giovedì 25 maggio 2017

Il succo che scioglie reumatismi, dolori muscolari e molto altro

Riesce a rompere i cristalli di acido ossalico presenti nei reni e nel sistema muscolare sciogliendo i reumatismi e rafforzando i muscoli grazie al potassio e all’azione antinfiammatoria. Ideale per chi ha problemi alla prostata e al cuore, la sua azione depurativa è conosciuta fin dall’antichità da romani, greci ed egizi.
Sto parlando degli asparagi, che dovrebbero essere consumati di più sia cotti (come contorno o nel famoso risotto) che crudi. Per consumarli crudi l’ideale è estrarne il succo tramite l’estrattore o centrifuga, o in mancanza, frullarli con un po d’acqua. Siccome sono molto ricchi di nutrienti è meglio non esagerare nelle quantità e il succo va consumato lontano dai pasti principali.

Asparagi e apparato uro-genitale

I Greci ritenevano che gli asparagi fossero un alimento afrodisiaco per chiunque ne facesse un uso regolare. Napoleone III li reputava indispensabili durante le sue cene private. Luigi XIV, talmente tanto devoto al giardiniere che li coltivò tutto l’anno, gli fece erigere una statua in suo onore. Senza contare, poi, che anche un erborista inglese del 1600, Nicholas Culpepper, scrisse che gli asparagi “suscitano desiderio negli uomini e nelle donne”.
 
La motivazione? Gli asparagi sono una ricca fonte di potassio, fibre, vitamina B6, vitamina A, e C, acido folico e tiamina o vitamina B1. Le quantità di vitamina E contenute negli asparagi, inoltre, stimolano gli ormoni maschili, favorendo una vita sessuale sana e una maggiore virilità.
Gli asparagi sono ottimi per la cistite e in generale per tutto il sistema urinario. Infatti contengono alti livelli di asparagine che aiutano a prevenire le infezioni del tratto urinario. “Quando le donne non urinano abbastanza, possono ottenere una infezione del tratto urinario” – spiega Keri Gans autore di The Small Change Diet – “È possibile che una dieta ricca di asparagi possa impedire che queste infezioni dolorose si sviluppino, poiché andare in bagno più spesso può aiutare a spostare i batteri cattivi fuori dal tratto urinario.”

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lunedì 22 maggio 2017

Olio Palma, merendine e snack 'senza' non sempre e' meglio

Campagne Liberali, analisi comparativa tra 25 prodotti di marca

ROMA - Non è vero che dove c'è olio di palma ci sono sempre più grassi saturi. A rivelarlo è l'ultimo studio realizzato dalla piattaforma Campagne Liberali, che ha testato la composizione di 25 prodotti di grandi marche destinati sopratutto a bambini e adolescenti, snack e merendine venduti sui principali scaffali della Gdo, che hanno eliminato l'olio di palma dopo le pressioni mediatiche portate avanti da organizzazioni non governative e attivisti, sostituendolo con altri ingredienti. Analizzando le etichette e confrontando le tabelle nutrizionali e la lista degli ingredienti, in particolare i grassi saturi e la tipologia di oli e grassi impiegati, lo studio mette in evidenza che in molti di questi prodotti di marca la percentuale di grassi saturi è comunque superiore o simile rispetto ad altri prodotti analoghi che lo utilizzano. In un caso specifico, secondo la ricerca, a fronte della sostituzione dell'olio di palma con altri oli vegetali, la presenza di grassi saturi è addirittura aumentata di 5 grammi rispetto alla precedente composizione del medesimo prodotto.

Obiettivo dello studio ''è aprire una riflessione sulle confezioni dei prodotti alimentari che riportano diciture apparentemente salutistiche, come il 'senza olio di palma', spesso fuorvianti per il consumatore''. ''L'assenza di olio di palma, sottolinea la ricerca, ben evidenziata sulle confezioni e nell'ambito di diverse campagne di comunicazione, è stata associata erroneamente a una salubrità maggiore dei prodotti''.

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lunedì 15 maggio 2017

Banana e Cannella: infuso naturale per prevenire l’insonnia e dormire meglio.

Hai difficoltà a dormire alla notte? A volte può succedere, soprattutto quando si vivono dei periodi di forte stress, agitazione e tensione, di avere difficoltà ad addormentarsi o spesso ci si sveglia durante la notte e non si riesce più a prendere sonno. Lo stress, le luci dell’ambiente dove dormiamo e le frequenze elettromagnetiche dei telefoni cellulari, computer e altri dispositivi elettronici svolgono un ruolo cruciale nel condizionamento del nostro tipo di riposo e possono influenzare il nostro sistema nervoso e i nostri ormoni che, di conseguenza, influenzano la nostra qualità del sonno.

Le persone che hanno questo tipo di problema, molto spesso si rivolgono alla scelta più “semplice” e prendono un sonnifero o ricorrono ad altri rimedi erboristici naturali, ma il più delle volte senza avere una soluzione efficace. Si agisce sul problema a breve termine, ma nel lungo termine (soprattutto nel caso dei sonniferi chimici) si ostacola la salute del corpo e le sue naturali capacità.

I sonniferi hanno molti effetti collaterali, tra i quali:

Il sonno è estremamente importante per il nostro corpo, sotto tutti i punti di vista: fisico, emotivo e psichico.
Quando si è privati del sonno, il corpo perde la sue capacità di agire, reagire e assolvere in modo ottimale a tutte le sue funzioni. Le tue abilità di pensiero cognitivo sono compromesse, hai un indebolimento delle tue capacità motorie, sei scarico energeticamente, e metti a repentaglio le tue condizioni di salute, rischiando di contrarre malattie come l’obesità, il diabete e il cancro.

Se vuoi abbandonare l’uso di sonniferi, con tutti i suoi effetti collaterali, o provare un nuovo rimedio per riuscire ad addormentarti e riposare bene durante la notte, puoi provare questo infuso naturale a base di banana e cannella.

Perché la Banana?

Le banane sono ricche di potassio e magnesio, ma ciò che la maggior parte della gente non sa è che la buccia delle banane ha una maggiore quantità di potassio e magnesio della banana in sé, ma ovviamente è sempre gettata nell’organico. Da oggi potrai utilizzarla per fare questa semplice ricetta.
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venerdì 12 maggio 2017

Più particelle di micro-plastiche in mare che stelle nella galassia. Contaminati oltre ai pesci, anche birra, miele e sale da cucina

Si stima che il 90 per cento degli uccelli marini abbia ingerito plastica
Una quantità sempre maggiore di plastica sta finendo nei nostri piatti. Non ce ne accorgiamo perché si tratta di particelle piccolissime, di dimensione comprese tra 1 nanometro e 5 millimetri, denominate “micro o nano-plastiche” e i cui effetti sulla salute umana adesso non sono quantificabili. Derivano da rifiuti e , attraverso diversi percorsi entrano nella catena alimentare arrivando fino al cibo. L’habitat privilegiato di questi minuscoli frammenti sono gli oceani, dove isole di detriti di plastica, alcuni grandi come la Francia, galleggiano in sospensione (leggi approfondimento sugli uccelli marini).

