martedì 2 novembre 2021

Il portuale No Green pass ricoverato per Covid-19: «Sono in terapia intensiva, ho avuto paura»

Cristian è uno dei fondatori del Clpt ed era in prima linea durante gli scioperi. Ora è in ospedale. Ma non si è vaccinato

Cristian, 52 anni, è un portuale di Trieste. Ha partecipato alle proteste No Green pass di questi giorni in città, che hanno causato un aumento dei contagi. E ora è ricoverato in terapia intensiva. Cristian è uno dei fondatori del Clpt e durante gli scioperi di queste settimane era in prima linea con gli altri. «Ho il Covid… ho la polmonite, in questi giorni mi sentivo affaticato e ho cominciato a fare fatica», racconta oggi a Il Piccolo. «Ho avuto paura ma adesso mi sento tranquillo perché qui ci sono medici e infermieri. Adesso respiro meglio e mi sto rendendo conto della pericolosità della malattia». Cristian ha avuto la febbre a 38,5 gradi e attualmente riceve ossigeno attraverso il casco. «Non ho mai negato che Covid-19 potesse essere pericoloso, ma adesso che sono in ospedale ho aperto di più gli occhi. Vedo però i pazienti che sono qui e stanno male. Sto dicendo ai miei colleghi di non sottovalutare, però io sono contro la situazione che si è creata. Per me il Green pass è una porcheria del governo». E quando gli chiedono se è vaccinato risponde di no: «È stata una mia libera scelta, ma magari un domani lo farò.

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Covid, contagiata coppia di carabinieri No Vax, marito muore

Ufficiale di Milano deceduto a 59 anni, moglie e figlia non gravi

Sono stati contagiati dal covid tutti e tre, marito, moglie e figlia di 9 anni, e l'uomo, luogotenente dei carabinieri in forza al Nucleo sicurezza di Milano, è morto a soli 59 anni dopo una settimana passata in ospedale.

Aveva rifiutato di farsi il vaccino come la moglie, anche lei carabiniere, medico del Comando interregionale Pastrengo, che ha contratto il virus in forma più lieve come la figlia.

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“ERRORE AIFA SU VACCINO MODERNA AGLI ANZIANI”/ Report: dosaggio intero, anziché metà

Report scopre errore Aifa su vaccino Moderna somministrato per due settimane a migliaia di anziani: dosaggio intero, non metà. Il Ministero della Salute si difende…

Dopo il via libera alla terza dose a fragili e anziani, è stata somministrata per due settimane una dose sbagliata di Moderna. Nello specifico, un dosaggio intero, invece della metà. Lo ha scoperto Report, che stasera spiega il cortocircuito avvenuto tra Aifa e Ministero della Salute. Per non farsi trovare impreparato da una nuova ondata, l’Italia ha anticipato anche le indicazioni dell’Ema. Il 9 settembre l’Aifa ha dato parere favorevole alla terza dose, indicando l’uso di un vaccino a mRna a dosaggio intero. Ma per gli anziani serve un dosaggio minore perché serve solo un rinforzo per ripristinare la protezione calata nel tempo. Per questo nel caso di Moderna può avere un dosaggio minore, come suggerito dalla stessa azienda americana. Trattandosi di un vaccino molto reattivo, così si hanno meno eventi avversi. Dunque, Aifa non ha tenuto conto – come riportato dal Fatto Quotidiano, citando le anticipazioni di Report – del fatto che il 3 settembre, sei giorni prima, Moderna aveva presentato alla Food and Drug Administration e all’Ema la richiesta per il “booster” dimezzato.

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lunedì 1 novembre 2021

Coronavirus, oggi in Italia 2.818 casi e 20 morti per Covid. Governo aperto a proroga stato di emergenza, ultime notizie e bollettino.

