ingredienti, compresi gli emulsionanti e gli addensanti, come si faceva una volta, sono pochissime. Si tratta di una scelta che richiede una conoscenza approfondita delle materie prime e della tecnica e molto tempo a disposizione, per cui pochi sono in grado di portare avanti questo metodo di lavorazione. Le rare gelaterie che fanno tutto in casa e non aggiungono additivi ottengono un gelato con una struttura debole, da consumare a distanza di poche ore dalla produzione.
2) Il neutro. Gran parte degli artigiani utilizza un preparato chiamato “neutro” (a base di additivi che comprende addensanti naturali come farina di semi di carrube, di guar, di tara e pectine talvolta miscelati a emulsionanti) per dare la giusta struttura al gelato. Il neutro rappresenta una quantità minima (3-5 g per kg) e viene aggiunta agli altri ingredienti durante la preparazione.
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martedì 2 luglio 2019

Melone: proprietà, benefici e come gustarlo al meglio

Il melone, insieme all’anguria, è uno dei frutti simbolo dell’estate. Si tratta di un frutto dolce e gustoso. La polpa del melone è succosa e molto profumata nel momento in cui il frutto giunge a completa maturazione.
Il colore della polpa può variare dal bianco, al giallo, all’arancio, a seconda della varietà del frutto. La cavità centrale del melone appare fibrosa e ricca di semi.

Proprietà del melone

Il melone contiene una percentuale elevata d’acqua, pari a circa il 95%. Si tratta di un frutto ricco di vitamine e minerali benefici per la nostra salute. Per via del suo contenuto d’acqua, il melone regala una sensazione di freschezza e di sollievo dalla calura estiva. È considerato utile per depurare i reni e contro il bruciore di stomaco.
Non contiene grassi saturi e assicura uno scarso apporto calorico, pari a circa 60 calorie per una porzione media. Per quanto riguarda i sali minerali, nel melone troviamo ferro, calcio e fosforo. Le vitamine presenti nel melone sono vitamina C, vitamina A e vitamina B. Il melone contiene inoltre un agente anticoagulante, che permette di prevenire la formazione di grumi nel sangue, che possono causare infarto o ictus.
I meloni appartengono alla stessa famiglia dei cetrioli e delle zucche gialle, con la differenza che essi vengono consumati come frutti, al massimo della maturazione, per via della loro dolcezza. Una particolare varietà di melone amaro è stata oggetto di recente di studi scientifici. Il succo di melone amaro si sarebbe rivelato utile nel trattamento del cancro al pancreas.

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martedì 25 giugno 2019

Il caldo, nemico della salute e rischioso per bambini e anziani: i rimedi

Dall’alimentazione all’attività quotidiana, i consigli per sopportare le estati bollenti


Dopo un maggio piovoso e più freddo del solito, l’estate è esplosa. Puntuali allora arrivano i nostri consigli per affrontare al meglio il caldo, l’afa e l’umidità che possono mettere a dura prova corpo, umore e cervello. Con le temperature più alte aumenta infatti la sudorazione corporea, che ci fa perdere liquidi e sali minerali preziosi per il nostro organismo. Parola d’ordine allora è idratarsi per reintegrare frequentemente questi elementi indispensabili.
Bere acqua è fondamentale
Una corretta idratazione è fondamentale per prevenire alcuni spiacevoli rischi tipici delle temperature elevate e, accompagnata da una alimentazione sana ed equilibrata ricca di frutta e verdura di stagione, assicura la giusta energia all’organismo. Il nostro corpo ha bisogno di essere adeguatamente idratato per funzionare a dovere, perché tutti gli organi e i tessuti contengono acqua: dal cuore ai polmoni, dal sangue alle ossa, dai muscoli ai denti.
Ecco alcuni rimedi semplici per contrastare il caldo estivo
- bere spesso, anche se non si ha sete, almeno 1,5 litri di acqua al giorno, evitando le bevande zuccherate e l’alcol
- indossare vestiti leggeri, ampi e preferibilmente di fibre naturali come il cotone
- uscire di casa nelle ore meno calde della giornata
- fare pasti leggeri a base di frutta, verdure e cibi freschi evitando di usare il forno e altri elettrodomestici che producono calore come phon e ferro da stiro.
- è consigliabile fare docce con acqua tiepida per evitare bruschi sbalzi di temperatura
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venerdì 21 giugno 2019