Queste particelle si trovano lì per svariate cause: gettati in mare come spazzatura o trasportati attraverso fogne o corsi d’acqua dove convergono scarichi privati e industriali inquinati. Una volta nel mare, i detriti degradano lentamente, soprattutto se esposti alla luce solare, creando miliardi di pezzi microscopici che i pesci e altri abitanti dell’ecosistema scambiano per cibo.


Le micro-plastiche hanno contaminato oltre ai pesci anche birra, miele e sale da cucina
Recenti studi hanno dimostrato l’ampia portata del fenomeno. Su 504 pesci prelevati dal Canale della Manica, 184 contenevano piccoli granelli di microplastiche. Altre ricerche su pesci pescati al largo della costa portoghese hanno rilevato che 17 su 26 specie avevano residui nel corpo. Fortunatamente non tutti i pezzettini ingoiati dai pesci arrivano sulle nostre tavole. In alcuni casi ristagnano nel tratto gastrointestinale , per cui sono eliminati quando il pesce viene eviscerato  prima di essere consumato (vedi articolo). Nel caso di piccoli pesci e dei molluschi, i tratti intestinali non vengono rimossi e le particelle alla fine finiscono così nello stomaco. Un  esempio di inquinamento da microplastiche  trattato in recenti studi, riguarda le “micro-perle” di dimensione inferiore ai 5 millimetri, utilizzate in prodotti cosmetici (gel doccia e trattamenti viso) che veicolate dagli scarichi domestici possono contaminare la fauna. Un’inchiesta condotta dal governo britannico stima che un piatto di ostriche può contenere fino a 50 unità.

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giovedì 11 maggio 2017

Tutti i valori di arsenico nelle acque minerali

L’arsenico è molto pericoloso per la salute dell’uomo perché  potenzialmente cancerogeno. Purtroppo alcune acque minerali in commercio ne presentano delle tracce. Vediamo l’elenco completo.


Di arsenico ne abbiamo parlato anche in precedenti articoli, recentemente per il rischio di intossicazione in Cina e un anno fa invece abbiamo trattato le problematiche legate alle zone del viterbese.

Quello dell’arsenico nelle acque minerali italiane è stato un tema molto caldo, a causa anche degli sforamenti dei limiti in molte città italiane. L’Unione Europea ha imposto un limite di 10 microgrammi per litro (valido sia per le acque minerali che per quelle destinate al consumo umano) sotto il quale le acque minerali possono considerarsi sicure sia per adulti che per neonati.

Perché l’arsenico è pericoloso

L’arsenico è classificato dall’Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro come elemento cancerogeno certo di classe 1, e posto in diretta correlazione con molte patologie oncologiche, e in particolare con il tumore del polmone, della vescica, del rene e della cute.


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Dr Mercola: “Ecco gli integratori naturali per il trattamento della depressione”

Sono 1 su 20 gli americani di età superiore ai 12 anni che combattono contro la depressione1 e un 11% della popolazione degli Stati Uniti di età superiore ai 12 anni è sotto antidepressivi2. Questo, nonostante le prove schiaccianti che dimostrano come gli antidepressivi non sono migliori rispetto al placebo in termini di efficacia. Come osservato in un articolo del 2014 sugli antidepressivi e l’effetto placebo, pubblicato sulla rivista Zeitschrift Fur Psychologie:3

“Si suppone che gli Antidepressivi lavorino correggendo uno squilibrio chimico, in particolare, la mancanza di serotonina nel cervello. Infatti, la loro presunta efficacia è la prova principale per la teoria dello squilibrio chimico.
Ma l’analisi dei dati pubblicati e dei dati non pubblicati, dati che sono stati nascosti da aziende farmaceutiche, rivela che la maggior parte (se non tutti) i benefici sono dovuti all’effetto placebo …
Anche la piccola differenza statistica tra antidepressivi e placebo può essere un effetto placebo potenziato, a causa del fatto che la maggior parte dei pazienti e dei medici nei suddetti studi hanno poi aperto il cieco con successo

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mercoledì 3 maggio 2017

Qual è il momento migliore della giornata per esporsi al sole e produrre più Vitamina D

Molti si chiedono qual è il momento migliore della giornata per esporsi al sole così da assorbire tutti i benefici della luce solare e produrre il maggiore quantitativo di Vitamina D. La risposta a questa domanda lascerà quasi tutti a bocca aperta dato che siamo stati abituati a pensare proprio l’opposto. Le recenti ricerche scientifiche vengono in nostro soccorso e spiegano chiaramente come stanno le cose sfatando i vecchi miti sull’esposizione al sole.

Esporsi al sole è il metodo naturale per produrre la vitamina D di cui il nostro corpo ha bisogno. Come ci saremmo accorti, la modernità ha spostato l’essere umano a passare il 99% del suo tempo in ambienti chiusi riparato dalla luce solare naturale. Questo sta portando a carenze gravissime nella popolazione con conseguenze che vanno dalla depressione al cancro all’Alzheimer.

Tuttavia è importante ricordare che i benefici della luce solare non riguardano esclusivamente la produzione della vitamina D dato che i raggi ultravioletti sulla pelle innescano molte razioni chimiche tra cui la produzione endogena di perossido di idrogeno, che potenzia l’attività dei linfociti T e il loro potere antiossidante; l’ossido nitrico che protegge il cuore e normalizza la pressione sanguigna; e migliora la funziona digestiva grazie alla serotonina.

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martedì 2 maggio 2017

Le virtù sconosciute degli asparagi

Gli asparagi disintossicano il corpo, migliorano le funzioni renali, sono ricchi di vitamine e sali minerali. Inoltre frenano la cellulite e allontanano la depressione

Bianchi, viola o verdi, gli asparagi sono i re della tavola di primavera

C'è chi preferisce gli asparagi bianchi, chi opta per gli asparagi violetti, chi per gli asparagi verdi. Si tratta di una differenza cromatica che si riflette sul sapore ma non sulle qualità nutrizionali degli asparagi, che rimangono le stesse e sono tante.

Le proprietà degli asparagi

Questi ortaggi sono davvero poco calorici - circa 25 calorie per 100 grammi - mentre hanno molta fibra, vitamina C (in un etto ce ne sono 25 mg, il che equivale a circa un terzo del fabbisogno di una persona adulta), carotenoidi (i precursori della vitamina A, che ha un'azione antiossidante e protettiva della pelle e delle mucose e stimola l'azione del fegato), vitamina B e sali minerali, tra i quali calcio, fosforo e potassio: mangiando 100 grammi di asparagi si assume circa il 75% della quantità quoidiana necessaria di acido folico, sostanza molto importante per la moltiplicazione delle cellule dell'organismo e per la sintesi di nuove proteine.

Ottimi diuretici, aiutano contro la cellulite

Gli asparagi sono molto depurativi e diuretici, se non ci sono controindicazioni vale la pena di approfittarne per aiutare e eliminare il ristagno di liquidi nei tessuti e quindi ridurre la cellulite. In generale migliorano le funzioni renali accelerando la diuresi e rimuovendo i sedimenti.