Le ultime notizie in tempo reale sul Covid in Italia e nel mondo, gli aggiornamenti di oggi, lunedì 1 novembre 2021 su vaccini e Green pass. Ieri in Italia 4.526 nuovi casi e 26 morti: il tasso di positività è dell'1,3%. Speranza: "Se sarà necessario, proroga stato di emergenza". Sileri: "A Natale saremo liberi dalle restrizioni grazie al Green pass e priorità terza dose agli insegnanti". Il Consiglio di Stato conferma l'obbligo di certificazione verde per i docenti. Protesta choc a Novara coi no-pass vestiti da prigionieri lager. Nel nostro Paese immunizzato quasi l'83% della popolazione over 12.

Nel mondo 246.713.681 contagi, superati i 5 milioni di morti. Usa, Fauci: "Nessun effetto a lungo termine". Slitta la decisione Usa per uso del vaccino Moderna sugli adolescenti. L'Australia riapre i confini dopo 600 giorni, da oggi riapre anche Israele per vaccinati e guariti.


Grecia, 5.449 nuovi casi, record da inizio pandemia 



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Lo "studio fantasma" dell'Istituto superiore di sanità sugli anticorpi

#Report questa sera alle 21.20 su #Rai3
Il 24 dicembre 2020, alla vigilia di Natale, l’Istituto superiore di sanità aveva annunciato un importante studio per monitorare il valore degli anticorpi nei vaccinati italiani. 

Doveva essere un passo fondamentale per capire quanto a lungo ci proteggono i vaccini, e quindi decidere sull’eventuale terza dose e sulla durata del green pass. Ma, come ha scoperto Report, di quella ricerca si sono perse le tracce: a distanza di quasi un anno i risultati ancora non ci sono.

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Covid, nel mondo superata la soglia di 5 milioni di morti

Covid, nel mondo superata la soglia di 5 milioni di morti: l'ateneo arriva a dare la cifra esatta di 5.000.425 ma il dato è palesemente sottostimato

In tema di mortalità effettiva del covid è arrivato il dato: nel mondo è stata superata la soglia di 5 milioni di morti, lo dicono i dato dell’ateneo Usa Johns Hopkins University. In meno di due anni da quanto la pandemia ha attecchito sul pianeta, i decessi legati in maniera inequivocabile alle infezioni scatenate dal Covid-19 nel mondo hanno raggiunto la quota dei cinque milioni.

Superata la soglia di 5 milioni di morti covid, la Johns Hopkins dà anche le centinaia

Il conteggio Johns Hopkins University, un conteggio che riporta la cifra lugubremente esatta di 5.000.425., in realtà arriva a conferma e non come una novità. Conferma di cosa? Di un precedente conteggio diffuso lo scorso 2 ottobre, esattamente un mese fa, dall’agenzia Reuters. Quindi delle due l’una: tenendo conto dell’andamento globale di una pandemia che fa in tutto il mondo migliaia di morti al giorno, o il conteggio di Reuters era approssimato per eccesso o quello dell’ateneo statunitense è approssimato per difetto.

Più di 5 milioni di morti covid al mondo e i sintomi del virus sono la terza causa di decesso assoluta

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Green Pass, stop a cortei a Trieste

Fonte immagine

 

Covid: a Trieste aumento esponenziale, dati come autunno 2020

domenica 31 ottobre 2021

Portano la figlia in ospedale ma sono entrambi positivi al Covid: ricoverata tutta la famiglia

E' successo a Ciriè, nel Torinese: la scoperta quando si è dovuto decidere chi potesse accompagnare la piccola, unica negativa al test

Si sono presentati al pronto soccorso di Ciriè perché la figlioletta non stava bene. I medici che l’hanno visitata hanno stabilito che fosse necessario il ricovero che, per una minorenne, prevede che la paziente sia accompagnata da un adulto. Così l’ospedale che ha scoperto che entrambi i genitori della ragazzina erano in realtà positivi al Covid e l’intera famiglia è finita ricoverata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale Regina Margherita.

La bambina si è presentata in pronto soccorso il 18 ottobre insieme al padre. Quando i medici hanno stabilito che per la bambina era necessario un ricovero hanno sottoposto il padre al tampone e hanno scoperto poco dopo che l’uomo, asintomatico, era positivo al Covid. A quel punto il padre non era più idoneo ad accompagnare la figlia nel reparto: per questo il padre ha chiamato la madre della piccola che si trovava a casa perché si sottoponesse a sua volta all’esame del tampone. Anche la donna, però, è risultata positiva, in assenza di sintomi.

