martedì 29 luglio 2014

La salute nel cono, il gelato ideale

Alla soia, al riso, senza zucchero, a basso indice glicemico: anche il gelato diventa salutare e trova nuove ricette per soddisfare le richieste di chi ha specifiche esigenze nutrizionali o intolleranze alimentari. Si stima che, tra giugno e settembre, saranno 25 milioni gli italiani che, mangeranno il gelato 2 o 3 volte alla settimana: come dessert, a merenda e in alcuni casi anche in sostituzione dei pasti. Inoltre, secondo uno studio olandese, il gelato sarebbe un alleato del buonumore: i ricercatori, infatti, hanno rilevato che quando si mangia un  gelato il volto raggiunge l'86% di felicità. Con gli esperti, cerchiamo di capire qual è il valore nutrizionale del gelato, quali sono le differenze tra quello industriale e quello artigianale e quali le caratteristiche di un gelato sano.

1- Il valore nutrizionale del gelato

“Il gelato è un alimento abbastanza equilibrato perché contiene carboidrati semplici, proteine dell’uovo o della soia e grassi che servono a dare aromi” spiega Andrea Ghiselli, nutrizionista del Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura-Centro di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (CRA-NUT). Se si sceglie quello con il cono o il biscotto, ci sono anche i carboidrati complessi. Nel gelato sono presenti, anche in funzione del gusto che si sceglie, vitamine A e B2, calcio e fosforo dal latte e dalla panna, potassio, vitamina C dalla frutta acquosa, vitamina E ed acidi grassi polinsaturi dalla frutta oleosa, elementi antiossidanti dal cacao e dal caffè. Meglio quello industriale o quello artigianale? “Non c’è una risposta: è anche una questione di gusti ed esigenze. Per esempio, il gelato artigianale è sempre diverso perché non è standardizzato, mentre con quello industriale non ci sono sorprese” dice Ghiselli. E poi ci sono anche considerazioni pratiche: “Poiché il gelato industriale è porzionato ed ha l’etichetta nutrizionale, è più facile controllare le calorie e sapere cosa si sta mangiando esattamente”.


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