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venerdì 28 aprile 2017

Allarme riso: 1 pacco su 4 arriva dall’estero, ma non si vede


Al via la battaglia del riso: quello importato dal Sud est asiatico può contenere residui non salutari. Coldiretti denuncia: "Il riso d'importazione è meno sicuro e viene coltivato sfruttando la manodopera, anche minorile. Nelle etichette va riportata la provenienza"

Un pacco di riso su quattro è di provenienza estera, ma non si vede. Sulle confezioni manca l’indicazione del Paese d’origine. Il consumatore, senza questa informazione, non più sapere da dove arrivano i chicchi e non è messo in grado di fare scelte consapevoli. Nel piatto, assieme alle pietanze a base di Basmati o Jasmine, potrebbero finire impercettibili tracce di pesticidi e altri composti chimici che bene alla salute non fanno. A denunciarlo, durante un manifestazione di piazza organizzata a Roma, sono i dirigenti e i soci di Coldiretti, schierati compattamente nella “battaglia del riso”

Il ministro Martina annuncia: pronto un decreto ad hoc

L’attacco degli agricoltori italiani del comparto ha ottenuto un primo risultato. Il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina,  annuncia: “Vogliamo introdurre l’obbligo di indicazione in etichetta dell’origine del riso. La chiediamo a livello europeo e siamo pronti per introdurre questo strumento in Italia. Il decreto per la sperimentazione, elaborato in accordo con il ministro dello Sviluppo economico, è pronto”.

“Nel riso d’importazione residui non salutari”

“Il riso coltivato nel nostro Paese – garantisce Rolando Manfredini, responsabile dell’area sicurezza alimentare dell’associazione di categoria – è sicuro e garantito, perché le regole cui attenersi esistono e vengono rispettate. I controlli sono puntuali e frequenti. La controprova della bontà del prodotto italiano? Per il nostro riso non ci sono state segnalazioni al sistema europeo di allerta. Nel Sud est asiatico le cose vanno diversamente. Le importazioni extracomunitarie hanno innescato 11 allerte sanitarie da contaminazione. Nelle partite ‘fuorilegge’ - continua il rappresentante di Coldiretti -  è stata riscontrata la presenza irregolare di residui antiparassitari, di aflatossine cancerogene o altre tossine oltre i limiti, infestazioni da insetti, livelli fuori norma di metalli pesanti o la presenza di Ogm proibiti in Italia e in Europa”.

 

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giovedì 20 aprile 2017

Fragole possibile arma in più contro il tumore al seno

Test su topi, estratto dei frutti blocca diffusione

ROMA - Le fragole potrebbero essere un'arma in più contro il tumore al seno. Per il momento sono stati fatti dei test sui topi, non è possibile applicare in maniera diretta i risultati all'uomo, ma gli esiti sono interessanti. Uno studio italiano, di ricercatori dell'Università Politecnica delle Marche, in collaborazione con altri dell'America Latina e spagnoli, pubblicato su Scientific Reports, ha infatti evidenziato che con un estratto di questi frutti si può bloccare la diffusione del tumore. I test sono stati svolti in vitro e in vivo, sulle cellule e sugli animali.

    "Abbiamo mostrato per la prima volta che l'estratto di fragole, ricco di composti fenolici, inibisce la proliferazione delle cellule del tumore al seno in modelli in vitro e in vivo", spiega Maurizio Battino, coautore dell'articolo. Per gli esperimenti in vitro è stata utilizzata una linea di cellule tumorali altamente aggressive e invasive, trattate con concentrazioni diverse (tra 0,5 e 5 mg/ml)di estratto della varietà Alba di fragola, per 24, 48 e 72 ore. Ne è emersa una diminuita vitalità cellulare (dipendente dal dosaggio e dall'ora), che ha bloccato il ciclo che porta alla divisione delle cellule e ne ha inibito la migrazione. È stata osservata anche una ridotta espressione di geni coinvolti nelle metastasi.

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mercoledì 19 aprile 2017

Latte, in vigore da oggi le nuove regole per le etichette

Martina, auspichiamo che sperimentazione diventi europea

Coldiretti, 2 buste su 3 già in regola con etichetta © ANSA/Ansa

ROMA - L'etichetta d'origine obbligatoria da oggi per latticini e formaggi "è un traguardo storico per il nostro Paese che ci consente di creare un nuovo rapporto tra produttori e consumatori. Siamo da sempre in prima linea nella costruzione di politiche di massima informazione e trasparenza nei confronti di chi acquista prodotti agroalimentari e questa scelta lo dimostra. Una sperimentazione che ora auspichiamo possa trasformarsi in uno standard europeo". E' quanto afferma in una nota il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina sottolineando che "i cittadini devono essere informati per poter scegliere consapevolmente cosa mettere a tavola. Questo vuol dire tutelare il Made in Italy, il lavoro dei nostri allevatori e fa crescere una vera e propria cultura del cibo. La nostra battaglia in Europa quindi non finisce qui. Andiamo avanti collaborando ancora con la Commissione per rafforzare sempre più gli strumenti a disposizione e affermare così un modello distintivo di qualità ed eccellenza". 

Le nuove regole per le etichette riguardano l'origine del latte e dei derivati e si applicano quindi al "latte vaccino, ovicaprino, bufalino e di altra origine animale". Le diciture utilizzate sulle confezioni "in modo chiaro, visibile e facilmente leggibile", spiega il ministero, saranno: "Paese di mungitura", "Paese di condizionamento o trasformazione" del latte, e, se si tratta di un prodotto totalmente italiano, "Origine del latte: Italia". A seconda dei casi, sarà anche indicato se il latte è stato munto, condizionato o trasformato in "Paesi Ue", oppure in "Paese non Ue". Da questi obblighi, ricorda infine il ministero delle Politiche agricole, "sono esclusi solo i prodotti Dop e Igp che hanno già disciplinari relativi all'origine e il latte fresco già tracciato".

 

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martedì 18 aprile 2017

«Vorrei dare gratis a tutti il mio test anti-cancro»

di Stefano Montefiori
L’oncologa Patrizia Paterlini-Bréchot ha sviluppato a partire dalle scoperte di un collega un test che trova le cellule cancerose nel sangue: costa 486 euro ma non è rimborsabile

«Uccidere il cancro», più che sconfiggerlo. È un titolo appassionato. Non c’è il distacco che potremmo supporre in una scienziata che da anni vive in laboratorio tra provette e centrifughe, la questione è — anche — personale. «Uccidere il cancro» (Mondadori) è il libro della grande oncologa italiana trapiantata in Francia Patrizia Paterlini-Bréchot, docente di biologia cellulare e molecolare all’Università Paris-Descartes. La incontriamo nel suo ufficio, vicino alla «fotocopiatrice», come lei chiama scherzando il macchinario messo a punto dalla sua équipe. Una specie di scatolone viola che permette di individuare le primissime cellule tumorali nel sangue, quando ancora non hanno formato una massa riscontrabile dalle radiografie o dalla risonanza magnetica, e quando dunque non ci sono ancora metastasi. Basta, basterebbe un normale prelievo del sangue per battere il cancro sul tempo. Nata a Reggio Emilia, Patrizia Paterlini si laurea a Modena. Segue i corsi dell’«Infallibile Maestro», come lei chiama nel libro il professor Mario Coppo, e un giorno in corsia incontra il suo «paziente zero». 