Arresto cuore uccide 60.000 italiani l'anno, 8 proposte per diffusione defibrillatori

Aschieri (Anmco), Piacenza la città piu' cardioprotetta


Ogni giorno, in Europa, 1000 persone al giorno muoiono per arresto cardiaco, 400.000 in un anno, di cui 60.000 in Italia. "E' il killer numero uno nel modo occidentale, uccide una persona ogni 8 minuti, ma la sopravvivenza triplica se a intervenire, il prima possibile, sono i 'laici', ovvero personale non sanitario in attesa dell'arrivo dell'ambulanza". A spiegarlo, durante l'audizione in Commissione Affari Sociali della Camera, Daniela Aschieri, direttore dell'Unità operativa di cardiologia e riabilitazione presso l'Ospedale Unico della Valtidone (Piacenza).
    Nel corso dell'audizione, nell'ambito dell'esame delle otto proposte di legge presentate alla Camera recanti "Disposizioni in materia di utilizzo dei defibrillatori semiautomatici e automatici in ambiente extraospedaliero", Aschieri ha illustrato i risultati ottenuti dal Progetto Vita, grazie al quale Piacenza è diventata la città più cardioprotetta d'Europa. "L'esperienza, pilota in Europa, - ha spiegato Aschieri, esperta dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco) - esiste da 21 anni e ha consentito di istallare ben 877 defibrillatori in città, tutti integrati con la centrale operativa attraverso una app regionale". Per chi è colpito da arresto cardiaco ogni minuto che passa diminuisce de 10% la possibilità di sopravvivere, per questo intervenire prima fa la differenza. "I nostri dati - sottolinea - mostrano il 41% di sopravvivenza tra i defibrillati da personale laico a fronte del 5% di quelli defibrillati da personale a bordo dell'ambulanza. 

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lunedì 17 giugno 2019

Caldo cambia il menu, +20% frutta a giugno

Coldiretti, boom per smoothies e centrifugati a casa, al bar e in spiaggia

(ANSA) - ROMA - Per difendersi dall'improvvisa ondata di caldo gli italiani hanno aumentato del 20% gli acquisti di frutta nella prima metà di giugno allo stesso periodo del mese precedente. E' quanto stima la Coldiretti sulla base delle indicazioni dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica. Una decisa svolta nei consumi con l'aumento delle temperature che, sottolinea la Coldiretti, ha cambiato il menu e spinto a portare in tavola o in spiaggia cibi freschi genuini e dietetici che dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore e riforniscono di vitamine.

"La frutta peraltro - precisa la Coldiretti - aiuta a "catturare" i raggi del sole ed è anche in grado di difendere l'organismo dalle elevate temperature e dalle scottature. Sul podio del "cibo che abbronza" salgono carote, radicchi e albicocche, ma sono d'aiuto anche insalate, cicoria, lattughe, meloni, peperoni, pomodori, fragole o ciliegie". 

''L'andamento positivo dei consumi è spinto anche - sostiene l'organizzazione agricola - dagli stili di vita più salutistici, favoriti anche dalla disponibilità in casa di tecnologie low cost, dalle centrifughe agli essiccatori che aiutano a far apprezzare cibi salutari anche ai più piccoli. Un vero boom - precisa la Coldiretti - per smoothies, frullati e centrifugati a casa, al bar e in spiaggia.

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venerdì 14 giugno 2019

CORSA O CAMMINATA: QUALE DELLE DUE FA BRUCIARE PIÙ CALORIE?

La corsa è una delle attività che fa bruciare il più alto quantitativo di calorie. E la camminata? Sì può dimagrire anche camminando? Vediamo le due attività messe a confronto!
Una corsa di 15 minuti fa bruciare più calorie rispetto ad una camminata della stessa durata. Ma se invece di focalizzarci sulla durata ci basassimo sulla distanza?
In altre parole…
In termini di calorie bruciate, che differenza c’è tra 1 km di corsa e 1 km di camminata?