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Covid, oggi in Italia 4.526 contagi e 26 morti, Speranza: “Se curva cresce pronti a prorogare lo stato d’emergenza”, ultime notizie e bollettino

Le ultime notizie sul Covid in Italia e nel mondo, gli aggiornamenti su contagi e green pass di oggi , domenica 31 ottobre 2021. Il bollettino di oggi registra 4.526 nuovi contagi e 26 morti. Speranza: "Se curva cresce pronti a prorogare lo stato d'emergenza". Iss: "Preoccupa il contagio tra gli under 12 che non possono essere ancora vaccinati". Lopalco: "Circolazione del virus aumenta, vaccinatevi e non credete a cure miracolose". Governo pensa a zona gialla e tamponi quotidiani solo per i No Vax. La campagna vaccini fa registrare 44,7 milioni di vaccinati completi. Cartabellotta (Gimbe): 12 milioni di terze dosi in frigo, regioni un po’ a rilento. A Trieste si valuta stop assembramenti dopo boom di contagi. Le proteste dei no green pass proseguo: ieri corteo a Milano, Pisa e Novara.

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Covid, i giovanissimi trainano la ripresa dei contagi: un caso su 4 tra gli under 20, massima incidenza sotto i 12 anni



Lo studio sulla variante Delta: "In famiglia si possono contagiare anche i vaccinati"

La percentuale è minore (25% contro 38%) ma comunque significativa.

Anche se siete vaccinati avete una possibilità su quattro di contrarre la variante Delta del Covid da un familiare infetto. E la protezione sembra calare tre mesi dopo l'inoculazione. Ma va comunque meglio rispetto a chi non ha il vaccino, le cui possibilità di contagi in famiglia passano dal 25% al 38%. Lo dice uno studio condotto dagli scienziati dell'Imperial College e pubblicato sulla rivista  medica   Lancet.

Variante Delta, anche col vaccino 25% di possibilità di contagi in famiglia

Lo studio mostra come chi ha ricevuto la doppia dose abbia una percentuale inferiore - ma comunque significativa - di possibilità di contagiarsi. Per redigerlo, gli scienziati inglesi hanno potuto contare su 621 volontari, tutti asintomatici o con sintomi lievi, tenuti sotto osservazione da settembre 2020 per dodici mesi. Sono stati sottoposti a tampone quotidiano, anche se asintomatici, per  14-20 giorni in modo da stimare le variazioni nella carica virale.

Sono stati identificati 205 contatti familiari di casi indice con variante Delta, di cui 53 sono risultati positivi.  Del totale 126 (62%) avevano completato il ciclo vaccinale, 39 (19%) avevano ricevuto una sola dose di vaccino e 40 (19%) nessuna. Tra i contatti familiari che avevano ricevuto due dosi, il 25% (31 su 126) è stato infettato dalla variante Delta rispetto al 38% (15 su 40) dei contatti familiari non vaccinati.

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Curcuma e miele come antibiotico naturale

Consumare curcuma e miele aiuta l'organismo a ritrovare il benessere in modo del tutto naturale. Scopriamo tutto su questo antibiotico naturale.

La combinazione di curcuma e miele è ideale per migliorare la salute dell’organismo e per questo in molti consumano questi due prodotti insieme. Le proprietà terapeutiche di questi prodotti sono straordinarie e per questo sono considerati un vero e proprio antibiotico naturale

Curcuma e miele contro i disturbi di stagione

La curcuma e il miele sono davvero eccellenti per contrastare i dusturbi della stagione invernale. Questi due prodotti naturali, se utilizzati insieme, sono infatti capaci di prevenire e di curare problemi vari come raffreddore, tosse, male alla gola e febbre. 

I benefici di curcuma e miele

Curcuma e miele, utilizzati insieme, risultano essere un ottimo antibiotico naturale  e per questo il loro impiego è utile soprattutto nel periodo invernale.

Questo rimedio è eccellente per contrastare problemi come il mal di gola: in questo caso consigliamo di usare un miele di eucalipto.

