martedì 30 dicembre 2014

Ebola, la Sierra Leone decide isolamento del Nord per 5 giorni

Il governo: negozi e mercati chiusi, nessun veicolo non autorizzato potrà circolare. Il bolletti: oltre 7500 i morti, ma la mortalità diminuisce. Negli Usa, un tecnico che lavorava a un vaccino sarebbe stato esposto al virus

FREETOWN - Cinque giorni di isolamento per tutto il nord della Sierra Leone: la decisione, per limitare la diffusione dell'epidemia di Ebola, è stata presa dal governo di Freetown. Scatterà a Santo Stefano.

Lo ha reso noto Alie Kamara, ministro per la Northern Region, spiegando che in questi 5 giorni negozi e mercati saranno chiusi e "nessun veicolo privo di autorizzazione potrà circolare". 


Continua qui

venerdì 26 dicembre 2014

Ecco perchè un pò di vino rosso fa bene alla salute

Svelati i segreti del resveratrolo

Un paio di bicchieri di vino rosso hanno un effetto protettivo contro lo stress e hanno effetti benefici sulla salute. Il merito è di una molecola, il resveratrolo, i cui meccanismi sono stati svelati da un gruppo di ricercatori coordinati da Mathew Sajish dello Scripp Institute, in uno studio pubblicato sulla rivista Nature.

Questo composto induce infatti una potente risposta contro lo stress nelle cellule umane, che ha radici molto antiche dal punto di vista dell'evoluzione. Il resveratrolo è prodotto da uva, semi di cacao e altre piante in risposta allo stress, come infezioni, siccità e radiazioni ultraviolette.

In passato ha attirato l'interesse della scienza e del grande pubblico perchè potenzialmente capace di allungare la vita, prevenire il diabete nei topi obesi e aumentare la resistenza. Recentemente i ricercatori ne hanno contestato i benefici per la salute, dato che negli esperimenti si usavano dosi troppo alte.  

Continua qui

venerdì 19 dicembre 2014

Industria alimentare, ecco chi sono i padroni del cibo

Sono dieci i signori che controllano da soli più del 70 per cento dei piatti del pianeta. Queste multinazionali gestiscono 500 marchi che entrano nelle nostre case quotidianamente. Così pasta, biscotti e caffè diventano globali, anche in Italia. E le grandi questioni, come l’uso di oli e grassi nei prodotti, vengono decise a tavolino

STANNO seduti intorno alla tavola del mondo e controllano da soli più del 70 per cento dei piatti del pianeta. Sono i 10 signori dell’industria alimentare: 450 miliardi di dollari di fatturato annuo e 7.000 miliardi di capitalizzazione, l’equivalente della somma del pil dei paesi più poveri della Terra. Non sempre sono nomi noti in Italia. Da un secolo la Coca Cola è il sinonimo della multinazionale ma solo gli addetti ai lavori conoscono la Mondelez. Un po’ più numerosi sono gli italiani che ricordano la Kraft, vecchio nome proprio della Mondelez. Quasi tutti invece hanno incontrato al supermercato marchi come Toblerone, Milka e Philadelphia. "I 500 marchi riconducibili ai dieci signori della tavola — spiega Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia — sono spesso vissuti dai consumatori come aziende a sé stanti. In realtà fanno parte di multinazionali in grado di condizionare non solo le politiche alimentari dell’Occidente ma anche le politiche sociali dei paesi più poveri".

{}

La mappa dei padroni del cibo

 A rendere chiaro il quadro c’è il paradosso del ricco Epulone, il protagonista della parabola evangelica. Mentre sono 900 milioni le persone che soffrono la fame (dati Onu settembre 2014) e che vivono sotto la tavola del banchetto sperando nelle briciole, sono 1,4 miliardi gli uomini e le donne che nel mondo hanno il problema del sovrappeso. "Sono due prodotti dello stesso sistema — osserva Barbieri — perché l’80 per cento di coloro che non riescono a sfamarsi vivono nelle campagne e lavorano per produrre cibo". Oxfam è un’organizzazione che si propone di aiutare le popolazioni povere del mondo cercando di redere virtuosi, con campagne e raccolte di firme, i comportamenti delle multinazionali del cibo. Il sistema è quello di fare pressione sull’immagine dei gruppi alimentari in Occidente per spingerli a migliorare le politiche sociali nei paesi produttori. È accaduto con Nestlé, Mondelez e Mars per quel che riguarda i diritti delle donne che lavorano nelle piantagioni di cacao. Si chiede che accada con Coca Cola e Pepsi per evitare il fenomeno del land grabbing, l’esproprio forzoso delle terre dove si coltiva la canna da zucchero. "Già oggi — spiega Oxfam — sono coltivati a zucchero 31 milioni di ettari di terra, l’equivalente della superficie dell’Italia".

Continua qui

lunedì 15 dicembre 2014

Ecco i cibi che tengono lontano l’ictus

Le nuove linee guida dell’American Heart Association e dell’American Stroke Association pongono l’accento sugli alimenti che possono ridurre in modo significativo il rischio di ictus. Ecco quali sono

Le noci sono tra i cibi sani che possono aiutare a prevenire eventi vascolari come l'ictus. Foto: ©photoxpress.com/Aleksandr Ugorenkov

E’ vero, è una sorta di tiritera quella che sentiamo ripetere ogni giorno. Eppure è realtà: il modo migliore per combattere le malattie è la prevenzione. E proprio di prevenzione e riduzione dei rischi parlano le nuove linee guida dell’American Heart Association (AHA) e dell’American Stroke Association (ASA) appena pubblicate.
Qui leggiamo che le diete ricche di frutta, verdura, cereali integrali e frutta secca sono tra i fattori chiave per rendere più basso il rischio di ictus.

Seguire dunque una dieta sana, come quella mediterranea o la dieta DASH (Dietary Approaches to Stop Hypertension), l’essere impegnati regolarmente in attività fisica e mantenere la pressione sanguigna sotto controllo, sono tutti fattori in grado di ridurre il rischio di avere un ictus.
«Abbiamo una grande opportunità per migliorare le modalità di prevenire nuovi ictus – spiega il dott. James Meschia, autore principale dello studio, Professore e Primario di Neurologia presso la Mayo Clinic di Jacksonville, in Florida – perché i fattori di rischio che possono essere modificati o controllati, in particolare l’alta pressione sanguigna, rappresentano il 90 per cento degli ictus».

Ma ecco i suggerimenti che troviamo nelle nuove linee guida.
- Seguire una dieta mediterranea o DASH, integrata con frutta secca.
- Monitorare la pressione alta a casa con un dispositivo a bracciale.
- Tenere sotto controllo la pre-ipertensione affinché non diventi alta pressione sanguigna, apportando modifiche allo stile di vita come più attività fisica, una dieta sana e la gestione del peso.
- Ridurre la quantità di sodio nella propria dieta. Il sodio si trova soprattutto nel sale.
- Sottoporsi a regolari visite (almeno una volta all’anno) per la valutazione della pressione arteriosa.
- Se il farmaco per abbassare la pressione sanguigna non funziona o presenta effetti collaterali negativi, rivolgersi al medico per trovare una combinazione di farmaci che funzionino per voi.
- Non fumare. Il fumo e l’assunzione di pillole anticoncezionali per via orale può aumentare significativamente il rischio di ictus. Se sei una donna che sperimenta attacchi di emicrania con aura, il fumo aumenta il rischio di ictus ancor più che nella popolazione generale.
- Diete in stile mediterraneo o DASH sono simili nella loro enfasi su frutta, verdura, cereali integrali, legumi, noci, semi, pollame e pesce. Entrambe limitano l’assunzione di carne rossa e alimenti che contengono grassi saturi, che si trovano principalmente nei prodotti di origine animale come la carne, il burro, il formaggio e i prodotti lattiero-caseari ricchi di grassi.
- Le diete in stile mediterraneo sono generalmente a basso contenuto di prodotti lattiero-caseari e le diete DASH indirizzano verso prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi.
- Evitare il fumo passivo riduce anche i rischi di ictus e infarto.