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martedì 11 giugno 2019

Il 35% del prosciutto crudo di Parma e San Daniele è falso. Una truffa gigantesca. Consorzi ed enti di certificazione nella bufera

Ogni settimana 80.000 cosce di maiale inadatte a diventare prosciutti crudi di Parma e di San Daniele Dop entrano in modo truffaldino nel circuito e vengono poi vendute a prezzi stratosferici nelle salumerie e nei migliori supermercati. Nessuno però lo dice. Non dicono nulla i direttori dei Consorzi coinvolti fino al collo in questa vicenda. Anche l’associazione di allevatori Unapros e i macellatori e i prosciuttifici di Assica non rilasciano dichiarazioni, pur essendo molti dei loro associati protagonisti delle frodi. Anche le rappresentanze di Coldiretti e Confagricoltura preferiscono non commentare. Tutti sperano che lo scandalo di Prosciuttopoli finisca nel dimenticatoio, anche se un mese fa sono arrivate le prime condanne decise dal tribunale di Torino che hanno riacceso i fari sulla vicenda. In realtà Prosciuttopoli va avanti, perché nei prosciuttifici continuano a essere stoccate centinaia di migliaia di cosce illegali, destinate ad essere stagionate e vendute come veri prosciutti di Parma e San Daniele Dop.
Prosciuttopoli è l’inchiesta realizzata da Il Fatto Alimentare un anno fa. Nell’aprile del 2018 scriviamo che almeno 1,2 milioni di falsi prosciutti di Parma e San Daniele (ottenuti da maiali troppo pesanti, non adatti alla stagionatura, da cui si ottengono cosce più grandi, salumi più magri e prosciutti che pesano 1 kg di più), sono finiti sul mercato. I due istituti di certificazione accusati di non avere controllato in modo inadeguato la filiera, vengono commissariati per 6 mesi. Tutto sembra finito con l’arrivo delle prime condanne a maggio 2019. Ma non è così.
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lunedì 10 giugno 2019

Cura del cancro e maltolo, bufala?

Cancro e maltolo. Alcuni mi hanno chiesto quanto sia vera la notizia che circola sempre più su Facebook e via email rispetto una “nuova cura per il cancro”, “basata sul maltolo” e “tenuta nascosta dalle multinazionali e dai mezzi di informazione”.

In particolare a essere diffuso è un video nel quale appare un sedicente giornalista. Parla di un paio di “ricercatori precari” di Urbino, che avrebbero scoperto una fenomenale “molecola naturale”, il maltolo, in grado di far “suicidare le cellule tumorali”. Nessuno parlerebbe della cura perché le multinazionali stanno cercando di oscurare il fatto e i media, conniventi, non danno quindi la notizia.
Bene: è falso.
O meglio – come spesso succede in questi casi – la notizia è in parte vera: ma è talmente sommersa di generalizzazioni, complottismi, false rivelazioni e misteri da essere talmente diluita da non aver quasi più alcun elemento di verità (un po’ come nei principi dell’omeopatia). Sfortunatamente, utilizzare elementi veri aggiungendo dosi di “mistero” e “complotto” è tipico delle bufale. Chiunque le alimenti, in buona o in cattiva fede, genera false speranze, false aspettative, e illude malati e famiglie. Vediamo prima di tutto le falsità presenti nel video che circola:
  1. Non risulta che nessuna “multinazionale del farmaco” (cit.) stia cercando di ostacolare la ricerca in questione, al contrario: quanto scoperto è stato oggetto di brevetto in Italia e se ne è parlato in pubblicazioni scientifiche.
  2. Per quanto concerne i “ricercatori precari”. Beh, il primo non è ricercatore e neanche precario: Vieri Fusi è infatti professore associato dell’Università di Urbino (pagina personale di Vieri Fusi). Mirco Fanellirisulta invece occuparsi del “laboratorio di PatologiaMolecolare” e nelle pagine dell’università è definito ricercatore dal 2002 a oggi. Quindi, salvo imprecisioni, deve essere “ricercatore confermato” e non precario (pagina personale di Mirco Fanelli).
  3. La notizia non è affatto nuova, è del marzo 2013 e deriva da studi di cui già si era parlato anche precedentemente.
  4. Non è vero che i giornali hanno oscurato la notizia, al contrario: è stata annunciata su molte testate tra le quali Corriere della SeraIl Sole 24 OrePanoramaIl Resto del Carlino, e dalla principale agenzia stampa italiana, l’ANSA. Proprio perché molto se ne è parlato, uno dei due soggetti ha sentito la necessità umana di chiarire commentando un articolo in proposito sul magazine dell’università relativacon un messaggio che copio di seguito (la sede del messaggio è un forte indizio a supporto dell’indentità dell’autore, poi intervistato a proposito, ma la cosa è comunque facilmente verificabile).
  5. Semplificare quando si parla di temi così specifici non è sfortunatamente possibile. Ci sono tipi di neoplasie molto differenti, per caratteristiche, dimensioni, eziologia, risposta alle cure… La semplice frase “cura per il cancro” non è tecnicamente corretta e dovrebbe quindi da subito far nascere qualche sospetto.
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venerdì 7 giugno 2019