Per dire addio alla tosse invece è bene scegliere un miele balsamico come quello di abete. In caso di tosse secca suggeriamo invece un miele di agrumi che possiede qualità sedative.

In caso di febbre suggeriamo di optare per il miele di tiglio che risulta essere un ottimo antisettico. Per contrastare raffreddore e sinusite invece scegliere un miele di timo che possiede proprietà decongestionanti.

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Salgono i contagi nell’alessandrino, in quarantena diciotto classi


Alessandria –  Anche se oltre il 94,4% del personale scolastico del Piemonte ha aderito alla vaccinazione e il 97% dei vaccinati ha già completato il ciclo, aumentano i contagi a scuola. La diffusione del virus resta contenuta poiché anche l'adesione degli studenti è elevata con il 70,4% di vaccinati su una popolazione complessiva di 315 mila nella fascia 12-19 anni.

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sabato 30 ottobre 2021

Il numero perfetto di ore di sonno per salvare il cervello dall'Alzheimer

Tempi di sonno brevi e lunghi sono stati associati a prestazioni cognitive peggiori.

Che il sonno sia un ingrediente fondamentale per la salute psicofisica degli individui è assodato. Ci si interroga spesso, però, su quante siano le ore di riposo consigliate per preservare il cervello. Secondo una ricerca del Washington University Sleep Medicine Center, dormire troppo o troppo poco favorisce il declino cognitivo del cervello, e arriva a suggerire il numero di ore di cui abbiamo bisogno per preservare il cervello e compensare il morbo di Alzheimer.

La ricerca che indica quante ore dormire per salvare il cervello

Nello studio, pubblicato sulla rivista Brain, 100 anziani con una media di 75 anni hanno dormito per quattro anni e mezzo con un minuscolo monitor attaccato alla fronte quasi tutte le notti per misurare l’attività cerebrale durante il sonno:

"Il nostro studio dimostra che esiste una fascia media, o “punto debole”, per il tempo totale di sonno che rendono le prestazioni cognitive stabili nel tempo. Tempi di sonno brevi e lunghi sono stati associati a prestazioni cognitive peggiori, forse a causa di un sonno insufficiente o di una scarsa qualità del sonno", evidenziano i ricercatori.

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Coronavirus, oggi in Italia 4.878 casi e 37 morti per Covid, Palù (Aifa): “Non vaccinati primi diffusori del virus”: ultime notizie e bollettino

Report Iss: balzo di Rt a 0,96 da 0,86 e sale anche incidenza a 46 da 34, "possibile preludio recrudescenza". Il bollettino con i contagi Covid di oggi: 4.878 nuovi casi su 477.352 tamponi e 37 morti. Salgono da 4 a 18 le Regioni e le province autonome classificate a rischio moderato. A Trieste boom di contagi e accessi all'ospedale, il sindaco: "Siamo al limite della zona gialla". Palù (Aifa): "Non vaccinati primi diffusori del virus". La Fda ha autorizzato la somministrazione d'emergenza del vaccino Pfizer-Biontech per bambini dai 5 agli 11 anni di età.

Nel mondo 246 milioni di casi e quasi 5 milioni di morti covid. Per il terzo giorno consecutivo record di morti in Russia, ma è picco di contagi anche in Ucraina, Romania e Germania, ma il virus è più debole in America. Pechino rinforza le restrizioni: stop ad attività al chiuso e taglio dei voli. 007 Usa: "Probabile che il Coronavirus non sia nato come arma biologica".

Con la terza dose di vaccino anti Covid il Green Pass sarà prolungato di altri 12 mesi

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Tampone Covid: differenze tra molecolare, rapido, salivare e fai-da-te

I tamponi per diagnosticare il Covid non sono tutti uguali e la loro affidabilità varia anche del 50%: ma come scegliere tra molecolari, antigenici, salivari e fai-da-te?