Continua qui

domenica 14 dicembre 2014

Gli italiani amano la Nutella un prodotto con tanto zucchero, poche nocciole e troppo olio di palma. L’elenco delle altre creme preparate solo con ingredienti di qualità


crema nocciole  nutella
Per la Nutella si parla di una ricetta misteriosa, ma si tratta di una leggenda metropolitana

Criticare la Nutella è difficile, perché si tratta di un prodotto cult supportato da numerose campagne pubblicitarie venduto a un prezzo conveniente. Come accade per la  Coca-Cola, anche per la Nutella si parla di una ricetta misteriosa, ma si tratta di  una leggenda metropolitana, perché è solo una semplice crema alla nocciola con tre  ingredienti  principali:  zucchero, olio di palma e nocciole.

Basta leggere l’elenco degli ingredienti per capire che siamo di fronte a una preparazione con un profilo qualitativo non proprio eccellente. Confrontando le materie prime di Nutella con quelle di altre creme spalmabili si nota che gli ingredienti utilizzati sono simili, ma cambia la quantità e la tipologia dei grassi.  Nella lista degli ingredienti  della crema Ferrero troviamo al primo posto lo zucchero seguito dall’olio di palma e solo al terzo posto le nocciole con il 13%. Nelle creme che proponiamo in questo elenco il quantitativo di nocciole (ingrediente più costoso che caratterizza il prodotto) raddoppia o triplica e come materia grassa non si usa il mediocre olio palma ma l’eccellente burro di cacao (considerato l’ingrediente principe di tutti i prodotti a base di cacao e cioccolato).

L’abilità di Ferrero consiste nel l’essere riuscita a rendere piacevole al palato una miscela composta da poche nocciole tanto zucchero e tanto grasso  di mediocre qualità come il palma.  Nutella contiene solo una frazione del grasso di palma ottenuta da un macchinario che  possiedono pochissime aziende al mondo. La scelta del palma permette di abbassare drasticamente i costi di produzione e di usare poche nocciole, anche se  penalizza la qualità nutrizionale della crema essendo un grasso sconsigliato dagli esperti di nutrizione.

Continua qui 

“Che Nutella sarebbe senza il mondo”? In una mappa tutti i luoghi necessari per produrre un barattolo della famosa crema di nocciole

 

Novi crema spamabile “senza grassi estranei”. Questa dicitura sull’etichetta è corretta o fuorviante chiede un lettore

lunedì 8 dicembre 2014

Come evitare i cattivi pensieri? Andate a letto presto

Studio dell’Università inglese di Binghamton dimostra una correlazione tra le ore di sonno e l’atteggiamento mentale nella quotidianità. Quando si dorme poco aumentano preoccupazioni per il futuro, rimandi al passato, ossessione verso fatti e persone

Vuoi affrontare ogni giornata con il piglio giusto e con la mente sgombra dai cattivi pensieri? Il primo passo da compiere è semplicissimo: andare a letto presto. È quanto spiegano due psicologi dell’università inglese di Binghamton in uno studio apparso sulle colonne di Cognitive Therapy and Research. Preoccupazioni per il futuro, continui rimandi a quanto accaduto nel recente passato, ossessione verso alcuni avvenimenti o persone: sono questi i principali sintomi che si possono osservare nelle persone che dormono poco e che vanno a letto troppo tardi. Inevitabile che queste condizioni si ripercuotano sulla nostra vita quotidiana: tanto nella sfera professionale quanto su quella personale.

Continua qui

giovedì 4 dicembre 2014

Non dormite bene? Potrebbe dipendere dai vostri geni

Studio della Harvard Medical School esamina la componente ereditaria dei disturbi del sonno e il legame con le malattie ad essi connesse


Alcune persone dormono sempre male. E anche quando alcuni fattori di disturbo, come ad esempio quelli legati ad alimentazione, attività fisica, apnee notturne, vengono neutralizzati, può ancora accadere che non si riesca a dormire bene e la mattina ci si svegli stanchi.

Continua qui

lunedì 1 dicembre 2014

La (non) dieta per arrivare leggeri al Natale

Strategie depurative da mettere in pratica per il periodo prenatalizio

Si avvicina il periodo natalizio dedicato a pranzi pantagruelici, merende ipercaloriche e cene senza fine, per questo mai come ora abbiamo bisogno di sentirci leggeri e scattanti, recuperare tonicità, essere attivi nel corpo e nella mente. La vera dieta è un regime alimentare fatto di piccole strategie in grado di accompagnarti ogni giorno verso il benessere senza sacrifici, né troppe rinunce.

Quando l'organismo è leggero e scattante ci sentiamo meglio, sia fisicamente, sia dal punto di vista mentale. È innegabile! Tuttavia, soprattutto negli ultimi due mesi dell'anno le tentazioni sono continue e possono assumere conseguenze nefaste, con il rischio non solo di qualche chilo in più, ma di farti sentire spossato e di cattivo umore. Inizia la giornata con un buon giorno disintossicante e in grado di riequilibrare l'idratazione del corpo: ti basta un bicchiere d'acqua a digiuno, ottimo rimedio per la salute dell'intestino.

Di frequente la nostra alimentazione denota un sovraccarico di latticini, che in quantità eccessive possono provocare diverse problematiche. La parola d'ordine in un regime equilibrato è “variare”! Non farti prendere dall'abitudine, dannosa quanto il fondamentalismo alimentare. Alterna tè caldo, cappuccino o una tazza d'orzo, a cui abbinare una fetta di pane con un velo di marmellata o fette biscottate: nei giorni in cui hai tempo, come la domenica, concediti un cappuccino al bar con un cornetto, da limitare a un evento speciale e non alla regola quotidiana.

Ricorda che il lavoro del fegato risulta appesantito da un'alimentazione ricca di grassi e zuccheri raffinati, i quali, inoltre, hanno conseguenze negative anche sulla pelle. Merendine e dolcetti spesso sono invitanti a livello visivo, tuttavia, insieme alle bibite industriali, presentano un indice glicemico alto. Questo significa che il piacere sarà breve... e seguito quasi subito dalla voglia di altro dolce! Cerca di preferire il pane, magari da abbinare a un cucchiaio di marmellata o un quadratino di cioccolato fondente, rispetto ai dolciumi e per merenda scegli frutta di stagione, una manciata di frutta secca, mandarini profumati o una spremuta di pompelmo e arancia, ricca di vitamine e sali minerali. Quando acquisti la frutta secca sceglila non sbucciata: oltre a costare meno, l'operazione di sbucciatura ti terrà impegnato costringendoti a impiegare del tempo, in questo modo tenderai a mangiare meno.

Continua qui

sabato 29 novembre 2014

Le 10 cose da sapere sul vaccino dell’influenza

vaccino 2I benefici del vaccino antinfluenzale secondo tutti gli esperti sono sicuramente superiori ai rischi, a patto che si seguano alcune precauzioni. Ecco dieci cose da sapere per vaccinarsi in tranquillita’ anche dopo l’allarme sulle morti sospette per due lotti di un vaccino della Novartis che e’ stato bloccato.