Avvelenamento da funghi, nessun rischio se si interviene entro 6 ore

Centro antiveleni Milano, in 20 anni seguiti quasi 13mila casi


ROMA - In 20 anni, dal 1998 al 2017, sono quasi 13mila i casi di sospetto avvelenamento da funghi seguiti dal Centro antiveleni (Cav) di Milano. Per 19 pazienti, a causa dei danni al fegato, è stato necessario un trapianto d'organo, mentre 40 sono morti. A presentare i dati è il Cav sulla rivista Ben dell'Istituto superiore di sanità (Iss), in cui sottolinea l'importanza di un intervento tempestivo, entro 6 ore.

Di solito il tasso di letalità per intossicazione da funghi con amatossine si aggira tra il 15 e 25%, contro il 6,3% del Cav di Milano. "Il nostro risultato - spiega il Cav nello studio - è determinato sia dal rapido arrivo in ospedale dei pazienti, sia dal corretto inquadramento e applicazione del protocollo". Se si interviene in un periodo che va dai 30 minuti a 6 ore dopo l'ingestione, non ci sono rischi. Se invece si aspetta oltre le 6 ore, il rischio di mortalità è alto. Al Cav di Milano ogni anno arrivano un migliaio di richieste di consulenza da tutta Italia, prevalentemente da medici, ma anche da privati cittadini. Complessivamente, dal 1998 al 2017, gli sono arrivate 15.864 richieste di consulenza per intossicazione da funghi, di cui 12.813 su casi clinici. Tutti avevano sintomi gastroenterici (vomito, diarrea e grave disidratazione), che richiedevano l'intervento medico o ospedaliero.

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sabato 1 giugno 2019

Tumore al seno, nuova cura aumenta la sopravvivenza delle giovani

Sono in aumento le donne giovani, tra 20 e 39 anni, con tumore al seno avanzato


Sono in aumento le donne giovani, tra 20 e 39 anni, con tumore al seno avanzato. Per loro, una nuova speranza arriva da una molecola (ribociclib) che, aggiunta alla terapia endocrina standard, ha dimostrato di aumentare significativamente la sopravvivenza.
A evidenziarlo è lo studio di fase III MONALEESA-7, su un campione di 672 pazienti seguite da circa tre anni, presentato al congresso della Società americana di oncologia clinica (Asco). Lo studio ha evidenziato che dopo 42 mesi di trattamento, il tasso di sopravvivenza era del 70% per le donne trattate col farmaco e la terapia standard e del 46% per quelle che ricevevano la sola cura standard. I risultati dello studio sono stati presentati in conferenza stampa all'Asco come notizia urgente 'late-breaker' e pubblicati simultaneamente sul New England Journal of Medicine. ​ "Il cancro del seno avanzato - afferma l'esperto Asco Harold Burstein - può essere molto aggressivo ed è la principale causa di morte per cancro tra le donne tra 20 e 59 anni di età. E' dunque incoraggiante vedere una terapia mirata che aumenta significativamente la sopravvivenza per le donne più giovani con questa malattia".
Questa forma tumorale, sottolineano gli esperti, è meno comune tra le donne prima della menopausa ma la sua incidenza è in aumento: negli Usa, tra le donne tra 20 e 39 anni è aumentata del 2% tra il 1978 ed il 2008. L'effetto della nuova molecola, che ha avuto l'approvazione dell'ente regolatorio statunitense Fda, è quello di inibire l'attività di alcuni enzimi che aiutano la proliferazione delle cellule tumorali, portando ad una riduzione del rischio di morte del 30%.

