martedì 9 giugno 2015

"Lo sport protegge fegato, ma serve continuità"

Lo rivela uno studio dell'Università del Kansas Medical Center  presentato al congresso dell'Associazione americana per il diabete di Boston. Effetti positivi anche per tessuto adiposo e vascolare



BOSTON - I più pigri hanno un'occasione in più per decidere di cominciare a muoversi. Al settantacinquesimo congresso dell'Ada (l'associazione americana per il diabete), il più grande appuntamento mondiale in corso a Boston, con oltre quindicimila delegati da tutto il mondo, uno studio ha appunto dimostrato come l'esercizio fisico riesca a produrre effetti positivi non soltanto sul metabolismo, sulla sensibilità al glucosio e sull'insulinoresistenza, tutti elementi già noti, ma anche su fegato, tessuto adiposo e vascolare e ancora oltre.

Il fegato . "Molti medici credono che l'esercizio fisico possa influenzare soltanto cuore e muscoli - attacca John P. Thyfault, professore di Fisiologia molecolare e integrata all'Università del Kansas Medical Center - ma si sbagliano. Con il mio team abbiamo trovato che l'esercizio migliora la funzionalità dei mitocondri epatici che porta ad una migliore sensibilità all'insulina nel fegato e ad una minore predisposizione alla malattia del fegato grasso".



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