1) Mi devo vaccinare? Secondo il sito ‘VaccinarSi” della Societa’ Italiana di Igiene (Siti) non ci si deve vaccinare se si e’ allergici a qualche componente del vaccino, se si hanno meno di 6 mesi o se ci sono in corso malattie con febbre alta. 2) E se ho un raffreddore? Ci si puo’ vaccinare se si hanno malattie acute di lieve entita’, ma anche in allattamento o in caso di malattie che compromettono il sistema immunitario. 3) Che cosa rischio? Gli effetti piu’ comuni segnalati sono arrossamento, gonfiore, indurimento nella sede dell’iniezione (circa il 15 per cento dei vaccinati con vaccino intramusolo, e 61 per cento per via intradermica) e si manifestano tra 6 e 24 ore dopo la vaccinazione. Hanno una breve durata, massimo 2 giorni. Ci sono poi sintomi lievi simil-influenzali in circa il 42% dei vaccinati. 4) Rischio conseguenze piu’ gravi? Secondo il Cdc statunitense le reazioni avverse gravi, che vanno dalla morte al pericolo della vita alle disabilita’ permanenti fino alle ospedalizzazioni o al ricorso al pronto soccorso hanno una frequenza estremamente bassa di 2,6 ogni 10mila dosi. 5) Cosa rischio se prendo l’influenza? Le complicanze, spiega il sito del ministero della Salute, sono piu’ frequenti in soggetti predisposti, ma tutti sono a rischio. Si va dalle polmoniti batteriche, alla disidratazione, al peggioramento di malattie preesistenti (quali ad esempio il diabete, malattie immunitarie o cardiovascolari e respiratorie croniche), alle sinusiti e alle otiti nei bambini; si stimano ogni anno circa 8mila morti dovuti all’influenza.

Continua qui 

Vaccino influenza Fluad, Aifa: altre morti sospette. Primi sequestri

 

venerdì 28 novembre 2014

Colesterolo, dal cibo allo stile di vita: 10 consigli per tenerlo d'occhio

Il colesterolo alto va tenuto sotto controllo. Ecco come fare

Il colesterolo alto è una patologia insidiosa. Iniziamo dicendo che il colesterolo si divide in colesterolo buono (HDL) e colesterolo cattivo (LDL): quest'ultimo ostruisce le arterie e se assume valori troppo elevati diventa veramente pericoloso, motivo per cui va tenuto sotto controllo. Il colesterolo alto tende a essere ereditario. Tuttavia cattiva alimentazione e obesità, malfunzionamento della toroide e stress possono influire sul proliferare del colesterolo LDL

Ecco dunque 10 consigli per limitarne i danni. 


1. CONTROLLARE IL PESO


Il Body Mass Index (BMI) ti dice con approssimazione se sei sottopeso, normopeso o soprappeso. Clicca qui per calcolare il tuo BMI. Le persone in sovrappeso tendono ad avere più elevati di LDL (colesterolo cattivo) e inferiori di HDL (colesterolo buono)

2. LIMITARE IL CONSUMO DI ALCOL


Non vi stiamo dicendo di non bere alcolici, ma di farlo con moderazione. L'alcol è uno dei piaceri della vita ma non è necessario che sia presente nella dieta. State alla larga dai superacolici e preferite il vino rosso

 3. ATTENZIONE AI GRASSI TRASGENICI

Vi starete domandando dove si trovano. In quantità più o meno piccole si trovano in: carne di manzo, maiale, agnello, latte, burro, margarina, olio di colza, prodotti dei fast food. Vengono usati anche nei processi produttivi di prodotti da forno. Ricordatevi di controllare l'etichetta, quando fate la spesa. Ecco le diciture a cui prestare attenzione: oli parzialmente idrogenati, oli totalmente idrogenati

Continua qui 

giovedì 27 novembre 2014

Vaccino anti-influenzale, 3 morti sospette. L’Agenzia del farmaco blocca 2 lotti di Fluad

Stop dell’Aifa in attesa delle verifiche. Vietato l’uso delle partite del prodotto della Novartis con numeri 142701 e 143301: «Contattate il medico per un’alternativa»

L’Agenzia italiana del farmaco ha disposto il divieto di utilizzo di due lotti - 142701 e 143301 del vaccino antinfluenzale FLUAD della Novartis Vaccines and Diagnostics s.r.l. Ci sarebbero tre sospetti decessi, due in Sicilia e uno in Molise, legati alla somministrazione del vaccino. I «tre eventi ad esito fatale - specifica l’Aifa - hanno avuto esordio entro le 48 ore dalla somministrazione delle dosi dei due lotti».

Continua qui

lunedì 24 novembre 2014

I sintomi del cancro: come individuarli, per una diagnosi precoce

L'insorgenza di un tumore è legata alla manifestazione di alcuni disturbi che non dovrebbero allarmare ma non andrebbero neppure trascurati. Ecco quali sono i segnali generali e quelli localizzati indicati dall'Airc, l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro.


Questi sono classificabili nei sintomi GENERALI

1 - ECCESSIVA STANCHEZZA NON GIUSTIFICATA

Se il senso di debolezza e affaticamento non migliora col riposo o persiste nel tempo è meglio chiedere al proprio medico un esame del sangue per individuare un'eventuale anemia. L'anemia può avere molte cause, ma in alcuni casi rivela la presenza di leucemie oppure di tumori solidi che, sanguinando impercettibilmente ma a lungo, deprivano l'organismo delle sue scorte di ferro 

2 - PERDITA DI PESO INVOLONTARIA

Un altro campanello d'allarme può essere il dimagrimento slegato a diete ipocaloriche o cambiamenti di stili di vita (legati ad alimentazione o attività fisica). Se questo si verifica è bene escludere che a provocarlo sia una malattia. Indipendentemente dal fatto che il fenomeno si associ o meno a perdita di appetito, per tutti o per determinati alimenti, è bene parlarne con il proprio medico, per capire insieme quale potrebbe esserne la causa 

3 - FEBBRE

Il rialzo della temperatura corporea è tipico delle malattie infettive, e nella maggior parte dei casi dura pochi giorni, il tempo necessario alle difese dell'organismo a eliminare batteri e virus. Se persiste per settimane o mesi oppure ricorre di frequente, può esprimere la risposta a infezioni particolari, più difficili da combattere, ma talvolta può indicare anche la risposta del sistema immunitario ad alcune forme di tumore, soprattutto linfomi e leucemie 

 

Continua qui

venerdì 21 novembre 2014

Dimagrire senza dieta? 10 trucchi per riattivare il metabolismo

ROMA – Volete dimagrire senza seguire una dieta? Avete dei chili di troppo da smaltire ma proprio non ne volete sapere di pesare grammi e contare calorie? Ecco la dieta che fa per voi: è quella che riattiva il metabolismo. 

Della dieta del super-metabolismo su LadyBlitz avevamo già scritto. Ma per semplificare le cose e rendere possibile dimagrire anche ai più restii abbiamo stilato un semplice elenco di quelli che sono i comportamenti virtuosi che permettono di perdere peso senza perdere anche la voglia di farlo.
  1. CARBOIDRATI ADDIO: rinunciare a pane e pasta può sembrare un sacrificio, ma appena vedrete che già dopo un giorno iniziate a sgonfiarvi capirete che ne vale la pena. 
  2. VIA LIBERA ALLE PROTEINE: queste sì che aiutano i muscoli a definirsi e danno una bella scossa al metabolismo.
  3. UOVA OK: non è vero che aumentano il colesterolo. Basta non esagerare. Tre uova a settimana, ma anche quattro, vanno benissimo, hanno pochi grassi e migliorano il metabolismo.
  4. FRUTTA SECCA: non credete a chi vi dice che è ricca di calorie. I grassi di noci, nocciole e mandorle sono amici non solo della salute, ma anche della pelle e dei capelli. E aiutano a bruciare i grassi.
  5. PESCE AZZURRO: è fondamentale per il cervello e per la memoria, ma anche per bruciare i grassi e per accelerare il metabolismo. Quello azzurro, poi, costa poco e fa particolarmente bene. 
  6. LEGUMI: altro alimento sottovalutato che però fornisce proteine e aiuta a controllare la glicemia nel sangue, oltre ad accelerare il metabolismo.
  7. CANNELLA: favorisce l’assimilazione dello zucchero, aiutando il corpo a metabolizzarlo più rapidamente.
  8. TE’ (SOPRATTUTTO VERDE): oltre ad essere ricco di antiossidanti combatte il grasso che si è accumulato nel corpo.
  9. OLIO DI COCCO: consigliato per bruciare i grassi e le calorie. Ma anche per far funzionare meglio la tiroide.
  10. SPORT: per dare una scossa al metabolismo l’allenamento migliore prevede una alternanza di esercizio aerobico e un altro più rilassato.
Continua qui