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Da pediatri 5 regole salva-cuore, la cura inizia da piccoli

Malattie cardiovascolari affondano le radici nell'infanzia


Il cuore, qualcosa di cui prendersi cura non solo da adulti. Le malattie cardiovascolari, che rappresentano la prima causa di morte e spesa sanitaria nelle società avanzate, si manifestano infatti da grandi, ma affondano le radici nell'infanzia. A evidenziarlo sono gli esperti della Sip, Società italiana di pediatria, in occasione del 75esimo congresso di pediatria a Bologna. Il Gruppo di Studio Ipertensione Arteriosa e Rischio Cardiovascolare della Sip ha realizzato un manuale sul rischio in bimbi e ragazzi. "I processi di alterazione vascolare, la premessa delle patologie cardiovascolari fino a infarto e ictus, iniziano nei primi 10 anni di vita - spiega Gianni Bona, esperto Sip - in qualche modo il decadimento delle arterie comincia dal primo giorno e interessa tutti: quello che cambia è la velocità con cui questi processi avvengono". Tra i 10 'nemici' del cuore, sin da piccoli, vi sono scarso o eccessivo peso alla nascita, predisposizione genetica, sovrappeso e obesità, fumo. E poi ipertensione, che riguarda il 4% dei bambini tra 6 e 16 anni (ben il 24% tra quelli obesi), sedentarietà e alterazioni del sonno: il 27% dei bimbi in età scolare e il 45% degli adolescenti dormono meno di quanto raccomandato. Infine alcune malattie croniche endrocrinologiche, ai reni e al cuore, alcuni farmaci come cortisone, immunosoppressori, diuretici, e il fruttosio, il cui uso eccessivo può essere dannoso per la salute. Cinque le regole salva-cuore: misurare la pressione arteriosa sin dai 3 anni; ridurre il sale, ma anche il consumo di fruttosio contenuto in soft drink, tè zuccherati, succhi di frutta; incentivare l'abitudine a una prima colazione completa che rappresenti almeno il 20-25% delle calorie giornaliere, favorire l'utilizzo di alimenti integrali e farine poco raffinate, ricchi di fibre, meno assorbibili dall'intestino e che producono una minora elevazione della glicemia; far praticare ai bambini regolare attività fisica (almeno 60 minuti al giorno da 5 a 17 anni) e favorire gli spostamenti a piedi;

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mercoledì 22 maggio 2019

Classifica città Indice della salute Sole 24 Ore Genova seconda per mortalità causata da tumori

Classifica città Indice della salute Sole 24 Ore
La graduatoria è il risultato della media dei punteggi ottenuti dai diversi territori nei singoli indicatori. Le province prese in considerazione sono 107


Classifica città Indice della salute Sole 24 Ore
Dopo quelle su qualità della vita e clima, il Sole 24 Ore propone altri parametri di confronto fra le province italiane: ben 12 indicatori, dal cui confronto è nato l'Indice della salute. Il quotidiano economico ha valutato incidenza delle malattie sul territorio, possibilità di curarle attraverso i farmaci, accesso alle cure e la disponibilità di personale specializzato, dall'infanzia alla vecchiaia, oppure la necessità di spostarsi altrove.


Classifica città Indice della salute Sole 24 Ore
Per quanto riguarda Genova, preoccupano i dati relativi alla mortalità causata da tumori (morti ogni mille abitanti 2012-2016). Il capoluogo ligure è penultimo in classifica davanti alla sola Alessandria. Va meglio scorrendo la classifica finale, dove Genova si piazza 56esima, mentre è 52esima nella classifica per tasso di mortalità (standardizzato per diecimila abitanti).
Un'altra classifica riguarda i morti per infarto su mille abitanti nel periodo 2012-2016 e Genova si piazza all'ottantottesimo posto; un'altra l'aumento di speranza di vita (incremento dell'età attesa alla nascita 2002-2017) dove ci assestiamo al 35esimo posto. Siamo trentesimi invece per numero di medici di base ogni mille abitanti, diciassettesimi per recettività ospedaliera (dimissioni di residenti avvenute fuori regione in percentuale) e 78esimi per emigrazione ospedaliera (dimissioni di residenti avvenute fuori regione in percentuale).