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venerdì 14 aprile 2017

Cibi contaminati più pericolosi: la top ten

Un'alimentazione corretta è la prima regola per restare sani. Non solo bisogna seguire una dieta equilibrata evitando grassi e zuccheri in eccesso, ma bisogna portare in tavola cibi di qualità. Dunque diffidate degli alimenti di cui non conoscete la provenienza, potrebbero nascondere brutte sorprese. In tal senso, la black list stilata da Coldiretti sulla base delle analisi dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) potrebbe essere di aiuto per evitare quei prodotti che sono altamente a rischio per la presenza di residui chimici, di micotossine, additivi e coloranti fuori legge

Nella black list stilata da Coldiretti il prezzemolo del Vietnam si trova al secondo posto con il 78% di irregolarità trovate a causa della presenza di sostanze come Chlorpyrifos, Profenofos, Hexaconazole, Phentoate, Flubendiamide. Tutti pesticidi 
Il basilico dell'India è al terzo posto tra gli alimenti più contaminati. Nel 60% dei casi controllati è stato rilevato il Carbendazim, fungicida vietato in Italia perché considerato cancerogeno
Molto pericoloso anche il melograno proveniente dall'Egitto: un prodotto su tre è contaminato da agenti chimici

Nella classifica dei cibi più contaminati le fragole provenienti dall'Egitto si trovano al quinto posto. Contaminato l'11% del prodotto
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mercoledì 12 aprile 2017

Dimagrire, sgonfiarsi e rafforzarsi con la dieta del pompelmo

Il pompelmo è utile per perdere peso e avere un effetto drenante

Dimagrire, sgonfiarsi e aumentare le difese immunitarie. Questi i tre motivi principali per fare la dieta del pompelmo. Frutto delle meraviglie, racchiude in sè numerose qualità. Vediamo quali.
Prima di tutto, contiene molta vitamina C e questo contribuisce a innalzare le difese immunitarie, utile soprattutto nei mesi freddi. Inoltre, è un ottimo drenante e quindi aiuta a combattere la cellulite e rafforza reni e fegato con la sua funzione diuretica e depurativa. E’ ottimo anche per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, grazie alla pectina in esso contenuta e ha benefici effetti antiossidanti grazie alla presenza di licopene, testimoniata dalle tonalità rosa e rosse.

Il pompelmo è indicato nelle diete, per il suo basso indice glicemico che aiuta a bruciare i grassi e permette di combattere e curare l’obesità. Infatti svolge un’azione fondamentale, agendo sui centri di sazietà: una volta terminato un pasto, il pompelmo permette di fermare il senso della fame e impedisce di continuare a cercare cibo o qualsiasi altro deleterio spuntino fuori orario. Insomma, più che una vera e propria perdita di peso, una dieta a base di pompelmo induce una netta riduzione della circonferenza vita. Il pompelmo agisce anche contro l’ipertensione e il diabete, grazie a due sottogruppi di flavonoidi, conosciuti con il nome di esperetina e naringenina, efficaci anche per prevenire la formazione di placche arterosclerotiche. E’ inoltre una sua caratteristica quella di regolare il transito intestinale, svolgendo anche un’azione farmacologica grazie alla fenilalanina, il principio attivo più importante, poiché agisce anche come un antibiotico naturale.
La dieta del pompelmo può essere effettuata in diversi modi, a seconda che l’obiettivo sia pedere peso o ottenere un’azione drenante. In ogni caso, è consigliabile valutare con il proprio medico l’intenzione di seguire una dieta a base di pompelmo.
Dieta drenante
Assumere, nell’arco della giornata, una spremuta a base di succo di 2/3 pompelmi diluiti in un litro e mezzo di acqua. Stimolerà la diuresi e aiuterà a sgonfiare, con effetti benefici anche sullo smaltimento della cellulite.

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Ecco cosa accade se tirate l’anulare con il pollice per alcuni secondi

Se siete degli amanti dello yoga, sicuramente conoscerete già alcuni esercizi di questa incredibile disciplina. Anche chi non lo ama particolarmente, dopo aver letto questo articolo, potrebbe cambiare idea. Lo yoga, riserva una parte completamente dedicata alle mani, nel mudra.

Le mani hanno un’enorme quantità di terminazioni nervose presenti nelle dita che se premute, in un certo modo, aiutano a connettersi i canali che permettono il flusso di energia nel corpo. Semplicemente piegando il pollice sull’anulare, come mostrato dall’immagine di copertina, possiamo ridurre il nostro colesterolo e i grassi perché accelera il nostro metabolismo!

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lunedì 10 aprile 2017

Sintomi e Rimedi per il Sistema Linfatico pigro e intasato


Il sistema linfatico è un sistema circolatorio vitale basato su una complessa rete di nodi, dotti e ghiandole come il timo, la milza e le tonsille. E’ un sistema pieno di liquido, necessario per
  • lavare e pulire le nostre cellule
  • eliminare gli scarti cellulari
  • trasportare il sistema immunitario dove c’è bisogno
  • drena le endotossine e i virus e cellule morte verso gli organi escretori affinché vengano espulsi dal corpo
  • provvede anche a tutte le tossine che vengono da fonti esterne (cibo sbagliato, farmaci e inquinamento ambientale)
Il sistema linfatico è importante anche per purificare il sangue, attraverso la più grande massa di tessuto linfatico presente nel corpo: la milza; essa è specializzata nel distruggere i globuli rossi logori e nella gestione del delicato equilibrio tra i globuli rossi e quelli bianchi. Il rinnovamento del sangue si gioca infatti tra la milza e il cuore.
Se fino a oggi l’attenzione della medicina era stata catturata dal sistema vascolare del sangue, oggi sempre più studi mostrano quanto sia importante un sistema linfatico sano per prevenire le malattie e soprattutto per guarire.

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venerdì 7 aprile 2017

Mega-analisi conferma, con aspirina meno rischi morte per tumore

Mega-analisi conferma, con aspirina meno rischi morte per tumore

 

Forte conferma dei benefici dell'uso regolare di basse dosi di aspirina per chi ha o ha avuto un tumore: l'assunzione di acido acetilsalicilico quotidiana diminuirebbe in generale i pericoli di morte per tumore dell'11% per gli uomini e del 7% per le donne.


    Yin Cao, del Massachusetts General Hospital e dell' Harvard Medical School, ha presentato i risultati della sua analisi alla conferenza dell'American Association for Cancer: lo studio si e' basato sull'analisi dei dati relativi alle 86.000 partecipanti al famoso 'Nurses Health Study' condotto tra 1980 e il 2012 e a quelli riguardanti 43.000 uomini di una ricerca collegata.

Durante i 32 anni esaminati, il rischio generale di morte per cancro e' risultato come detto del 7% in meno per le donne e dell'11% in meno per gli uomini che usavano la mini-aspirina.

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mercoledì 5 aprile 2017

Come scegliere la passata di pomodoro

Come dire di no a un classico piatto di pasta al sugo? Certo, fatto di pomodori freschi è tutta un'altra storia, ma scegliendo la passata di pomodoro giusta, non sarai deluso dal risultato. Ecco come scegliere il prodotto giusto e i risultati del nostro test fatto su 24 passate.

La passata di pomodoro è un prodotto che permette di preparare velocemente la classica pasta al sugo, indiscutibile piatto della nostra tradizione culinaria. Per alcuni è un sacrilegio non usare il pomodoro fresco, ma la passata, soprattutto se comprata con attenzione, può essere una valida alternativa.

