mercoledì 19 gennaio 2022

Covid, Ricciardi: "E' la terza causa di morte in Italia"

"Dopo le malattie cardiovascolari e i tumori"

Il covid "non è una malattia grave è una malattia gravissima" che "in questo momento è prima causa di morte in Europa, la terza in Italia, la prima in Europa". Così consulente scientifico del Ministro della Salute Walter Ricciardi ospite di 'diMartedì' su La7. L'esperto risponde alla domanda sul perché, nonostante chi è "vaccinato non muore o non va in ospedale", esistano misure come la quarantena e il Green pass.

Nel nostro Paese "ci sono 161 morti per 100mila - sottolinea l'esperto - dopo le malattie cardiovascolari e i tumori", il covid "è la terza causa di morte".

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Vaccino covid, effetti collaterali segnalati dopo placebo: studio

Il peso dell'effetto 'nocebo' illustrato dai ricercatori

Anche chi ha ricevuto il placebo nei test sul vaccino covid ha segnalato effetti collaterali. Più di due terzi dei comuni eventi avversi associati al vaccino covid possono essere attribuiti all'effetto 'nocebo', la versione negativa dell'effetto placebo. E' l'indicazione fornita dagli scienziati che negli Stati Uniti hanno analizzato i dati relativi a 12 trial clinici sui vaccini covid. I ricercatori hanno evidenziato che l''effetto nocebo' è stato responsabile del 76% delle comuni reazioni avverse segnalate dopo la prima dose e di quasi il 52% dopo la seconda dose.

Ma cos'è l'effetto nocebo? La definizione fa riferimento agli effetti collaterali associati ad una sostanza che non è in grado di produrre conseguenze. Nei trial, quindi, non sarebbe stato il vaccino a provocare mal di testa, stanchezza, dolore al braccio. "Dire ai pazienti che" la somministrazione del vaccino "ha effetti collaterali simili a quelli prodotti dal placebo nei trial riduce l'ansia e induce i pazienti a prendersi del tempo per valutare gli effetti stessi", dice Ted Kaptchuk, professore all' Harvard medical school e autore dello studio. "Servono in ogni caso altri dati", aggiunge.

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Malattie autoimmuni, una dieta scorretta può aumentare il rischio

L'ipotesi è formulata in uno studio condotto dal Francis Crick Institute di Londra, che punta il dito contro la dieta occidentale ricca di cibi processati

La dieta occidentale, in particolare una dieta povera di fibre (presenti soprattutto in verdura, frutta, legumi e cereali integrali) e il cibo da fast food, potrebbero essere responsabile della diffusione a livello mondiale delle malattie autoimmuni. E’ quanto ipotizza uno studio britannico del Francis Crick Institute di Londra.

MALATTIE AUTOIMMUNI: COSA SONO —

Nelle persone affette da malattie autoimmuni il sistema immunitario non riesce a vedere la differenza tra le proprie cellule sane e microrganismi patogeni, come virus o batteri. Quindi finisce per attaccare i tessuti e gli organi sani del proprio organismo. Dalla celiachia alla sclerosi multipla, dall’artrite reumatoide al diabete di tipo 1, fino alla tiroidite di Hashimoto sono molte le malattie autoimmuni diffuse soprattutto nel mondo occidentale. Quel che le accomuna è proprio la reazione anomala del sistema immunitario che, anziché andare a contrastare i patogeni, reagisce contro i tessuti sani dell’organismo.

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Bimbo di due anni inala un’arachide: salvato a Reggio Emilia con una sonda congelata

Tragedia sfiorata con un bimbo di due anni che inala un’arachide e inizia a respirare male: è stato salvato a Reggio Emilia con una sonda congelata

Brutto incidente domestico, per fortuna e perizia a lieto fine, per un bimbo di due anni che inala un’arachide: il piccolo è stato salvato all’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia con una sonda congelata. Nella serata di sabato 15 gennaio i genitori del bambino avevano rilevato con allarme che respirava a fatica ed intorno alle 22 erano arrivati a razzo al pronto soccorso

Bimbo inala un’arachide e inizia a respirare male: salvato dopo la corsa in ospedale

Lì, dopo una concisa diagnosi, si sono mobilitati medici ed infermieri di Pediatria, Pneumologia Interventistica ed Anestesia e Rianimazione. Molti di loro si sono detti disponibili a correre in ospedale malgrado fossero liberi. Occorreva un intervento di disostruzione ed un organico pieno per tutte le possibili opzioni cliniche. 