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lunedì 20 maggio 2019

Tac con radiazioni dimezzate grazie a un nuovo algoritmo: premiate due ingegnere italiane

Il loro protocollo potrà ridurre significativamente l'esposizione alle radiazioni, soprattutto per quei pazienti come i malati oncologici che sono costrette a ripetute analisi



Michela D'Antò e Federica Caracò 
ROMA. Tac con radiazioni dimezzata, grazie a due giovani ingegnere cliniche di Napoli che hanno superato la concorrenza di 162 progetti, elaborando un protocollo per ridurre del 40-60% l'esposizione  garantendo una buona qualità dell'immagine. Si tratta di un algoritmo che permetterà il collaudo di macchine di varie aziende e in diversi modelli in modo da poter effettuare le Tac a dosi ridotte.

Le due giovani ingegnere campane sono le vincitrici del Primo premio assoluto dell'Health technology challenge (Htc). Il premio è stato consegnato durante il XIX Congresso dell'Associazione nazionale degli ingegneri clinici (AIIC) che si è svolto a Catanzaro. Le due ingegnere di Napoli, Michela D'Antò, della Fondazione G. Pascale e Federica Caracò, dell'Università degli studi Federico II, hanno ottenuto il massimo punteggio della giuria tecnica e popolare con il progetto "Valutazione di un protocollo per la verifica delle funzionalità di un sistema di riduzione della dose installato su tomografi assiali computerizzati".

Si stima che in Italia su oltre 40 milioni di esami radiologici effettuati ogni anno, circa il 44% sia prescritto in modo inappropriato e non sia strettamente necessario. I malati oncologici sono i più esposti a queste radiazioni durante la fase della diagnosi e nei continui controlli successivi, nel corso delle cure e dopo.


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sabato 18 maggio 2019

Coldiretti, raccolta miele praticamente azzerata dal maltempo

Viene mangiato dalle api per sopravvivere, 20 giornata mondiale


Da Nord a Sud del Paese è praticamente azzerata quest'anno la produzione di miele a causa dell'andamento climatico siccitoso del mese di marzo seguito da un mese di aprile e maggio dal meteo particolarmente capriccioso caratterizzato da vento, pioggia e sbalzi termici che non ha consentito alle api neanche di trovare nettare sufficiente da portare nell'alveare. E' l'allarme lanciato dalla Coldiretti sugli effetti del maltempo che rovina in Italia la giornata mondiale delle api che si festeggia il 20 maggio a livello planetario, dopo essere stata istituita dall'Onu nel 2018, per riconoscere il ruolo insostituibile svolto da questo insetto tanto che Albert Einstein sosteneva che: "se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita". La pazza primavera - sottolinea la Coldiretti - ha creato gravi problemi agli alveari con il maltempo che ha compromesso molte fioriture e le api che non hanno la possibilità di raccogliere il nettare.

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mercoledì 8 maggio 2019

Bere acqua e limone al mattino: benefici, controindicazioni ed effetti reali!

Bere acqua e limone al mattino fa veramente bene e porta davvero dei benefici o è solo una moda del momento?
Negli ultimi tempi il mondo della rete ha partorito la moda di bere ogni mattina un bicchiere d’acqua tiepida con il succo di un limone. E’ un boom di “mi piace” e condivisioni. Almeno all’apparenza, perchè ogni giorno un sacco di utenti mi scrivono chiedendomi delucidazioni sull’argomento e rassicurazioni sulle reali proprietà di questa bevanda. E’ proprio questo che mi ha incentivata ad approfondire i benefici di acqua e limone, indagando anche su eventuali effetti collaterali e CONTROINDICAZIONI.
Proverò quindi a condividere con voi le mie conoscenze farmacologiche e le notizie più recenti e plausibili che ho trovato a riguardo nelle riviste scientifiche più accreditate.
Ma cosa ne pensa la scienza?
Molte riviste scientifiche online sostengono che bere acqua e limone offra i seguenti benefici:
  1. Bere acqua e limone al mattino fa bene perchè è in grado di migliorare la digestione e idratare l’intero organismo. Il più grande vantaggio di bere acqua tiepida e limone può essere apportato dalla sola presenza dell’acqua tiepida, e non dal limone aggiunto. Bere acqua a digiuno appena svegli aiuta infatti a reidratare l’organismo dopo la disidratazione della notte appena trascorsa. È stato provato che bere 2-3 bicchieri d’acqua a digiuno aiuta l’organismo ad avere più energie e una migliore digestione per l’intero arco della giornata. C’è anche qualche evidenza scientifica che dimostra che il succo di limone contribuisca a stimolare la produzione di una quantità corretta di succhi gastriciprevenendo quindi la gastrite, e la produzione di bile, fondamentale per una corretta digestione. Gli acidi presenti nel limone rallentano lo svuotamento gastrico, in modo da aumentare il tempo in cui gli alimenti vengono scissi nelle biomolecole fondamentali e di conseguenza migliorando nel complesso la digestione. Una migliore digestione rallenta di conseguenza anche l’assorbimento degli zuccheri evitando i pericolosi picchi glicemici e permettendo un rilascio costante delle giuste quantità di insulina. Una migliore digestione permette il completo assorbimento dei nutrienti assunti e di conseguenza previene l’insorgenza di problemi come flatulenza e meteorismo.