Abbiamo portato in laboratorio 24 prodotti, per capire quale fosse la migliore.

Che cos'è 

La passata appartiene alla categoria delle conserve vegetali: si tratta cioè di un prodotto confezionato che ha subito un trattamento termico che permette che si mantenga nel tempo stabile a temperatura ambiente.

Come si produce?

Secondo quanto indicato dalla normativa vigente, la passata di pomodoro può essere prodotta solo direttamente da pomodoro fresco, sano e maturo che viene spremuto (con o senza separazione delle bucce e dei semi) e da cui viene poi eliminata parte dell’acqua naturalmente presente tramite evaporazione. La legge parla chiaro: per produrre la passata è vietato l'utilizzo di concentrato di pomodoro, diluito con acqua. Al di là del pomodoro, gli unici ingredienti che si possono utilizzare sono: sale, correttore di acidità (acido citrico) e piante aromatiche (estratti, spezie, erbe), ma sempre a discrezione del produttore. Nella maggior parte delle passate in commercio troverai indicato nella lista degli ingredienti presenti in etichetta: pomodoro, sale.


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domenica 2 aprile 2017

Kiwi: ecco perché dovremmo mangiarne uno al giorno

I benefici dei kiwi sono numerosi: questi piccoli frutti verdi apportano all'organismo vitamine C ed E, magnesio, potassio, serotonina, luteina e fibre

I benefici del kiwi sono molteplici. Questo delizioso frutto è infatti piccolo, ma ricco di vantaggi per la salute dell’uomo. Innanzitutto i kiwi sono una fonte eccezionale di vitamine C ed E. Due kiwi contengono in media il 230% della dose giornaliera raccomandata di vitamina C, ovvero quasi il doppio della quantità che si rinviene in un’arancia. La vitamina C è essenziale per l’organismo in quanto contribuisce a rafforzare il sistema immunitario, a sconfiggere lo stress, a rallentare il processo di invecchiamento, a guarire le ferite cutanee, ad assorbire il ferro ed a promuovere la salute delle ossa, dei vasi sanguigni e dei denti.

La vitamina E è, invece, una miniera di antiossidanti che aiutano a ridurre il colesterolo e ad aumentare le difese immunitarie. I kiwi contengono poi un ormone chiamato serotonina, collegato con le funzioni digestive e cardiovascolari, che favorisce l’apprendimento, aiuta la memoria, regola l’appetito, giova al mantenimento del corretto ritmo sonno-veglia ed è un alleato del buonumore. Tra gli altri benefici del kiwi si annovera la presenza di magnesio e potassio. Il frutto contiene 30 mg di magnesio, minerale essenziale per la funzionalità dei nervi e dei muscoli e per l’energia. 

Il kiwi è inoltre uno degli alimenti più ricchi di potassio; si tratta di un minerale che aiuta a gestire la pressione del sangue ed a diminuire il rischio di calcoli renali, osteoporosi ed ictus. Un ulteriore beneficio del kiwi riguarda la respirazione: un adulto medio compie più di 20mila respiri al giorno, un lavoro enorme per il sistema respiratorio. La ricerca indica che i kiwi possono aiutare ad alleggerire il carico sui polmoni, abbassando il rischio di dispnea e tosse notturna. E non è tutto. Questo piccolo frutto verde aiuta, infatti, a prevenire la cecità dovuta all’età.

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sabato 1 aprile 2017

Tapioca. 11 Benefici, Proprietà, Usi e Controindicazioni

La Tapioca è naturalmente priva di glutine e apporta numerosi benefici alla salute specialmente in presenza di intestino infiammato e colon irritabile, colite, sindrome metabolica, prevenendo anche osteoporosi ed Alzheimer. Può essere aggiunta a tutti i nostri piatti dato che ha la capacità di rendere molto più digeribili gli alimenti che accompagna.

La Tapioca, il cui nome scientifico è Manihot esculenta è conosciuta anche come cassava, manioca o yuca. La Tapioca si ricava dal tubero della pianta di Manihot esculentan (in breve chiamata Manioca) e assomigliano a grandi patate che possono arrivare a pesare diversi chili.
La Manioca è un arbusto antichissimo, resistente e può raggiungere allo stato selvatico un’altezza di 4-5 metri. E’ una pianta perenne, solitamente coltivata in climi tropicali, di origine sudamericana (nord-est del Brasile) ed oggi viene coltivata anche in vaste zone dell’Africa, dell’Asia e nelle aree meridionali degli Stati Uniti.

Rispetto a molte altre colture, la manioca richiede una bassa quantità di energia per la sua coltivazione e produce una quantità elevata di parte commestibile per pianta, rendendola così una delle coltivazioni più sostenibili e preziose del pianeta.

Il tubero della Tapioca ha una scorza dura ma all’interno racchiude una polpa bianca molto preziosa da cui viene ricavata la farina (fecola) o le perle da usare in cucina per la preparazione di diversi piatti. Viene effettuato un processo di essiccazione e impastamento a più livelli fino ad ottenere una farina grezza composta da granelli di forma irregolare simili a delle piccole perle bianche che è la Tapioca.

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venerdì 31 marzo 2017

Dormire nudi fa davvero bene, lo sapete? Ecco 9 benefici (seri), che vi convinceranno ad andare a letto senza nulla

Non solo ci si sente più liberi, dormire nudi fa anche dimagrire!

 

lunedì 27 marzo 2017

Dimagrire con il peperoncino

 
Per ottenere un girovita snello occorre sicuramente avere una vita attiva, praticare esercizio fisico, seguire una dieta bilanciata e quant'altro. Tuttavia, se si vogliono un po' accelerare i tempi o se si deve dedicare un'attenzione specifica per quanto riguarda questa parte del corpo, allora è possibile consumare 5 alimenti che aiutano a levigare il girovita. Nello specifico questi alimenti accelerano il metabolismo, permettendo dunque al nostro corpo di bruciare più in fretta i grassi. Ad esempio, il peperoncino accelera il metabolismo del 25%. Nello specifico il cibo molto speziato consente agli individui di attivare una sudorazione più copiosa. Ad avviare ciò è la capsaicina, un amminoacido che caratterizza l'essere piccante di alcune pietanze.

(...) e con avena, mela, broccoli e...calcio

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venerdì 24 marzo 2017

Smettere di comprare lo zenzero. Ecco come far crescere una scorta infinita di zenzero a casa.

Lo zenzero non solo è una spezia  gustosa, ma è anche ricco di benefici per la salute.
Per esempio lo zenzero può essere usato per calmare la nausea. É uno dei migliori rimedi naturali per cose come il mal di mare o la nausea legata alla gravidanza. Si ritiene che possa essere altrettanto efficace quanto i farmaci.

Lo zenzero ha anche grandi proprietà anti-infiammatorie. Può anche contribuire a ridurre il dolore e la rigidità da condizioni come osteoartrite, è anche dimostrato che può ridurre il dolore durante i cicli mestruali delle donne tanto quanto l’ibuprofene.


Più comunemente, lo zenzero è usato per curare problemi di stomaco, è perfetto per le persone che soffrono di indigestione.