Come è stato salvato il bimbo che aveva inalato un’arachide: con la criochirurgia e una sonda

Secondo le rilevazioni l’arachide si era incastrata nel “tronco intermedio del sistema bronchiale destro e aveva occluso lo spazio respiratorio, col rischio di un ulteriore peggioramento”.

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martedì 18 gennaio 2022

In 5 regioni aumenta la pressione sulle terapie intensive: quasi tutta Italia verso la zona arancione

Secondo l’Agenas cresce in cinque regioni italiane la pressione sui reparti di terapia intensiva: Campania (13%), Friuli (24%), Marche (25%), Puglia (13%) e Toscana (24%).

Sulla spinta della variante Omicron del Coronavirus aumenta in alcune regioni italiane il tasso di occupazione delle strutture sanitarie. Sebbene il dato nazionale sia stabile e pari al 29% di occupazione dei posti letto in area medica e 18% in  terapia intensiva secondo l'ultimo resoconto dell'Agenas, l'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, nelle ultime 24 ore si registrano aumenti in 14 regioni italiane che potrebbero rappresentare la premessa per un passaggio in zona arancione di molte aree del Paese a partire da lunedì prossimo. Non solo: sulla base dei dati forniti dall'Agenas almeno una regione italiana potrebbe finire persino in zona rossa, il che significherebbe lockdown leggero per tutti, anche i vaccinati con due o tre dosi. D'altro canto un inasprimento delle regole appare inevitabile: da giorni infatti i contagi quotidiani sfiorano, e talvolta superano, quota 200mila. Il boom di infezioni, mai così tante dall'inizio della pandemia, sta determinando un incremento degli accessi in ospedale e di conseguenza, la cui saturazione in alcuni territori sta sfiorando il livello di guardia.

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Covid, oggi in Italia 228.179 contagi e 434 morti: verso nuove regole green pass nei negozi e quarantena: news e bollettino

Le ultime notizie e gli aggiornamenti sul Covid in Italia e nel mondo di oggi martedì 18 gennaio 2022. Il bollettino con i contagi di oggi: record 228.179 contagi e 434 morti in 24 ore. Italia vicina al picco secondo gli esperti, aumentano ricoveri ordinari e in terapia intensiva. La Valle d'Aosta verso la zona rossa, chiede deroghe al Governo. Nuove Regole Covid su Green Pass nei negozi e quarantena, verso tavolo Governo-Regioni su riduzione isolamento per positivi asintomatici vaccinati con terza dose o con doppia dose da meno di 4 mesi. Green Pass nei negozi: dagli alimentari alle farmacie, l'Esecutivo lima la lista delle attività dove non serve. Dl super green pass, stasera voto di fiducia alla camera. Ema: "I vaccini mRna anti Covid-19 non causano complicazioni durante la gravidanza". Il 69,5% degli italiani che possono riceverla ha fatto la terza dose, Italia terza in Ue per inoculazioni.

Nel mondo 330.801.504 contagi e 5.545.823 morti. Studio Israele: "Quarta dose di vaccino non blocca la variante Omicron". Dall'1 febbraio via all'obbligo vaccinale in Austria. Preoccupa a Pechino (Cina) la ripresa della pandemia a pochi giorni dall'inizio delle Olimpiadi invernali. Morta per Covid la cantante ceca Hanka Horkà: si era contagiata volontariamente per non vaccinarsi.

Un anno fa in Italia 4,6% di contagiati covid in ospedale, oggi lo 0,8%

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Crescono i numeri dei reparti Covid in ben 14 Regioni: il dato di Agenas

Agenas ha fornito il dato inerente all'occupazione dei reparti Covid: a livello nazionale rimane invariato, ma cresce individualmente per 14 Regioni

Agenas ha fornito nuovamente il dato inerente all’occupazione dei reparti Covid: a livello nazionale rimane invariato, ma cresce individualmente per 14 Regioni.

14 Regioni aumentano l’occupazione dei reparti Covid

L’ente governativo Agenas – Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali – ha fornito ancora una volta il dato aggiornato relativo all’occupazione dei posti letto Covid.