Dici tamponi e si apre un mondo: molecolari, antigenici, salivari rapidi, test fai-da-te… I metodi per diagnosticare il Covid-19 sono molteplici. Ma non sono tutti uguali in fatto di attendibilità: alcuni hanno dimostrato sul campo la loro efficacia nell’individuare anche le più piccole particelle del virus, altri no: possono generare falsi negativi e la percentuale di affidabilità, secondo gli esperti, è abbastanza bassa. Il che spiega, per esempio, perché non tutti i tamponi permettono di accedere al Green Pass. Proviamo a fare chiarezza.

TAMPONE MOLECOLARE NASO-FARINGEO —

È il test per eccellenza. Apparso nei primi tempi della pandemia, ancora oggi è considerato l’esame diagnostico di riferimento internazionale per la rilevazione del SARS-CoV-2 e quello da usare per certificare l’avvenuta guarigione. Il tampone molecolare è in grado di rilevare gli acidi nucleici del virus attraverso l’impiego della PCR (dall’inglese Polymerase Chain Reaction, Reazione a Catena della Polimerasi): una tecnica sofisticata che permette di rilevare il virus anche a bassa carica virale nei soggetti sintomatici, pre-sintomatici o asintomatici. Insomma, il molecolare individua chi è infettato e anche chi è infettante. Per questo possono effettuarlo solo operatori esperti e i risultati richiedono 24/36 ore. La sua validità è di 72 ore.
Accuratezza: circa il 100%

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Dieta, secondo uno studio chi mangia carne è meno soggetto alla depressione

Un meta-studio pubblicato sulla rivista Food Science and Nutrition ha evidenziato un rapporto positivo tra consumo di carne e depressione.

Un meta-studio pubblicato sulla rivista Food Science and Nutrition si è proposto di esaminare la relazione quantitative tra il consumo di carne o una dieta che se ne astiene, e il rapporto con depressione e ansia.

Per giungere alla conclusione che a una dieta vegetariana (o vegana) fosse in qualche modo più collegata a problemi mentali, gli autori hanno ricercato cinque database online dai quali hanno estratto venti studi che soddisfacessero i criteri di selezione. In tutto, sono state raccolte circa 172000 testimonianze (di cui circa 158000 che consumavano carne e 13000 che invece si astenevano), che hanno evidenziato una chiara correlazione tra la mancanza della carne nella dieta e ansia o depressione. “Le diete restrittive tendono a rendere le persone infelici e malsane nel lungo periodo”, ha commentato a tal proposito Urska Dobersek, psicologa dell’University of Southern Indiana e membro del team che ha redatto il meta-studio.

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Inconveniente durante il tampone Covid, uomo finisce in ospedale: “Non era mai accaduto”

Incredibile quanto successo ad un uomo, che per un semplice tampone nasofaringeo è stato costretto a recarsi in ospedale. La notizia sta facendo il giro della rete e ha aperto numerose discussioni, a tal punto che l’azienda sanitaria della città in cui si è registrato l’episodio ha dovuto diramare una nota stampa per spiegare quanto successo. Una situazione decisamente insolita, che ha lasciato tutti senza parole. E ovviamente si è trattato di un brutto imprevisto per lo sfortunato protagonista.

A proposito dell’emergenza coronavirus, incidenza in risalita con 46 contagi per 100mila abitanti, e sale anche l’Rt, ora a 0,96 e che si aspetta superi la soglia critica nei prossimi giorni. E’ quanto emerge dal report diffuso dall’Istituto superiore di sanità (Iss) sul monitoraggio della Cabina di regia relativo all’andamento di Covid-19, che segnala anche un Rt ospedaliero sopra la soglia epidemica a 1,13. Stabile invece l’occupazione delle terapie intensive, al 3,7%, mentre sale a 4,5% quella in area medica. 18 le regioni a rischio moderato.

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venerdì 29 ottobre 2021

Coronavirus, oggi 5335 contagi e 33 morti per Covid. Iss, Rt a 0.96 verso terza dose a tutti in Italia. G20: “Vaccini al 70% popolazione mondiale entro metà 2022”

Report Iss: balzo di Rt a 0,96 da 0,86 e sale anche incidenza a 46 da 34, "possibile preludio recrudescenza"; diciotto regioni sono state classificate a rischio moderato. Il bollettino con i contagi Covid di oggi: sono 523 in Veneto, 233 in Puglia, 376 in Toscana. Vaccini, calano le prime dosi: -38,7% in una settimana. Si va verso la terza dose per tutti, calano prime dosi: -38,7% in una settimana; via libera dell’Aifa alla terza dose di Moderna ai maggiorenni.