Con così tanti benefici per la salute, lo zenzero è una spezia eccellente che sicuramente si desidera consumare ogni giorno. Per fortuna, ci sono infiniti modi per assumerlo. Inoltre, la buona notizia è che si può facilmente coltivare a casa.

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giovedì 23 marzo 2017

Alimenti giusti per erezioni più dure

Non avevi mai pensato che una corretta alimentazione potesse portarti delle erezioni decisamente più dure? Adesso scoprirai quali sono questi alimenti che possono aiutarti anche nell’ambito sessuale.

Generalmente si sa che ciò che si mangia influisce molto sulla vita di ognuno di noi, per la salute, per l’umore, per quanto riguarda l’energia e molte altre cose. Anche per quanto concerne le erezioni questo è importante ed è giusto che tu sappia esattamente cosa mangiare per rendere migliori le tue prestazioni sessuali.

Prima di tutto ti consiglio il caffè. Di certo non dovrai esagerare ma si può dire che la caffeina contenuta in una tazza accelera il metabolismo e, conseguentemente aumenta anche il pompaggio del sangue che andrà ad irrorare il pene. Inoltre potrà darti l’energia per durare tutta la notte.

Anche le ostriche fanno parte degli alimenti giusti che potranno cambiare la tua vita sessuale indurendo le erezioni. Si tratta di un cibo afrodisiaco ricco di zinco e di vitamina B6. Entrambe queste sostanze sono fondamentali per la produzione di testosterone. In caso non ti piacesse l’idea di mangiare un mollusco, lo stesso effetto lo fanno le noci.

Anche i peperoncini sono alimenti utili per le erezioni. Hai presente quelle vampate di calore che ti vengono in viso quando mangi piccante? Bene… sono un ottimo segno! Tutti i vasi sanguigni inizieranno ad espandersi  grazie all’effetto dei peperoncini. Questo significa assolutamente… migliori erezioni grazie uno degli alimenti più piccanti.

Altri cibi interessanti? Le banane. Esse contengono il potassio, che è una sostanza molto utile per contribuire al corretto funzionamento di cuore e circolazione. Assimilare abbastanza potassio aiuta a mantenere i livelli di sodio sotto controllo, riducendo anche il rischio di problemi cardiaci. Perciò, se sei una persona a cui piace esagerare con il sale ma non ama le banane, il consiglio è di munirsi di una integratore contenente potassio, oppure di mangiare alimenti come le arance o le patate fatte al cartoccio (questa sostanza è contenuta nella buccia).

Potresti aiutare le tue erezioni anche mangiando salmone. Gli acidi grassi, contenuti in esso, miglioreranno il flusso di sangue… anche nel pene. Anche lo sgombro, la trota ed il tonno fresco possono aiutarti. Il consiglio è di mangiare questi alimenti due volte alla settimana.

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Problemi di erezione? Vino rosso & frutti di bosco, ricetta del vigore sessuale

 

 


martedì 21 marzo 2017

Prugne Umeboshi. 10 Benefici, Proprietà e come usarle


Le Prugne Umeboshi sono un potente rimedio medicinale naturale usato da più di 3000 anni in oriente dove vengono usate sia nella preparazione di alcune pietanze sia come una medicina da usare per trattare diversi disturbi di salute.
I giapponesi, che sono una delle popolazioni più sane e longeve del pianeta, hanno tradizionalmente considerato le Prugne Umeboshi per migliaia di anni un saporito condimento ed al contempo un aiuto naturale per la disintossicazione ed il rafforzamento dell’organismo.

La storia delle Prugne Umeboshi

Conosciute da secoli in Asia, la traduzione giapponese letterale è “prugne secche” anche se botanicamente appartengono più propriamente ad una particolare famiglia di albicocche che cresce in Cina e Giappone anche allo stato selvaggio.
Le Prugne Umeboshi che troviamo già pronte nei negozi vengono prodotte attraverso un lento processo di fermentazione (varia da sei mesi a qualche anno) del frutto dell’albero di Prunus Mume, con l’aggiunta di foglie di Shiso (lamio bianco o rosso) e sale marino. Le foglie di Shiso hanno a loro volta moltissime proprietà, sono ricche di calcio e vengono impiegate in diversi preparati medicinali, e danno alle umeboshi quel caratteristico colore rossiccio. Persino nel modernissimo Giappone di oggi molte famiglie continuano a prepararle in casa

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giovedì 16 marzo 2017

FAI RISPLENDERE LA PELLE CON I CIBI GIUSTI


Se, da una parte, fattori esterni come sole, stress e inquinamento atmosferico possono avere effetti pesanti sulla pelle, dall’altra mangiare cibi ricchi di particolari vitamine, minerali e antiossidanti può favorire un incarnato sano e radioso. Segui i nostri consigli per una pelle radiosa, occhi più luminosi e per una “te” più felice.

Di’ addio ai cibi grassi

In generale, i cibi che tendono a farci ingrassare favoriscono anche l’insorgere di rughe e macchie. Dove possibile evita grassi, zuccheri, cibi confezionati, farina bianca e bevande gassate. In questo modo non solo migliorerai l’incarnato, ma entrerai anche meglio in quei jeans che tanto ti piacciono.

(...)

Mangia frutta e verdura di tutti i colori

Una dieta varia e sana è il segreto per una pelle luminosa ma anche, come ci ricorda il dottor Stefano Magno, per il benessere quotidiano: è risaputo infatti che frutta e verdura fresche sono ricche di antiossidanti e nutrienti amici della pelle. I mirtilli, ad esempio, sono ricchi di antiossidanti che contrastano gli effetti dei radicali liberi; cavoli e verdure a foglia verde contengono vitamina K, che protegge l’elasticità della pelle; i pomodori contengono licopene, un antiossidante che riduce la ruvidità cutanea, mentre i peperoni sono ricchi di vitamina C, fondamentale per la produzione di collagene. E l’elenco continua... Il modo migliore per esser sicure di ottenere tutti i benefici è quello di seguire una dieta ricca di frutta e verdura di colori diversi.

(...)

Passa all’avena

Evita i carboidrati raffinati come la pasta, il pane bianco e il riso perché possono provocare picchi glicemici associati a rughe e acne. Scegli invece carboidrati complessi come l’avena, il riso integrale e l’orzo, con un indice glicemico basso.

(...)

Aggiungi semi e frutta secca

Mandorle e semi di girasole sono ricchi di vitamina E, che aiuta a proteggere la pelle dai raggi solari; le noci (4 al giorno sono un toccasana!) hanno un elevato contenuto di magnesio, che favorisce la circolazione e il flusso sanguigno nella pelle; i semi di zucca, invece, sono una buona fonte di zinco, che favorisce la produzione di collagene e il rinnovo cutaneo. Prova ad aggiungerne una manciata alla colazione o nelle insalate.

Metti in tavola il salmone

I cibi ricchi di Omega-3 come il pesce contribuiscono a ridurre le infiammazioni, che possono manifestarsi come rossori o irritazioni quali ad esempio eczemi o psoriasi. Il corpo non produce Omega-3, per questo occorre integrarlo attraverso la dieta con pesce azzurro e olio di semi di lino.