Il dato nelle ultime 24 ore è rimasto al 29% di occupazione media, ma con un incremento in 14 Regioni. Stabile anche l’occupazione dei posti letto per i pazienti gravi in terapia intensiva al 18%.

Le Regioni interessate sono: Abruzzo (30%), Calabria (42%), Friuli (31%), Lazio (28%), Liguria (40%), Lombardia (35%), Marche (28%), Molise (14%), Bolzano (19%), Trento (26%), Puglia (22%), Sicilia (36%), Toscana (26%) e Veneto (26%).

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Covid, ancora senza vaccino più di mezzo milione di piemontesi: zero dosi e zero prenotazioni

Nella sola fascia di età degli over 50 i non vaccinati sono 230 mila


Parola d’ordine: accelerare sulle terze dosi, recuperando tutto il possibile sul fronte delle prime e delle seconde. Perché, mentre decine di migliaia di piemontesi si sottopongono ogni giorno alla dose “booster”, ne restano ancora 710 mila senza copertura: 570 mila, considerato che 140 mila hanno già prenotato l’appuntamento.

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lunedì 17 gennaio 2022

Coronavirus, bilancio del 17 gennaio 2022: 83.403 nuovi casi e 287 morti in più

Le autorità del ministero della Salute hanno comunicato il bilancio dell'emergenza coronavirus al 17 gennaio, che sale di 83.403 casi e 287 morti.

Come di consueto il ministero della Salute, di concerto con l’Istituto Superiore di Sanità e le amministrazioni delle singole regioni, ha diramato il bilancio dell’emergenza coronavirus aggiornato a lunedì 17 gennaio. Rispetto alla giornata precedente, in cui si erano verificati 149.512 contagi, sono stati registrati 83.403 casi positivi, 287 decessi e 76.679 guarigioni/dimissioni.

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Gli errori di Luc Montagnier nel discorso a Milano su antibiotici Covid e significato di paria

Ci vengono segnalate svariate leggerezze di Luc Montagnier, in occasione del suo discorso a Milano davanti alla platea NoVax e no green pass, al punto da guadagnarsi l’appellativo di “paria” da parte del Corriere della Sera. Termine che sta facendo molto discutere, al punto che in tanti vorrebbero comprenderne il significato. Proviamo ad approfondire quanto avvenuto nelle ultime ore, ma soprattutto andiamo più in profondità rispetto alle dichiarazioni del premio Nobel, punto di riferimento per coloro che sono contrari al vaccino Covid.

A distanza di qualche settimana dalla querela a Bassetti, che noi per primi vi abbiamo confermato tramite specifico articolo dopo aver interpellato il suo avvocato, Luc Montagnier ha parlato in modo “alternativo” non solo dei vaccini, ma anche di come debba essere affrontato il Covid. Durante il discorso fatto a Milano, il medico da anni messo da parte dalla comunità scientifica per le sue teorie sulla correlazione tra autismo e vaccini, ha citato un recente studio italiano, che a conti fatti risulta ad oggi estremamente astratto.

Il lavoro in questione, in linea puramente teorica, dimostrerebbe un particolare cruciale sul Covid, in relazione al legame tra i virus e dei batteri intestinali. Partendo da questo assunto, Luc Montagnier ritiene che la strada migliore per sconfiggere la malattia ci porti dritti agli antibiotici. Per farvela breve, il premio Nobel si rifà ad uno studio secondo cui il virus potrebbe essere batteriofago, ma a conti fatti non è mai stato in grado di dimostrarlo.

Basti pensare a quanto dichiarato da Rémy Burcelin, responsabile dell’Inserm presso l’Istituto di Malattie Metaboliche e Cardiovascolari di Tolosa, come si nota tramite un’intervista di aprile 2020.Non sorprende che già nel 2020 la comunità scientifica abbia smentito uno scenario del genere. Dettagli che, ancora oggi, sfuggono a Luc Montagnier. Non contento, nel discorso fatto a Milano ha anche inserito un presunto collegamento tra i vaccini e le malattie neurodegenerative. Anche qui parliamo di teorie astratte e mai dimostrate.