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martedì 7 maggio 2019

Cosa sono le contaminazioni crociate tra alimenti? Un video dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie spiega come evitarle in cucina

Uno dei rischi più sottovalutati in cucina è quello delle contaminazioni crociate tra alimenti. Per spiegarci in maniera chiara e semplice come funzionano, perché sono tanto pericolose e come fare ad evitarle, gli esperti dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie hanno realizzato un nuovo video della serie “100 secondi”.
Le contaminazioni crociate sono trasferimenti accidentali di microrganismi patogeni (oppure pericolosi per alcuni gruppi sensibili) o sostanze chimiche come tossine e allergeni da un alimento all’altro, che può avvenire in modo diretto o indiretto. La contaminazione diretta si verifica per contatto fisico tra due alimenti o per gocciolamento. Il trasferimento indiretto, invece, avviene attraverso le mani, le superfici di lavoro e gli utensili da cucina.
Per evitare le cross-contaminazioni, gli esperti raccomandano di lavare sempre le mani prima e dopo aver manipolato un alimento, così come le superfici e gli utensili tra una lavorazione e l’altra, e non usare mai gli stessi attrezzi per cibi crudi e cotti. Inoltre, non si devono mai lavare le carni crude: gli schizzi d’acqua possono diffondere i microrganismi sulle superfici della cucina.
Per conservare gli alimenti senza trasferimenti di microrganismi o sostanze pericolose, si raccomanda di coprire sempre gli alimenti crudi, utilizzando contenitori che prevengono gocciolamenti, e riporli negli scomparti bassi del frigorifero, ben separati dai cibi cotti e pronti al consumo.
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giovedì 2 maggio 2019

Prevenire e ridurre la cellulite: cosa fare quando alimentazione e attività fisica non bastano.

Cellulite: a seguito di un approfondimento diagnostico, un esperto può consigliare trattamenti non invasivi, sicuri ed efficaci per contrastarla

Un successo inarrestabile in costante ascesa, che la Società Scientifica Agorà ha deciso di continuare a promuovere. Un problematica non solo estetica: la “cellulite” è una vera e propria patologia multifattoriale presente tutto l’anno.
La cellulite, si sa, “non fa sconti” a nessuno: è una problematica tipicamente femminile che colpisce 9 donne su 10, dall’adolescenza alla menopausa, indipendentemente dal peso corporeo, con tassi di incidenza importanti nella stagione post menopausa.
Prevenirla e ridurla sensibilmente si può ma bisogna partire da azioni quotidiane come curare l’alimentazione con cibi performanti, eventualmente arricchiti da integratori e vitamine, dedicare del tempo all’attività fisica ma soprattutto affidarsi alle mani esperte di un Medico Estetico che, a seguito di un approfondimento diagnostico, può consigliare trattamenti non invasivi, sicuri ed efficaci per contrastarla.

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mercoledì 24 aprile 2019

Frutta secca per dimagrire, da food trend a sana abitudine

Da NutriMI 2019 ultime evidenze scientifiche su consumi


ROMA - E' tra i food trend dell'anno e può rappresentare una strategia per migliorare la qualità della dieta quotidiana di tutti. La frutta secca è una delle tipologie di prodotto 'salutistico' più citate, sia nei contesti accademici che tra i consumatori, grazie ai suoi benefici nutrizionali e alla sua densità calorica. 