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giovedì 9 marzo 2017

Un caffè contro la demenza? Caffeina aziona enzima difensivo

Ha azione potentissima, selezionata tra migliaia molecole

Il caffè un potenziale alleato contro la demenza? E' possibile visto che la caffeina è risultata capace di potenziare l'attività di un enzima protettivo per il cervello, chiamato 'NMNAT2' e solo di recente scoperto come un'arma molecolare importante contro la formazione di aggregati tossici nelle cellule nervose.
    Lo rivela una ricerca condotta presso e l'Indiana University e pubblicata sulla rivista Scientific Reports.
    Solo di recente in un lavoro pubblicato sulla rivista Plos Biology sono stati scoperti gli effetti protettivi di NMNAT2 contro l'Alzheimer. Inoltre un altro studio pubblicato sulla rivista The Journals of Gerontology, Series A: Biological Sciences and Medical Sciences, dimostrava che consumare abitualmente caffè o altre bevande contenenti caffeina protegge dalla demenza.

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martedì 7 marzo 2017

Legumi, possono aiutare a perdere peso?


L’importanza dei legumi nella nostra alimentazione è ormai nota da tempo, ma uno studio ha dimostrato e confermato come possano aiutare anche a mantenere sotto controllo il peso. La rivista scientifica American Journal of Clinical Nutrition ha pubblicato i risultati di uno studio che ha evidenziato come una porzione al giorno di lenticchie, fagioli, ceci o piselli secchi contribuisca ad un’alimentazione sana ed al dimagrimento.

La metanalisi (una tecnica clinico-statistica) ha raccolto le sperimentazioni cliniche che, con una durata di almeno 3 settimane, paragonavano le diete con legumi con quelle senza. Nel totale sono stati selezionati 21 studi per un totale di 940 individui, considerando gli effetti del consumo su: peso, circonferenza addominale e grasso corporeo.

Dall’osservazione dei risultati è emersa una riduzione del peso di 0,34 kg per gli individui che seguivano una dieta contente legumi (considerando un apporto di 132 g al giorno di legumi). La perdita di peso si è verificata sia nelle diete con finalità di dimagrimento che in quelle di mantenimento.

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domenica 5 marzo 2017

Psoriasi e depressione, se combinate possono dare luogo all’artrite

Una ricerca canadese ha dimostrato che le due patologie insieme aumentano i rischi di complicazioni del 37%: ecco i risultati dell'indagine

La psoriasi, che colpisce in Italia circa 1,5 milioni di persone, non è solo una malattia della pelle. Oltre a causare disturbi fisici, incide anche sulla psiche poiché spesso dà origine a situazioni d’imbarazzo e stress che vanno a influenzare quotidianità del paziente, a volte causando veri e propri stati depressivi, tanto che un individuo affetto da psoriasi su due ammette di aver conosciuto la depressione.

Il legame tra psoriasi e depressione è stato oggetto di studio dell’Istituto McCaig per la salute delle ossa e delle articolazioni dell’Università di Calgary ad Alberta, in Canada, che ha mostrato come queste due patologie combinate insieme possono provocare l’artrite. Tale combinazione aumenta del 37% il rischio di contrarre l’artrite psoriasica, malattia infiammatoria reumatica cronica, che interessa il 10% dei pazienti con psoriasi.

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venerdì 3 marzo 2017

I pericoli nascosti di sushi & Co.

Diventato più che una moda oggi alla portata di tutti, il pesce crudo può nascondere qualche insidia. Ecco come difendersi.

 

Oggi mangiare sushi anche da noi non è più un problema. Anzi, i ristoranti giapponesi spuntano qua e là, e non soltanto nelle grandi città. È possibile reperire sushi e altri prodotti tipici giapponesi al supermercato o nei grandi store di cibi surgelati.

Così, gli amanti del pesce crudo possono assaporare cenette orientali anche a casa e, perché no, invitare gli amici per un sushi-party, evento che oggi va per la maggiore.
Qualcuno, però, potrebbe storcere il naso all’idea di mangiare pesce crudo. Forse anche perché, a parte i gusti personali e il valore dietetico e nutrizionale di tali cibi, qualche rischio effettivamente c’è. E non sempre si vede.

Si presenta così

Per essere precisi, alla moda e ben informati, cominciamo con alcune necessarie definizioni.
Il sushi è una preparazione a base di riso (riso orientale che resiste a lunghi tempi di cottura) bollito e condito con una specie di aceto, che anticamente serviva a conservare meglio il pesce.
Da qui, l'abbinamento più comune, il nigiri sushi, costituito da listarelle sottili di pesce (tonno, salmone, cernia, calamaro) poste sul riso e servite accompagnate da wasabi (salsa densa e piccante ottenuta dalle radici di rafano), fettine di zenzero in salamoia e salsa di soia.
Il sashimi è invece il pesce crudo, servito a listarelle o fettine sottili. Un vero invito per il palato dei più golosi e curiosi, anche per l’insieme di colori accesi e le presentazioni veramente perfette e variegate che caratterizzano l’abilità dei cuochi giapponesi nel soddisfare la vista, oltre al palato.

Pesce fresco? No grazie

Anzitutto è bene precisare che sushi e sashimi non vanno preparati con pesce fresco, appena pescato o che arriva dalla pescheria più vicina.
Infatti la normativa italiana, che si riferisce alle norme europee (Regolamento europeo 853/2004), prevede che i pesci consumati crudi debbano essere lasciati nel congelatore a -20 °C per almeno 24 ore. Il congelamento, così come il calore della cottura, uccide i parassiti.
Ma succede sempre così? Purtroppo no.

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Servizio delle iene 
 

martedì 28 febbraio 2017

Peperoni con pesticidi dall'Egitto: valori 50 volte sopra la norma

GENOVA -  Un carico di peperoni giunto nelle scorse settimane nel porto di Genova ha fatto registrare la presenza di 13 tipologie diverse di pesticidi e, per tre di questi, valori 50 volte superiori a quelli consentiti dalle norme sulla salute. Il carico arrivava dall’Egitto. Le analisi sono state condotte dal laboratorio Arpal della Spezia, specializzato nella ricerca dei pesticidi.

Nel dettaglio, le molecole fuorilegge sono state Clorpirifos, Propiconazolo e Clorfenapir, rispettivamente insetticida, fungicida e biocida, in questo caso utilizzati impropriamente durante la coltivazione.  “Non era mai capitato un campione con la presenza di così tante sostanze tutte insieme - racconta Nicola Dell’Amico, dirigente chimico del laboratorio spezzino responsabile delle analisi - e anche l’entità dei superamenti è particolarmente significativa”.

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Lo dicono le analisi: Don, Glifosate e Cadmio presenti negli spaghetti


Ormai lo dicono le analisi, quelle vere che non mettono le stellette, come fa Altroconsumo, ma attribuiscono dei numeri reali ai contaminanti più pericolosi presenti quotidianamente sulle nostre tavole. In tutte le marche sono presenti Don, Glifosate e Cadmio entro i limiti di legge per gli adulti. Almeno due marche di spaghetti superano i limiti di Don per la tutela della salute dei bambini. Confermata attività di miscelazione tra grani esteri e nazionali. Solo il piombo è risultato assente dalle analisi. Dubbi sul marchio di Puglia: garantisce per davvero il 100% dell’ origine del grano?