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Covid, gli esperti sono dubbiosi sui tamponi rapidi fai-da-te: “Prelievo impreciso”

Mentre diverse Regioni si schierano a favore dell’utilizzo dei tamponi rapidi nasali, con l’Emilia Romagna che vara l’autotest, alcuni esperti ammoniscono sui possibili falsi negativi che possono emergere da questi test. L’immunologa Antonella Viola: “Il salivare è più adatto a Omicron”

Nella fase attuale della lotta al Covid, diverse Regioni italiane stanno valutando l’utilizzo dei tamponi rapidi nasali su larga scala. Da mercoledì l’Emilia Romagna fa da apripista e lancia la campagna di autotesting. Anche Veneto, Liguria e Lazio sembrano interessate. Ma diversi esperti rimangono scettici sull’affidabilità di questi test

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Germania, su oltre 155 milioni di vaccinazioni presentate 1.219 richieste di risarcimento per effetti collaterali: solo 18 quelle ammesse

È quanto merge da una ricerca eseguita fino al 13 gennaio 2022 nei 16 Bundesländer della Neue Osnabrücker Zeitung (NOZ) e ripresa dalla ZdF. Genericamente il diritto ad un indennizzo di assistenza è previsto dalla legge tedesca di tutela dai vaccini solo quando si patiscono danni di salute o economici in misura sensibilmente superiore a quelli derivanti dalla normale reazione all’immunizzazione e in provata connessione

Su 155,4 milioni di vaccinazioni contro il Covid fatte in Germania sono state presentate 1.219 richieste di risarcimento per effetti collaterali: una domanda ogni 127.500 vaccinazioni. Sono 54 quelle che hanno avuto risposta: 30 rigettate, 18 ammesse, 3 trasferite per competenza ed 1 risolta. I media citati non riportano lo stato delle altre domande, né le entità concrete ed i motivi dei risarcimenti. È quanto merge da una ricerca eseguita fino al 13 gennaio 2022 nei 16 Bundesländer della Neue Osnabrücker Zeitung (NOZ) e ripresa dalla ZdF. Genericamente il diritto ad un indennizzo di assistenza (Versorgungsleistungen) è previsto dalla legge tedesca di tutela dai vaccini (Impfschutzgesetz) solo quando si patiscono danni di salute o economici in misura sensibilmente superiore a quelli derivanti dalla normale reazione desiderata all’immunizzazione (ovvero mal di testa, dolori muscolari al braccio, febbre o simili) e in provata connessione con quest’ultima. I risarcimenti vengono riconosciuti solo quando il danno perdura per almeno sei mesi e le conseguenze superano almeno il trentesimo grado della scala GdS (Grad der Schädigungsfolgen) che elenca le malattie e disfunzioni risarcibili. Non ci sono dati statistici, ma si valutano episodi di alterazioni di tipo internistico, come trombosi e miocarditi, o neurologico, quali paresi o la sindrome di Guillain-Barré, ed alcune dermatiti. La valutazione per riconoscere se c’è il diritto ad un risarcimento è poi vincolata alla approfondita verifica – che richiede tempi lunghi – di collegamenti diretti tra i danni lamentati e la vaccinazione.

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domenica 16 gennaio 2022

Il Covid-19 continua a pesare sull’ospedale di Aosta: i ricoverati in terapia intensiva sono saliti a 8 (+2 rispetto a ieri)

Ricoveri in aumento anche negli altri reparti Covid, dove si è passati da 63 a 67. Con questa occupazione di posti letto i parametri sono quasi da zona rossa.

La diffusione del virus in Valle d’Aosta (zona arancione da domani) continua a infierire sull’ospedale con numeri preoccupanti e un altro cittadino è morto di Covid-19 nelle ultime 24 ore. In rianimazione i ricoverati sono saliti a otto (due in più di ieri), mentre negli altri reparti si è passati da 63 a 67. Con questa occupazione di posti letto i parametri sono quasi da zona rossa.

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Quasi il 5% della popolazione valdostana è ufficialmente contagiato


Covid, oggi in Italia 149.512 contagi e 248 morti. Superati i 2,5 milioni di attualmente positivi al Covid, news e bollettino

Gli aggiornamenti sul Covid di oggi, domenica 16 gennaio 2022, in Italia e nel mondo. Il bollettino dei contagi Covid di oggi: 149.512 nuovi casi e 248 morti, tasso di positività in aumento al 16,1%. Superati i 2,5 milioni di attualmente positivi al Covid. Report esteso Iss: i No Vax in terapia intensiva sono 38 volte più dei vaccinati con terza dose. Nuovo cambio di colori per alcune regioni: da domani la Campania passa in zona gialla, Valle d'Aosta in arancione. Nel bollettino ISS si continueranno a conteggiare gli asintomatici: "Giusto continuare a farlo". Anelli (Ordine dei medici): "Pressione su ospedali in aumento: servono chiusure selettive". In Italia a inizio gennaio Omicron presente all'81%. Rezza: "Omicron estremamente contagiosa, può affollare ospedali". Ma Locatelli: "La curva dei contagi rallenta". Non decollano le vaccinazioni tra i bambini.