mercoledì 19 novembre 2014

I benefici di una manciata di prezzemolo


prezzemolo

Il prezzemolo è una delle piante più utilizzate e amate per insaporire i piatti tipici della nostra cucina. Forse non lo sappiamo, ma questa particolare erba aromatica ha innumerevoli proprietà, tra cui anche quella di rinfrescare l’alito.
I benefici attribuiti al consumo di prezzemolo sono veramente tanti: i flavonoidi presenti, tra cui la luteina, lo rendono un ottimo antiossidante, gli oli essenziali contenuti sembra che gli diano buone proprietà antitumorali e che favoriscano il processo digestivo. Ma non è tutto. Ecco di seguito riassunte, alcune delle migliori proprietà curative che rendono utile il suo consumo.

Stimola la secrezione gastrica
Il prezzemolo è considerato un ottimo aiuto per il processo digestivo: se aggiunto crudo ai piatti da consumare, il suo olio essenziale stimola la secrezione gastrica.
È un potente antiossidante

La quantità di vitamina C in esso contenuta lo rende un ottimo antiossidante naturale, utile nella lotta ai radicali liberi. Questo consente di favorire la salute della pelle e mantenere in buono stato ossa e tessuto connettivo.

Continua qui

venerdì 14 novembre 2014

Diabete, oggi la Giornata Mondiale: in aumento il numero di bambini malati

L’analisi del dottor Scaramuzza della clinica pediatrica presso l’ospedale Sacco di Milano. “L’Italia è passata da 6-10 a 15-20 nuovi casi all’anno”. 

Un italiano su dodici. Cinque milioni di cittadini, di cui circa un milione non sa di averlo. È questa la stima dei malati di diabete nel nostro paese. La giornata mondiale, istituita dalla Federazione Internazionale Diabete e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, prevede numerose iniziative informative nel corso di tutto il fine settimana. Perché combattere l’ignoranza che ancora esiste su questa patologia cronica aiuta la vita dei malati, in particolare dei bambini.

La forma più grave e meno diffusa, il 5% di tutti i casi, è il diabete di tipo 1, patologia autoimmune che distrugge progressivamente le cellule del pancreas  che producono l’insulina, condizione che si traduce in uno stato di iperglicemia e nell’impossibilità di utilizzare gli zuccheri come fonte di energia.

I bambini. Il diabete di tipo 1 colpisce soprattutto i giovani e non è prevenibile con l’adozione di uno stile di vita sano. Oggi in Italia i malati sono 150mila, di cui 20-25mila hanno meno di 18 anni. L’incidenza è andata aumentando soprattutto in quelle aree e fasce di età dove prima il diabete era meno diffuso. Nei bambini fino a sei anni, l’aumento è stato del 20% negli ultimi dieci anni. «Non conosciamo le ragioni del fenomeno, ma i dati sono chiari» spiega Andrea Scaramuzza, responsabile del servizio di diabetologia della Clinica Pediatrica dell’Università di Milano presso l’Ospedale Luigi Sacco di Milano. «Guardando ai bambini con meno di 14 anni, i paesi scandinavi e la Sardegna – da sempre ad alta incidenza di diabete - si mantengono stabili con 40-50 nuovi casi all’anno ogni 100mila bambini, mentre l’Italia peninsulare è passata da 6-10 a 15-20 nuovi casi». 

Continua qui

lunedì 10 novembre 2014

Ossitocina: l'ormone che combatte l'ansia

Quando i suoi livelli sono bassi, lo stato di agitazione aumenta. Presto sarà sufficiente un semplice prelievo di sangue, anziché del liquido cerebrospinale, per controllarne i livelli. Speranze e prospettive terapeutiche anche per i casi di autismo

Milano
Impropriamente lo chiamano l'ormone dell'amore. In realtà potremmo definirlo della tranquillità. È l’ossitocina. E a quanto emerge da uno studio della Stanford University School of Medicine da poco pubblicato sulla rivista Molecular Psychiatry, le persone con bassi livelli di questo ormone sono più soggette a crisi d'ansia. Non solo, per la prima volta in assoluto è stato dimostrato che per monitorare questo parametro basta un semplice esame del sangue. Un vantaggio non indifferente se si pensa che sino ad oggi la concentrazione di ossitocina veniva misurata attraverso un ben più complicato prelievo di liquido cerebrospinale. Una scoperta che ora potrebbe aprire a nuove terapie per la cura di alcuni disturbi comportamentali dove l'ansia è una componente importante nella vita del malato.

Continua qui

mercoledì 5 novembre 2014

I fiocchi d’avena proteggono cuore e linea

I cereali integrali, in particolare l’avena, svolgono un importante ruolo nella salute cardiovascolare e nella salute metabolica. Lo studio che esalta le virtù salutistiche dell’avena



Spesso sono le cose più semplici quelle che fanno veramente bene alla salute. È il caso dell’avena che, quando assunta in fiocchi, sembra offrire molti benefici dal punto di vista salutare.
Secondo un recente studio pubblicato sul British Journal of Nutrition, sarebbe in grado di migliorare il senso di sazietà, la qualità della digestione, la salute cardiovascolare e metabolica.
Tutto ciò – secondo il ricercatore Willem Klinken medico del centro di eccellenza della Quaker Oats – non solo fa aumentare la comprensione del ruolo dell’avena nella promozione della salute, nel senso di sazietà e nelle malattie croniche, ma bisogna tener presente che gli autori hanno anche identificato future aree di ricerca in agricoltura e salute che contribuiranno a fornire maggiori benefici per il nostro benessere.

Continua qui

mercoledì 29 ottobre 2014

Bere birra protegge da infarti ed osteoporosi

Birra-FlickrCC-Wagner Cassimiro Aragna

Autunno, tempo di fiere dedicate alla birra (e al vino), e se volete prendervi cura della vostra salute, cominciate a mescerne un po’.

Naturalmente nessuno vi dirà mai di darci dentro coi boccali, tuttavia uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della California di Davis ha evidenziato come la birra protegga dall’indebolimento osseo e dalle conseguenti fratture dovute all’osteoporosi. Essa contiene infatti il silicio dietetico, elemento fondamentale per la formazione delle ossa che ne rallenta il processo di erosione e decalcificazione.

Le birre più efficaci parrebbero quelle chiare, poiché il malto chiaro subisce meno stress da calore, il che influisce sulla quantità di silicio che giunge al consumatore.
Inoltre, una ricerca condotta dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (INRAN) ha rivelato come il consumo moderato di birra eviti l’aumento di omocistrina, un amminoacido potenzialmente responsabile degli attacchi di cuore.

Continua qui 

11 motivi per bere una birra

 

 

 

 

domenica 26 ottobre 2014

Torna l’ora solare, oltre 12 milioni di italiani a rischio disagio emotivo. Ecco come rimediare

Con il ritorno dell’ora solare e lo spostamento delle lancette un’ora indietro la depressione stagionale è in agguato. Specie per i “gufi”, che amano andare a letto tardi, ma anche e soprattutto per le “allodole”, che preferiscono svegliarsi presto. Lo psichiatra Michele Cucchi, Direttore Sanitario del Centro Medico Santagostino di Milano, rivela come superare i principali effetti negativi del ritorno dell’ora solare

Un semplice giro all’indietro delle lancette dell’orologio, basterà per portare oltre 12 milioni di italiani a soffrire notevoli disagi dal punto di vista del benessere fisico ed emotivo. Insonnia, inappetenza, spossatezza, fatica nella concentrazione e flessione del tono dell’umore, sono solo alcuni dei disturbi cui si può andare incontro.