Oms: "Il numero di nuovi casi e morti di Covid segnalati nel mondo sta aumentando per la prima volta in due mesi, spinto dalla crescita che si registra in Europa e che supera il calo osservato in altre regioni".

Nel mondo 245 milioni di casi e oltre 4,9 milioni di morti covid. Per il terzo giorno consecutivo record di morti in Russia,  ma è picco di contagi anche in Ucraina, Romania e Germania. In Brasile Rio toglie obbligo di mascherina all'aperto. Novavax ha presentato una domanda di approvazione del suo vaccino contro il Covid-19 nel Regno Unito.

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La leucemia: un cancro silenzioso che si manifesta con questi sintomi

 

Rash cutaneo. Bollicine. Rossore generalizzato. Possono essere tutti i sintomi di una reazione allergica a un nuovo prodotto cosmetico per esempio. In alcuni casi, però, le eruzioni cutanee possono essere il sintomo di qualcosa di ben peggiore: il cancro. Il problema? Le eruzioni cutanee che sono segnale di tumore assomigliano moltissimo ai classici, banali problemi di pelle. E quindi è facile confondere le due cose e non diagnosticare in tempo il tumore.

Per esempio, le eruzioni cutanee cancerose che tendono al rosso, sono molto simili a quelle della psoriasi o dell’eczema, hanno confermato anche gli esperti. Provocano chiazze rosse, prurito, bruciore, pelle secca e screpolata. Questo tipo di eruzione dura più delle normali anomalie temporanee della pelle e aumenterà di dimensioni con il progredire del cancro. Ma l’eruzione cutanea di tipo canceroso non scompare con trattamenti topici come invece accade per le eruzioni cutanee più innocue. ‘’Bisogna trattare questo argomento con molta cautela – ha fatto sapere al Sun Walayat Hussain, portavoce dell’Associazione britannica dei dermatologi – non dobbiamo creare allarme tra le persone ma solo renderle consapevoli”.

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Covid, chi sono i super-resistenti al virus che non si ammalano

Ci sono delle persone considerate super-resistenti al Covid, che di conseguenza non si ammalano mai. Chi sono queste persone?

Covid, chi sono i super-resistenti al virus che non si ammalano

Esistono persone che non hanno bisogno del vaccino per proteggersi dal Covid, perché sono resistenti al Coronavirus e non si ammalano. È stato avviato uno studio per scoprire chi sono le persone che non rischiano neanche di avere un lievissimo sintomo. Questa ricerca, coordinata dall’Università di Melbourne e dalla Fondazione per la ricerca biomedica dell’Accademia di Atene, è stata pubblicata sulla rivista scientifica Nature Immunology. “La variabilità clinica in risposta all’infezione, virale o meno, può essere spiegata, almeno in alcuni individui, da fattori genetici umani” hanno spiegato i ricercatori.

Ci sono state tante famiglie che si sono infettate ma una sola persona non si è contagiata. Questo vuol dire che “alcuni individui altamente esposti possano essere resistenti all’infezione con questo virus“. Gli scienziati hanno esaminato alcuni casi di suscettibilità geneticamente determinata a esiti gravi di due malattie infettive, ovvero la tubercolosi e il Covid, coprendo in modo più approfondito tre casi noti di resistenza congenita alle infezioni. Hanno considerto i geni “candidati” direttamente rilevanti per la resistenza all’infezione di Coronavirus e hanno proposto “una strategia per il reclutamento e l’analisi genetica di individui che sono naturalmente resistenti all’infezione del virus“. 

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Castagne: proprietà e benefici del frutto contro la stanchezza

  La castagna (Castanea sativa) è il frutto dell’albero del castagno appartenente alla famiglia delle Fagaceae diffuso in tutto il bacino de...