Nel mondo 326.190.190 contagi e 5.535.599 decessi. Record di casi in Germania e India, mai così tanti da maggio. Nel Regno Unito scendono sotto i 100mila. La Francia autorizza il vaccino Novavax e la seconda dose di Johnson&Johnson

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Vaccino covid, 92mila prime dosi in un giorno: non succedeva da settembre

Il totale delle somministrazioni dall'inizio della campagna vaccinale è pari a 119.840.779

Quasi 92mila prime dosi di vaccino anti-Covid sono state somministrate nella giornata di ieri, sabato 15 gennaio. Un numero così alto non veniva registrato da settembre.

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Covid-19, come sarebbe l’ondata Omicron se non ci fossero stati i vaccini

I numeri non mentono: senza vaccini le terapie intensive sarebbero piene e il Paese in lockdown totale. Un motivo in più per vaccinarsi tutti, mentre l’ondata Omicron sembra rallentare.

Il 4 gennaio in Italia è stato approvato l’obbligo vaccinale per gli over 50 ed è ora di misurarne gli effetti. Nell’ultima settimana abbiamo abbattuto, un giorno dopo l’altro, i precedenti record di somministrazioni giornaliere di vaccini, arrivando a 700 mila dosi giornaliere. Si tratta di un segnale importante che ci indica due cose: che le persone si vaccinano e che la struttura organizzativa degli hub vaccinali migliora nel tempo. Negli ultimi sette giorni le prime dosi somministrate sono state oltre 500 mila (+55% rispetto alla settimana precedente): un numero importante, che lascia prevedere tra i due e i tre milioni di nuovi vaccinati nel prossimo mese. Bene anche le seconde dosi, più che raddoppiate nell’arco di sette giorni, e le terze, con oltre 3,5 milioni di somministrazioni.

Veniamo ora al dato relativo agli over 50. Come mostra il Grafico 1, dal giorno dell’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale si registra un’impennata di prime dosi somministrate per questa fascia d’età, passate da circa 5000 alle oltre 15.000 giornaliere. Il dato, letto così, può sembrare positivo; ma se lo si paragona al dato degli under 50 si vede che la crescita dei vaccini nello stesso periodo di tempo è molto simile, e sembra più dovuto alla fine delle vacanze che all’obbligo vaccinale. 
Come vi abbiamo raccontato la settimana scorsa, il 4 gennaio gli over 50 non vaccinati erano poco più di due milioni e sarebbero bastati tre o quattro giorni per vaccinarli tutti con prima dose, se solo si fossero riversati negli hub vaccinali. Per ora così non è stato ma continueremo a monitorare l’andamento nel corso delle prossime settimane.


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sabato 15 gennaio 2022

I non vaccinati in terapia intensiva sono 38 volte più dei vaccinati con terza dose: i dati Iss

Il report esteso dell’Istituto superiore di sanità sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia: i non vaccinati in terapia intensiva sono 38 volte più dei vaccinati con terza dose, ed anche il tasso dei decessi per le persone non vaccinate è pari a 42.4 ogni 100mila, mentre quello dei vaccinati con ciclo completo e dose booster è di 1.4.

Il tasso di ricoverati per Covid in terapia intensiva è pari a 26,7 ogni 100mila per i non vaccinati e a 0,7 ogni 100mila per i vaccinati con ciclo completo più dose aggiuntiva (booster), vale a dire 38 volte superiore. È quanto emerge dal report esteso dell’Istituto superiore di sanità sull’andamento dell’epidemia di Covid-19 in Italia, che integra il monitoraggio settimanale sul Covid. A risaltare all'occhio è anche il dato sui morti: il tasso dei decessi per le persone non vaccinate è pari a 42.4 ogni 100mila, mentre quello dei vaccinati con ciclo completo e dose booster è di 1.4. L'indice di rischio rispetto ai due valori di riferimento è 30.3. Nei soggetti vaccinati con terza dose, l'efficacia nel prevenire la diagnosi e i casi di malattia severa è pari rispettivamente al 68,8% e al 98%. 