Contrariamente all’apparenza, lo spostamento delle lancette un’ora indietro alle 3.00 del mattino, invece di permettere un maggior riposo i sessanta minuti di sonno in più saranno deleteri per la salute degli italiani e gli effetti negativi colpiranno sia i cosiddetti i “gufi”, ossia le persone che prediligono coricarsi alle ore piccole, ma soprattutto le “allodole”, che amano godersi le prime ore di luce del giorno.

La cronobiologia, una branca della biologia che studia i fenomeni ciclici negli organismi viventi e il loro adattamento ai relativi ritmi solare e lunare, è stata al centro dei più recenti studi in materia di benessere psico-fisico. Questi mostrano che già di per sé l’autunno è una stagione che per molte persone rappresenta un momento difficile da affrontare.

Continua qui

venerdì 24 ottobre 2014

Il Sole protegge da sovrappeso e diabete

Gli scienziati trovano che un’adeguata esposizione alla luce solare rallenta l’aumento di peso, riduce il rischio di obesità e di diabete

Raggi solari, luce solare… spesso demonizzati; oggi rivalutati da uno studio che mostra come esporsi al Sole – con cognizione di causa – possa essere vantaggioso anche per rallentare l’aumento di peso, ridurre il rischio di obesità e anche di diabete.

Se già la luce solare è indispensabile per la produzione e la sintetizzazione della preziosa vitamina D, è altresì importante per chi ha problemi come il disturbo affettivo stagionale (SAD), per esempio. Ma, secondo questo nuovo studio pubblicato sulla rivista Diabetes, è indispensabile non restarsene chiusi in un ufficio o in casa tutto il giorno – specie durante i mesi invernali in cui la luce solare è minore che in altri periodi dell’anno. Perché se non tiriamo mai fuori il naso, possiamo mettere su chili di troppo e poi sviluppare anche il diabete di tipo 2.

Continua qui

mercoledì 22 ottobre 2014

Uomo paralizzato torna a camminare dopo trapianto cellule

Tecnica rivoluzionaria usata da équipe medici polacchi e Gran Bretagna. "Staminali olfattive inserite nel midollo spinale"
di VALERIA PINI

LONDRA - Quello che viene definito come un intervento rivoluzionario avrebbe permesso al 40enne Darek Fidyka, che era paralizzato dal 2010 dalla vita in giù dopo un accoltellamento, di tornare a camminare. Secondo il sito della Bbc, il trattamento compiuto da chirurghi polacchi in collaborazione con scienziati britannici, si è basato su un trapianto di cellule del suo sistema olfattivo inserite nel midollo spinale.

Continua qui

martedì 21 ottobre 2014

Come rimanere giovani: la tua mente e i rimedi naturali



come-rimanere-giovani
La “fonte della giovinezza” , nel passato sembrava si parlasse di una favola, ma oggi è tutto più studiato e provato e abbiamo trovato tantissimi rimedi e stati mentali per rimanere giovani. Non pensate che abbiamo acquisito numerose nozioni da qualsiasi parte: internet, media, libri, giornali… Ma sicuramente solo ultimamente abbiamo imparato a capire ciò che potesse portare dei benefici reali. Cosa significa come rimanere giovani con la propria mente: la salute è uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale. Lo stress è collegato all’invecchiamento e hanno confermato che lo stress può provocare un deterioramento delle cellule e ridurre la durata della vita, l’esercizio fisico riduce l’infiammazione in tutto il corpo, mantiene il pompaggio del sangue, e rallenta il processo di invecchiamento.

Avere un atteggiamento positivo è molto importante per rimanere giovani:

Le donne che amano il sesso vivono più a lungo, dicono molti studiosi, infatti il sesso da quel momento Zen, che altrimenti nella nostra società è molto difficile trovare nell’arco della giornata. La tua mente è utile anche nella scelta della dieta da seguire e dello stile di vita, infatti anche la salute ottimale, come il rimanere giovani, dipendono dal raggiungimento dell’optimus con il nostro corpo. La dieta è una parte importante di stare in salute. Mangiare verdure a foglia verde aiuta a lenire l’infiammazione e con i fitonutrienti presenti in questi alimenti si possono combattere le malattie legate all’età. I cibi ricchi di vitamina C sono antiossidanti, che aumenta l’immunità. Bere molta acqua per idratare la pelle, in quanto la pelle è la più grande e la più visibile del tuo corpo. Mangiare i cibi da tutti i gruppi alimentari assicura che il vostro corpo abbia l’energia necessaria. Ma non sempre l’alimentazione non è sufficiente e quando questo accade allora mi integro prodotti naturali. Ad esempio, probabilmente avete sentito parlare molto di resveratrolo, un composto nel vino rosso e succo d’uva, antiossidante per eccellenza, insieme alla vitamina C, è sicuramente definito uno dei migliori rimedi per rimanere giovani. Ma questo ci lascia un po’ perplessi, quanto vino rosso dovremmo bere per avere la giusta dose di antiossidante per il nostro organismo; i nutrizionisti dicono che bere vino rosso con moderazione può anche avere benefici salutari per il cuore, sicuramente per avere il suo effetto per farti rimanere giovane deve essere assunto sotto forma di integratore.

Continua qui

 

lunedì 20 ottobre 2014

Cosa c’è negli hamburger di McDonald’s?

Rivelati segreti dietro agli hamburger della nota catena di fast-food, che erano stati accusati di essere prodotti con i più raccapriccianti e stomachevoli ingredienti, compresa la cosiddetta “pink slime” (o melma rosa) e la carne con i vermi.


Sugli hamburger di McDonald’s si è già detto di tutto – e forse anche di più.
C’è chi un tempo sosteneva che la carne in realtà fosse prodotta con metodi fantascientifici che non necessitavano neanche di una mucca. Poi si è passati alla carne putrefatta con tanto di vermi, o anche direttamente “carne” di vermi. Infine, alla cosiddetta pink slime (o melma rosa, in italiano) che sarebbe una poltiglia fatta di tutti gli scarti di carne possibili, compresi cartilagini, tessuti connettivi, tendini… Il tutto tritato molto finemente e passato poi sotto ammoniaca per preservarla dalla contaminazione batterica. Un bel quadretto, insomma.

Ma congetture e fantasie a parte, cosa c’è davvero negli hamburger di McDonald’s?
Alla domanda ha tentato di rispondere la troupe di Good Morning America (GMA) che è andata in California in uno stabilimento di produzione di hamburger della nota catena di fast-food per vedere e filmare quanto accadeva in realtà. E’ infatti la prima volta che una troupe entra in uno stabilimento di McDonald’s per osservare come vengono prodotti i loro hamburger.
Ma non solo. L’azienda, per mettere fine alle voci incontrollate, sta anche invitando il pubblico a inviare domande via Twitter e Facebook su ciò che realmente accade con il loro cibo.

I portavoce di McDonald’s hanno poi dichiarato che alla troupe di GMA che la loro carne è una miscela di manzo Leener tritata, con anche del grasso, sempre tritato. Ma che non contiene assolutamente altri “strani” ingredienti e, men che mai, vermi o melma rosa. E, ovviamente, neanche trattamenti all’ammoniaca.
Tuttavia, la catena di fast-food ha ammesso di utilizzare l’azodicarbonamide (ADA) nelle sue focacce e panini per mantenere l’adeguata consistenza del pane per ogni partita. Questa sostanza è un composto organico che viene utilizzato come additivo alimentare e come agente sbiancante della farina. Lo stesso composto viene tuttavia utilizzato anche per alcuni prodotti non alimentari.
Se vi siete allarmati, sappiate che sono moltissime le industrie alimentari che lo utilizzano, e si ritiene non sia dannoso.

