giovedì 21 agosto 2014

Overdose di mercurio con il pesce

I ricercatori scoprono che non solo mangiare certi tipi di pesce espone all’elevato rischio di assorbire grandi e pericolose quantità di mercurio, ma anche la provenienza geografica è fondamentale. Il metilmercurio è un metallo pesante che può causare nelle persone tutta una serie di seri problemi di salute.



Il problema mercurio (o metilmercurio) nei prodotti ittici è annoso. Si è parlato della sua presenza fin dagli anni Cinquanta e, da quest’epoca in poi, si alternano i pareri ora positivi ora negativi riguardo alla sicurezza circa il consumo di pesce e altri prodotti del mare.
Che l’assorbimento cronico del metilmercurio sia dannoso per l’organismo è tuttavia un dato di fatto. Tra i sintomi più comuni di questo troviamo alterazioni della funzionalità renale, così come della memoria e anche problemi motori, della coordinazione eccetera.

Le indagini relative alla presenza di mercurio nel pesce e altri prodotti ittici hanno nel tempo permesso di identificare specie e luoghi di provenienza che possono esporre, di più o di meno, i consumatori al rischio. Tuttavia, non sempre le etichette dei prodotti di mare consentono alle persone di scegliere con relativa sicurezza il prodotto più salubre.Queste le conclusioni di un nuovo studio dell’Università delle Hawaii a Mānoa che mostra come il pesce di una stessa specie, ma di diversa provenienza, possa essere un pericolo per i consumatori. Secondo gli scienziati, il rischio più comune è che una stessa specie di pesce possa appunto avere una diversa provenienza geografica, e questo non è indicato sull’etichetta della confezione.

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