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Covid, oggi in Italia 180.426 contagi e 306 morti, in terapie intensive i non vaccinati 38 volte in più dei vaccinati: ultime news e bollettino

Gli aggiornamenti sul Covid di oggi, sabato 15 gennaio 2022, in Italia e nel mondo. Il bollettino dei contagi Covid di oggi: 180.426 contagi e 306 morti, tasso di positività in calo al 14,8%. Report esteso Iss: i non vaccinati in terapia intensiva sono 38 volte più dei vaccinati con terza dose. Cambiano i colori per alcune regioni: da lunedì 17 gennaio Campania passa in zona gialla, Valle d'Aosta in arancione. Lombardia e Veneto restano in giallo. Conteggio asintomatici nel bollettino, l'ISS: "Giusto continuare a farlo". Anelli (Ordine dei medici): "Pressione su ospedali in aumento: servono chiusure selettive). In Italia a inizio gennaio Omicron presente all'81%. Rezza: "Omicron estremamente contagiosa, può affollare ospedali". Sono 119.115.700 le dosi di vaccino anti-Covid somministrate in Italia, mentre 46.833.582 hanno completato il ciclo vaccinale: 771.284 bambini (5-11 anni) hanno invece ricevuto la prima dose.

(...)
No vax e No pass a Roma contro Draghi: "Nemico pubblico numero uno"

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“Ho donato rene alla mamma della mia ragazza e lei mi ha lasciato”, lo sfogo del prof diventa virale

Uziel Martinez ha raccolto circa 15 milioni di visualizzazioni sui social per il video in cui racconta l’accaduto. “Non ho niente contro di lei, siamo in buoni rapporti” ha poi spiegato l’uomo.

L'amore è sempre incondizionato e non deve implicare un sacrificio eccessivo, è forse questa la lezione della storia di Uziel Martínez, un insegnante messicano che ha voluto raccontare la sua particolare esperienza in un video su TikTok che è diventato virale raccogliendo oltre quindici milioni di visualizzazioni. Nel filmato, registrato a letto in casa sua, l’uomo ha raccontato di aver donato un rene alla mamma della sua ragazza ma di essere stato lasciato poco dopo dalla stessa donna che successivamente si è anche fidanzata con un altro e si è infine sposata un mese dopo. "Ho donato un rene a sua madre, lei mi ha lasciato e si è sposata un mese dopo", è stato il messaggio di Uziel Martínez, che nel video ha invitato i suoi follower a rivelare altri sacrifici che hanno fatto per amore.

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Modena, professoressa in aula senza mascherina Ffp2: gli alunni escono per protesta

In una scuola media, gli studenti di una classe hanno abbandonato l’aula dopo che la docente si è rifiutata di indossare la mascherina Ffp2 al posto di quella chirurgica. Le forze dell’ordine sono intervenute scoprendo che la donna non aveva il Green pass rafforzato - obbligatorio per la categoria - sanzionandola con 400 euro di multa. Un genitore la accusa anche di aver espresso posizioni negazioniste in merito all'esistenza del Covid. L’Ufficio scolastico regionale sta valutando provvedimenti

Gli studenti di una classe in una scuola media inferiore di Modena hanno protestato contro la professoressa che si è rifiutata di indossare in classe la mascherina Ffp2 al posto di quella chirurgica. Nei giorni precedenti era stato segnalato un caso di positività al coronavirus tra gli alunni. Così i giovani studenti, di fronte al comportamento della docente, hanno deciso giovedì di abbandonare l'aula per protesta. Lei li ha ripresi col telefonino mentre uscivano e ha contattato le forze dell'ordine, ma all'intervento della Polizia Locale nell'istituto scolastico si è scoperto che la docente non aveva il Green pass rafforzato - obbligatorio per la categoria da metà dicembre - e per questa ragione nei suoi confronti è scattata una sanzione da 400 euro.

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Castagne: proprietà e benefici del frutto contro la stanchezza

  La castagna (Castanea sativa) è il frutto dell’albero del castagno appartenente alla famiglia delle Fagaceae diffuso in tutto il bacino de...