Continua qui

venerdì 17 ottobre 2014

Il caffè decaffeinato fa male?

Cosa fare quando il classico caffè diventa un nemico del nostro organismo? Con l'avanzare dell'età e la comparsa dei primi acciacchi alla salute, spesso i medici consigliano di ridurre, in alcuni casi di eliminare del tutto, l'assunzione di caffeina. Per molte persone può risultare molto difficile abbandonare il piacere del caffè, ma in loro aiuto arriva il caffè decaffeinato. Spesso oggetto di critiche e polemiche, il caffè decaffeinato ha invece diverse proprietà benefiche. Da dove derivano quindi tutti i dubbi e le preoccupazioni per questa tipologia di caffè?Scopriamolo insieme.

  • Come si ottiene il caffè decaffeinato
  • Nel decaffeinato c'è la caffeina?
  • Le controindicazioni del caffè decaffeinato
  • Caffè decaffeinato e colesterolo
  • Caffè decaffeinato e gravidanza
  • Le proprietà del caffè decaffeinato 

     

    Come si ottiene il caffè decaffeinato

    I principali dubbi sulla sicurezza nell'assunzione del caffè decaffeinato derivano dal metodo utilizzato per togliere la caffeina dai chicchi di caffè. Esistono diversi metodi estrattivi, alcuni dei quali prevedono l'utilizzo di alcuni agenti chimici ritenuti potenzialmente cancerogeni per l'uomo.
    Ne dobbiamo quindi dedurre che il caffè decaffeinato sia cancerogeno? Sembrerebbe di no. Pare infatti che le elevate temperature a cui vengono sottoposte queste sostanze durante la successiva tostatura dei chicchi, le portino ad evaporare completamente senza lasciare alcuna traccia nel caffè.
    Per evitare rischi inutili, è consigliabile però scegliere miscele di caffè decaffeinato ottenute con la moderna tecnica di decaffeinizzazione ad anidride carbonica. Questo sistema permette di estrarre la caffeina senza l'impiego di sostanza chimiche.

    Continua qui

domenica 12 ottobre 2014

Formaggio vs diabete

Pubblicati i risultati di uno studio effettuato su oltre 23mila persone, studio dal quale emergerebbe l'efficacia del consumo dei formaggi per prevenire l'insorgere del diabete tipo 2, ma attenzione ...

E' difficile che qualcuno possa ancora stupirsi dell'alternarsi di notizie buone e cattive su un determinato alimento, che in base agli studi più recenti può rivelarsi una vera panacea per il nostro organismo oppure un veleno, mentre dalla ricerca precedente erano emersi dati completamente differenti.

Oggi tocca ai formaggi, ma non del tipo dietetico, se è lecito utilizzare questo termine quando si parla di formaggi, bensì di quelli che vengono definiti in termini tecnici "high fat", cioè ad alto contenuto di grassi.

L'ultima scoperta sui formaggi è opera di uno studio svedese, effettuato su un campione di oltre 23mila persone, che ha dimostrato come il consumo di almeno otto porzioni al giorno (!) di prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi possa diminuire le probabilità di ammalarsi di diabete tipo 2.

Il meccanismo in base al quale i grassi dei formaggi agiscono su un potenziale diabete non è ancora noto, si suppone che tali grassi potrebbero influenzare beneficamente il meccanismo del metabolismo del glucosio e sulla sensibilità dell'insulina, riducendo di conseguenza il rischio di sviluppare il diabete tipo 2

La riduzione del rischio diabete 2 è in funzione dei particolari grassi assunti, la panna infatti sembra ridurre il rischio di circa il 15% mentre lo yogurt, assunto in quantità di almeno 180 ml al giorno, risulta essere più efficace con una percentuale di abbattimento del rischio del 20%.

I grassi benefici sono però soltanto queli del formaggio, si è riscontrato un aumento del rischio diabete nelle persone che consumavano grandi quantità di carne, con una percentuale inversamente proporzionale alla
quantità di grassi contenuti, cioè le carni magre aumentano tale rischio fino al 24% contro il 9% delle carni grasse.

Continua qui

venerdì 10 ottobre 2014

Il succo di pompelmo fa dimagrire

Un nuovo studio ha rivelato che il succo di pompelmo potrebbe essere una soluzione efficace per perdere peso. Attenzione però all’interazione con i farmaci


Sono molte le persone che devono fare i conti con i chili di troppo, o che vorrebbero perderne qualcuno. Per questo motivo si è sempre alla ricerca di una soluzione che non costi troppa fatica e che sia efficace. Di proposte in questo senso sul mercato ve ne sono molte – forse troppe. E non tutte serie, valide, ma soprattutto sicure dal punto di vista della salute.

A nutrire il già folto gruppo di rimedi per la ciccia si aggiunge oggi il succo di pompelmo che, secondo un nuovo studio dell’Università della California a Berkeley (UCB), sarebbe una soluzione semplice quanto efficace per perdere i chili di troppo.
Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista PLoS ONE, è stato condotto su modello animale, e ha rivelato che i topi nutriti con una dieta ricca di grassi hanno perso il 18% di peso, se bevevano anche il succo di pompelmo. Cosa che non è accaduta nel gruppo di controllo che beveva soltanto acqua.

Continua qui

giovedì 9 ottobre 2014

“VIVA!” per imparare la rianimazione

Saper affrontare una emergenza può salvare migliaia di vite ogni anno, per questo IRC ha dato vita all’iniziativa aperta a tutti e a cui tutti dovrebbero partecipare, se teniamo alla vita dei nostri cari e degli altri

Aderire alla Campagna "Viva 2014" può aiutare a salvare migliaia di vite.
 Prende il via anche in Italia la Campagna “VIVA!” 2014. Un’importante, diremmo “vitale”, iniziativa rivolta a tutti che prevede più di 100 eventi in 80 città diverse. L’intento è la sensibilizzazione sul tema della rianimazione cardiopolmonare, una pratica che può salvare migliaia di vite.
La Campagna è promossa, sviluppata e realizzata da Italian Resuscitation Council (IRC) e IRC-Comunità (IRC-Com), due associazioni senza scopo di lucro collegate con il Council Europeo (ERC) che hanno come obiettivo la diffusione in Italia delle conoscenze e delle tecniche per riconoscere e trattare l’arresto cardiaco.

Il culmine della campagna si avrà nella settimana dal 13 al 19 ottobre 2014, giorni in cui si concentreranno le analoghe iniziative previste in tutti i Paesi europei (European Restart a Heart Day del 16 ottobre 2014). Durante la settimana i centri di formazione IRC e IRC-Com di tutta Italia offriranno corsi gratuiti di rianimazione a enti e istituzioni che ne facciano richiesta.
«L’arresto cardiaco colpisce in Europa oltre 400.000 persone ogni anno, circa 60.000 in Italia – sottolinea Giuseppe Ristagno del Comitato Scientifico di IRC – Ogni giorno nel Continente muoiono per questa patologia oltre 1.000 persone.

Continua qui

martedì 7 ottobre 2014

Yoga e meditazione migliorano le funzioni del cervello

Eseguire regolarmente tecniche meditative e yogiche può migliorare nettamente le prestazioni cerebrali al punto da poter controllare con destrezza un computer con la mente


Pratiche millenarie per eccezione, la meditazione e lo yoga aiutano a essere più sereni interiormente, ad avere una migliore prestanza fisica e – secondo le ultime ricerche – ottimizzano al massimo le funzioni cerebrali. A detta degli studiosi, tutto ciò potrebbe avere importanti implicazioni anche su persone affette da malattie degenerative e paralizzanti.
Per arrivare a tali conclusioni, un team di ricerca dell’Università del Minnesota ha raggruppato più di trenta volontari. Dodici di loro aveva almeno un anno di esperienza di yoga o meditazione per un minimo di un paio di ore alla settimana. Il gruppo di controllo, invece, era formato da 24 partecipanti sani che avevano poca o nessuna esperienza con tali tecniche. Nessuno dei due gruppi, tuttavia, aveva mai avuto a che fare con i sistemi che sfruttano il cervello per controllare un computer.