Se le marche più blasonate e diffuse nel Paese contengono tracce di questi contaminanti, sia pur entro i limiti di legge, vuol dire che ogni italiano ne assume piccole dosi giornaliere attraverso pasta e altri derivati del grano. E non c’è affatto da stare tranquilli specie se si considera l’effetto combinato che queste sostanze potrebbero provocare insieme, anche a bassi dosaggi. Cosa prevede il principio di precauzione? Ci sono prove che l'effetto sinergico di più contaminanti a basse dosi non faccia danni alla salute?

Dal Test GranoSalus, almeno due marche, Divella e La Molisana, superano i limiti che la legge impone per i bambini sul DON. Ma la coopresenza di Don, Glifosate e Cadmio negli spaghetti Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia, rivela un’attività di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali vietata dai regolamenti comunitari.

I grani duri del Sud non dovrebbero presentare queste sostanze pericolose! Il condizionale è d’obbligo, perché se un marchio come Granoro 100% Puglia presenta tracce di questi contaminanti, beh, c’è qualcosa che non funziona nel disciplinare della Regione Puglia che ha concesso in licenza d’uso il marchio alla ditta Granoro e negli stessi controlli della Regione.

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Cina, invasione di pomodoro in Italia (+43%) è allarme sicurezza

Concentrato di pomodoro: nel 2016 dalla Cina ne sono arrivati in Italia circa 100 milioni di Kg
Nel 2016 dalla Cina sono arrivate in Italia circa 100 milioni di chili di concentrato, con un aumento del 43%, pari a circa il 20% della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente. E’ l’allarme lanciato in occasione della divulgazione dei dati Istat relativi al commercio estero da Paesi extracomunitari a gennaio 2017 che fa registrare un balzo record del 22,3% delle importazioni, superiore a quello delle esportazioni pari al 19,7%. Tali dati, combinati con la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza fanno aumentare esponenzialmente il rischio che il concentrato di pomodoro cinese venga spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali ed esteri a grave pregiudizio della salute dei consumatori.

Negli ultimi anni si sta assistendo ad un crescendo di navi che dalla Cina sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Un commercio che va reso trasparente con l’obbligo ad indicare in etichetta l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro, ma non per il concentrato o per i sughi pronti. A rischio c’è uno dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo a causa della concorrenza sleale del prodotto importato, ma anche la sicurezza alimentare.

La Cina ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo una recente elaborazione sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti relativa al 2015. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa, ben 386 (15%)  hanno riguardato il gigante asiatico.

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venerdì 24 febbraio 2017

I vaccini fanno davvero bene?

Considerati la scoperta del millennio, ora sempre più persone ne hanno paura

Nella grafica: i pallini verdi rappresentano le persone vaccinate, i bianchi i non vaccinati i rossi i contagiati. Nel caso a sinistra, il contesto è fatto di persone vaccinate e l’epidemia resta isolata, nel caso a destra, alcuni non vaccinati diventano contagiosi e l’epidemia si espande a macchia d’olio
I vaccini sono una delle più importanti scoperte del millennio. Hanno salvato milioni di vite e il loro impatto sulla salute pubblica è secondo solo all’accesso all’acqua potabile. Negli ultimi anni sono più efficaci, accessibili e gratuiti. Nonostante questo la copertura dei vaccini in Italia, e nel mondo occidentale, è in calo. Sono nate preoccupazioni profonde e in molti associano le vaccinazioni a effetti negativi, tra cui l’autismo, e la scienza non riesce a tradurre in fiducia le prove a suo favore. I rischi di non vaccinarsi, però, sono alti e colpiscono tutti. 

Prevenire è meglio che curare  
Diffusi già da inizio Novecento, hanno eliminato o ridotto al minimo malattie come la difterite, la pertosse, il morbillo, il tetano, la meningite B. Grazie ai vaccini, il vaiolo è stata la prima malattia totalmente debellata sulla Terra
La ricerca medica li ha ulteriormente migliorati negli ultimi decenni: le iniezioni sono più sicure, ogni anno vengono sperimentate nuove cure per nuove malattie, e sono maggiormente diffusi nei Paesi in via di sviluppo.

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venerdì 17 febbraio 2017

Conoscere il proprio stato di salute attraverso la lingua

Fa da cartina di tornasole del nostro benessere e i medici da sempre sanno leggere molti sintomi di salute o malattia dalla semplice osservazione di questa parte del corpo. Da qui la famosa richiesta: fuori la lingua. Anche oggi, nel tempo della diagnostica strumentale, l’esame attento della lingua rappresenta senz’altro un buon chek-up generale. Ne parliamo con il prof. Marcello Monti, responsabile di Dermatologia all’Istituto Clinico Humanitas e docente di Dermatologia all’Università di Milano.

La lingua – Un valido aiuto nella diagnosi

“La lingua – spiega il prof. Monti – è composta da muscoli rivestiti da mucosa, dove risiedono le papille gustative e dove sono presenti i villi, che assomigliano a un tappeto erboso. Si tratta di un organo molto vascolarizzato e riccamente innervato. E, soprattutto, facile da esplorare.
Dalla semplice richiesta di poter osservare la lingua del paziente il medico può trarre una serie d’informazioni utili a inquadrare salute o malattia ancor prima di eseguire complicati e costosi accertamenti diagnostici. Ovviamente gli accertamenti andranno fatti, ma se il medico capisce, per così dire, il linguaggio della lingua, gli accertamenti saranno più mirati, diretti ed efficaci.
Bisogna purtroppo ammettere che l’osservazione della lingua è una pratica medica in cammino verso il dimenticatoio e questo francamente è un peccato.
La lingua che esprime buona salute deve essere di colore roseo ai bordi e più chiara al centro, deve essere umida e i suoi margini devono essere lisci. Deve inoltre potersi estroflettere e sollevare sul palato senza impacci”.

Quando la lingua è il segnale che c’è qualcosa che non va

Ecco elencati alcuni sintomi e il loro significato clinico che si deducono dall’osservazione della lingua.
Sono le condizioni che dovrebbero attrarre l’attenzione del medico.
Lingua secca = disidratazione, problemi renali, diabete
Lingua pallida = stato di anemia
Lingua bianca = malattia infettiva in atto, gastrite, ulcera gastrica
Lingua marrone/nero = sviluppo batterico sulla lingua, gastrite, fumo
Lingua liscia che ha perso i villi = stato di deperimento, malattia tumorale, malattia del fegato
Lingua ingrossata = malattia che deposita proteine (amiloidosi)
Lingua con le impronte dei denti = stato di tensione psichica, ansia
Lingua a fragola = scarlattina
Lingua a carta geografica = stato allergico di tipo Atopia
Lingua urente (che brucia) = stato di depressione psichica
Lingua erosa = Lichen orale
Lingua con chiazze bianche (leucoplachia) = stato pretumorale della lingua
Lingua con punti rossi a tipo angiomi = malattia angiomatosa che interessa fegato/polmoni
Lingua con la faccia inferiore gialla = inizio di malattia itterica del fegato
Lingua plicata (con pieghe) = stato allergico di tipo Atopia
Lingua bucata = esiti di piercing che non si possono riparare
Lingua gonfia = orticaria in atto
Lingua con puntini bianchi = mughetto, stato di immunodepressione
Lingua che devia quando viene protrusa = danno neurologico, ictus.

A cura di Elena Villa

Fonte