La frutta oleosa a guscio (per gli anglosassoni 'nuts') ha effetti positivi sulla salute umana a partire dall'azione svolta sul nostro peso corporeo. Contrariamente a quanto si pensi, infatti, alcuni studi hanno dimostrato che l'inserimento di mandorle, noci, pistacchi, arachidi, all'interno di una dieta ipocalorica può favorire la perdita di peso svolgendo un'azione di controllo sulla fame in quanto questi alimenti favoriscono un maggiore senso di sazietà e i nutrienti energetici sono meno assorbibili. Se ne è parlato durante la XIII edizione di NutriMI, l'annuale Forum di Nutrizione Pratica, al quale hanno preso parte anche Nucis Italia e la Prof.ssa Alessandra Bordoni, docente presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari dell'Università di Bologna.

La frutta secca, grazie ad alcune peculiari componenti nutritive, pur presenti in percentuali diverse a seconda della tipologia, svolge un ruolo attivo anche nella prevenzione e nella riduzione dei fattori di rischio legati ad alcune patologie specifiche, dalle malattie cardiovascolari, alla sindrome metabolica, all'ipertensione fino al metabolismo glucidico e lipidico, all'infiammazione e allo stress ossidativo. 

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sabato 20 aprile 2019

Saltate la colazione e cenate tardi? Meglio non farlo se avete a cuore la vostra salute

Spesso presi dalla fretta e dalle giornate caotiche diventiamo preda di cattive abitudini che però possono incidere molto negativamente sulla nostra salute. Tra queste il saltare la colazione e il cenare tardi.
Il più delle volte ci concentriamo sulla qualità del cibo che assumiamo, che indubbiamente è importante, ma ci dimentichiamo anche che dovremmo consumare con regolarità 3 pasti al giorno e due spuntini. Soprattutto per la salute del nostro cuore, non dovremmo mai saltare la colazione o consumare la cena poco prima di andare a dormire (nelle due ore precedenti al sonno).
A dirlo è una ricerca pubblicata sull’European Journal of Preventive Cardiologyche ha dimostrato come queste pessime abitudini, soprattutto in persone già a rischio in quanto colpite precedentemente da un infarto, mettano seriamente a repentaglio la salute.
I risultati, ottenuti dal team di ricerca della São Paolo State University che ha monitorato un campione di 113 pazienti ricoverati per infarto STEMI (infarto miocardico acuto) di età media 60 anni, mostrano che le persone che non fanno colazione e cenano tardi hanno un rischio di morire a causa di un secondo infarto dalle 2 alle 5 volte maggiore rispetto a chi non ha queste pessime abitudini alimentari.

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sabato 13 aprile 2019

“Il cioccolato accende il desiderio sessuale”, vero o falso?

Il cioccolato è considerato da molti un cibo afrodisiaco, cioè un cibo a cui ricorrere per accendere il desiderio sessuale. Vero o falso? Risponde la dottoressa Elena Longhi, sessuologa e psicologa Clinica dell’UO di Andrologia e Urologia di Humanitas.
Vero. All’interno delle coppie accade talvolta che in certi periodi si avverta un calo del desiderio sessuale. Per riaccendere il desiderio sopito, un valido aiuto può arrivare da alcuni cibi come il cioccolato, che proprio nel periodo pasquale non manca mai sulle nostre tavole.  Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista dell’American Dietetic Association e sul Journal of Sexual Medicine, il cioccolatosarebbe in grado di stimolare la produzione di endorfine, cioè sostanze chimiche prodotte dal cervello che agiscono come gli oppiacei e regalano una sensazione di benessere generale – spiega l’esperta. – Questo accade perché il cioccolato contiene la feniletilamina che, secondo le pubblicazioni, libera le stesse endorfine rilasciate dall’attività sessuale: per questo motivo il cioccolato favorisce l’aumento dell’attrazione migliorando in generale tutta la prestazione sessuale. È importante sottolineare però che, più che aiutare a far tornare un desiderio sessuale che non c’è più, il cioccolato agisce in presenza di un desiderio sessuale e di una buona sessualità ancora esistenti, migliorandoli.
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Il clima pazzo dimezza la produzione di miele: settore sempre più in crisi, siamo costretti a importarlo

Acacia e agrumi sono diminuiti del 41% a causa del meteo anomalo dei primi mesi del 2019: e i ricavi per gli apicoltori hanno subito un tag...