Continua qui

domenica 5 ottobre 2014

Uva a tavola: ecco i benefici e come mangiarla

L’uva è ricca di proprietà nutritive importanti per la salute: ringiovanisce la pelle, rafforza il cuore, contribuisce a combattere l'anemia e aiuta chi soffre di reumatismi. Attenzione però a non esagerare con le quantità

 


BENEFICI UVA PER LA SALUTE - Settembre sta finendo, ottobre si avvicina: l’autunno è tempo di foglie secche ma anche il mese ideale per godere delle mille proprietà dell’uva e dei suoi benefici per la nostra salute.  Con una sola avvertenza: attenzione a come la mangiate. L’uva contiene zuccheri assimilabili, sali minerali, vitamine A, B e C: da qui i suoi effetti positivi se riusciamo a inserirla bene nella nostra dieta.

UVA SALUTE E BENESSERE - Come l’uva aiuta il tuo corpo:
Continua qui 


L’uva rossa è ottima per la pelle

 

 

 

giovedì 2 ottobre 2014

Sequestrati i braccialetti elastici per i bimbi. "Sono cancerogeni"

Indossando i braccialetti costruiti con questo materiale avviene una reazione chimica che può essere cancerogena

L’Unità antiabusivismo del Sio-Polizia locale di Milano ha sequestrato 20 milioni di elastici colorati utilizzati dai bambini per fare dei braccialetti "fai da te", venduti illegalmente, e ha denunciato tre donne cinesi titolari di alcune attività per la vendita all’ingrosso in via Giordano Bruno. L’attività investigativa è partita dopo alcune segnalazioni di cittadini e un’attività di monitoraggio in alcuni mercati settimanali, cartolerie, edicole e tramite internet.

I piccoli elastici colorati erano venduti in bustine con telaietti per confezionare braccialetti e collanine, imitando i prodotti - sicuri per la salute - di una nota ditta americana, la "Rainbow Loom". Le confezioni erano prive del marchio CE e non conformi ai requisiti di sicurezza richiesti dalla legge: in particolare non contenevano le indicazioni sulla composizione del materiale, che contiene pericolose percentuali di ftalati (cancerogeni). Una società produttrice e distributrice dei prodotti importava illegalmente dalla Cina il materiale, assemblava le confezioni e le rivendeva al dettaglio.

La merce sequestrata è potenzialmente cancerogena e dannosa per la salute. Secondo un’agenzia britannica (Assay Office Birgmingam), che ha analizzato questo tipo di manufatti prodotti in Cina e distribuiti illegalmente in Occidente, gli «elasticini» sembra contengano valori di ftalati (una sostanza chimica simile al benzene) in percentuale riferita la peso del prodotto pari al 45,50 % (il limite di legge è 0,1%). Indossando i braccialetti costruiti con questo materiale avviene, con il sudore della pelle, una reazione chimica che può essere cancerogena.

Continua qui

 

Grasso e dolce piace alle donne, grasso e salato agli uomini

Parigi - Vuole essere la più grande ricerca mondiale sulle abitudini alimentari, con l’obiettivo di ottenere 500 mila risposte. Ma già il bilancio delle prime 37 mila risposte offre risultati assai interessanti. E’ NutriNet, uno studio lanciato in Francia e che raccoglie risposte in tutto il mondo, sottolineando in questa prima fase un’evidente differenza di preferenze alimentari tra uomini e donne. L’obiettivo di base è capire quali siano i meccanismi che ci portano a preferire alimenti come le patatine fritte, il formaggio o il burro di arachidi o il cioccolato o i dolci in genere?

Continua qui

mercoledì 1 ottobre 2014

Otto grassi sani per dimagrire e star bene: quali sono e loro virtù

Non c'è dieta senza grassi, basta saper scegliere quelli giusti. Dall'olio di lino agli acidi grassi essenziali, scopri le loro proprietà

Comunemente si crede che i grassi siano la causa principale del sovrappeso. Se questo è in parte vero, ogni buona dieta riduce l'assunzione di condimenti, bisogna tener presente che esistono grassi sani che aiutano a dimagrire e soprattutto sono indispensabile per il benessere di corpo e mente.

Questi grassi appartengono alla categoria degli acidi grassi essenziali e sono contenuti soprattutto in oli vegetali. E' stato scientificamente dimostrato che tali sostanze sono fondamentali per lo sviluppo del cervello e per la conservazione dell'organismo, preservandolo da invecchiamento e malattie cardiovascolari come infartoictus.

Oltre ad essere dei toccasana, hanno anche proprietà che stimolano la sensazione di sazietà. Perciò, abbinati a una dieta correttavegetariana e povera di carboidrati, permettono di dimagrire con efficacia.

Ecco le caratteristiche principali e i benefici degli 8 grassi sani, da non trascurare nella nostra alimentazione.

Acidi grassi essenziali Omega 3
Sono contenuti in numerosi oli vegetali come olio di lino, di ribes, di colza, semi di canapa, lecitina di soia. Sono importanti per lo sviluppo del cervello e delle facoltà cognitive. Prevengono la demenza e la depressione. Hanno proprietà benefiche sul cuore e sugli occhi 

Acido pinoleico
E' estratto da un olio di pinoli di uno specifico albero di pino coreano, ed è particolarmente ricco di acidi grassi a catena lunga. E' stato dimostrato che favoriscono una sensazione di pienezza con conseguente diminuzione dell'appetito. Peciò sono importanti nelle diete dimagranti

Continua qui



venerdì 26 settembre 2014

Dopo la menopausa: mangiare banane allontana l'ictus

Il contenuto in potassio protegge le donne con pressione alta dall'ictus ischemico 

Mangiare banane quando la menopausa è finita riduce il rischio di ictus fino al 27%. È quanto dimostra uno studio dei ricercatori dell'Albert Einstein College of Medicine di New York. Il merito si deve dal potassio, un minerale prezioso per controllare la pressione sanguigna ed evitare l'infarto cerebrale. Consumare cibi ricchi di potassio, dicono gli studiosi la cui ricerca è pubblicata sulla rivista dell'American Heart Association, riduce di un quarto il rischio di infarto cerebrale

Un aiuto dalle banane
I ricercatori hanno studiato la cartella clinica di oltre 90mila donne di età compresa tra 50 e 79 anni per circa 11 anni. Nella maggior parte dei casi si è individuato un consumo insufficiente di potassio. Le raccomandazioni dell'Oms indicano, infatti, in 3,510 mg il fabbisogno giornaliero di potassio, ma solo il 16% delle donne esaminate raggiungeva questa quota. Eppure, studianto i casi di ictus nell'ampio campione della ricerca è emerso che le donne che mangiavano alimenti (e non integratori) con potassio avevano il 12% di probabilità in meno di andare incontro ad un ictus e il 16% di ictus ischemico, con la sofferenza del cervello che non riceve sangue a sufficienza per restare ossigenato. E ancora, tra le donne con la pressione alta, quelle che mangiavano alimenti con più potassio avevano un rischio ridotto del 27% di ictus ischemico e del 21% per tutti i tipi di ictus.

Continua qui

martedì 23 settembre 2014

Una proteina per sconfiggere le metastasi

Sviluppata da un gruppo di ricercatori di Stanford, la proteina ha dimostrato di poter neutralizzare nei topi il meccanismo molecolare che porta alla formazione delle metastasi. Potrebbe aprire le porte ad un nuovo tipo di terapie

Una delle caratteristiche più letali del cancro sono le metastasi: cellule che si staccano dal sito originario della neoplasia e invadono l’organismo, provocando la comparsa di nuove masse tumorali. Oggi l’unica possibilità per i medici è di cercare di rallentarne la diffusione attraverso la chemioterapia, un tipo di trattamento che presenta però pesanti effetti collaterali, e che purtroppo non risulta particolarmente efficace in caso di tumori in stato ormai avanzato. Per superare queste difficoltà, un team di ricercatori di Stanford ha ideato un nuovo tipo di terapia: una proteina bioingegnerizzata che non distrugge le cellule del tumore, ma blocca i meccanismi molecolari che danno il via alla diffusione delle metastasi. I primi risultati, pubblicati su Nature Chemical Biology, sembrerebbero dimostrare che negli animali il trattamento risulta efficace su due dei più comuni tumori femminili: quello al seno e quello dell’ovaio.

Il punto di partenza per la nuova ricerca è stata la scoperta di due proteine coinvolte nella diffusione delle metastasi: Axl, una molecola che si trova sulla superficie delle cellule tumorali, e Gas6, proteina che legandosi con la prima trasmette il segnale che induce la formazione delle metastasi. L’idea dei ricercatori di Stanford è stata quella di sviluppare una terza proteina che funziona come un’esca, legandosi con Gas6 e neutralizzandola prima che raggiunga il tumore.

Continua qui

sabato 20 settembre 2014

Declino cognitivo: c’è una relazione con la vitamina D

La carenza di vitamina D potrebbe portare al declino cognitivo o demenza. Molti sono gli studi che portano a questa conclusione: ecco l’ultimo


Esiste una correlazione tra declino cognitivo (o la demenza) e i livelli di vitamina D. A suggerirlo è uno studio condotto dal Wake Forest Baptist Medical Center e pubblicato recentemente sul Journal of the American Geriatrics.

Noi siamo abituati a considerarla una vera e propria vitamina, ma la “D” è un gruppo di pro-ormoni a cui appartengono le D1, D2, D3, D4 e D5. Una volta assimilata dal corpo, infatti, agisce come un vero e proprio ormone in grado di dar vita a una serie di reazione chimiche.
Le persone anziane o con problemi stanno sempre meno ore all’aperto e al Sole. Invece, per garantire i giusti livelli di vitamina D nel sangue, bisognerebbe farne una bella scorta in estate. In questa stagione l’intensità della radiazione è così forte da garantire praticamente il corretto apporto per tutto l’inverno.

Continua qui

venerdì 19 settembre 2014

Alzheimer, i sette consigli che preservano la nostra memoria

Il 21 settembre la giornata mondiale dell'Alzheimer. I temi sono l’impegno della ricerca sui test di diagnosi precoce e predittivi per valutare l’efficacia delle cure ma anche della prevenzione. Che appare più possibile di MARIAPAOLA SALMI

NEL mondo 44 milioni di persone sono ammalate di Alzheimer, cifre che dovrebbero raddoppiare nel 2030 secondo le previsioni del Global Report 2014. Il 71% dei pazienti vivrà in paesi a basso e medio reddito. Predire il rischio di ammalarsi si può. La ricerca ha reso disponibili numerosi test, non ultimi quello degli odori, perché a quanto pare deficit olfattivi sono i primi segnali del morbo; il test che spia la presenza nella retina di sostanza amiloide, fino al prelievo di liquido spinale per ricercare gli AB oligomeri, particelle amiloidee precipitate. Il goal di ricercatori e clinici però è riuscire a capire se e come sia possibile prevenire la malattia o quanto meno rallentarne la progressione. Non a caso quest'anno l'ADI, Alzheimer's Disease International, per celebrare la XXI Giornata mondiale Alzheimer 2014, che cade il 21 settembre, ha puntato il dito sulla prevenzione con l'interlocutorio messaggio "Can we reduce the risk?" (possiamo ridurre il rischio?).

Fattori ambientali. La demenza di Alzheimer è in parte di origine genetica e in parte dovuta a fattori ambientali. Stando ad uno studio dell'università di Cambridge, pubblicato di recente su Lancet, questa demenza sarebbe prevenibile agendo su sette principali fattori di rischio: diabete, ipertensione, obesità, sedentarietà, depressione, fumo, scarsa attività intellettuale. Gli specialisti concordano su un punto: l'importanza dei diversi fattori legati allo stile di vita che è possibile modificare per ridurre il rischio. Agendo su di essi si potrebbero evitare nel giro di pochi anni circa 9 milioni di casi e d'altra parte è noto come un caso di demenza su tre sia riconducibile a cattive abitudini e a stili di vita scorretti. Ruolo dell'alimentazione e dell'attività fisico-mentale sono oggetto negli ultimi anni di innumerevoli studi e ricerche, al punto che un team di esperti internazionali guidati da Neal Barnard della George Washington School of Medicine, ha elaborato una serie di semplici linee guida pubblicate su Neurobiology of Aging.

Continua qui

giovedì 18 settembre 2014

Gli esseri umani sani sono l’abitazione ideale per i virus

Sono almeno cinque i virus che eleggono il corpo umano a condominio in cui abitare, senza che spesso ce ne rendiamo conto perché non notiamo alcun sintomo particolare, ma essi sono lì

Cerco casa, e la trovo disponibile, gratis, nel corpo umano. Questa potrebbe essere l’idea di almeno cinque tipi di virus che sono stati trovati albergare nel nostro corpo, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Difatti, anche se ospitiamo nostro malgrado questi virus potremmo non mostrare alcun sintomo rivelatore.

Di virus poi in questo periodo se ne parla più del solito. Le cronache sull’epidemia di Ebola e l’imminente arrivo del virus influenzale sono all’ordine del giorno. Tuttavia i tipi virus sono numerosi, e causano altrettante diverse infezioni. Questi stessi virus che ci fanno ammalare possono prendere dimora nel nostro corpo a nostra insaputa, fanno notare i ricercatori della Washington University School of Medicine di St. Louis, che hanno condotto uno studio i cui risultati sono stati pubblicati su BioMed Central Biology.

Continua qui


martedì 16 settembre 2014

A piedi, in bici o col bus al lavoro migliora benessere

Con auto in garage aumentano serenità, relax, socializzazione

(ANSA) - ROMA, 15 SET - Per quanto prendere i mezzi pubblici si associ spesso ad un aumento delle tensioni e delle arrabbiature per l'affollamento, raggiungere l'ufficio con l'autobus rasserena più che muoversi con la macchina. E se si va in bicicletta o a piedi i livelli di benessere, relax, socializzazione e perfino allegria aumentano ancora di più. Lo sostengono i ricercatori della Norwich Medical School, East Anglia Unversity che, con una indagine svolta su 18.000 pendolari inglesi dai 18 ai 65 anni di età, hanno scoperto che chi lascia l'auto a casa e cammina o pedala per recarsi al lavoro affronta meglio i rapporti con i colleghi, è più sereno e dorme meglio la notte di chi invece percorre il tragitto chiuso in auto. Lo studio è pubblicato su Preventive Medicine. Il 73% del campione usava l'automobile, il 13% andava a piedi e il 3% in bicicletta. L'11 per cento usufruiva dei trasporti pubblici. "Chi si muoveva da sé, a piedi o in bici, aveva i livelli più elevati di benessere. 

Continua qui

lunedì 15 settembre 2014

Sabbia, conchiglie e acqua di mare: i massaggi dell'estate

Per chi ha nostalgia delle vacanze appena finite o per chi quest'anno non è riuscito a partire ci sono i "massaggi del mare": trattamenti effettuati con sabbia, alghe, conchiglie e acqua di mare che regalano benessere e bellezza, relax e anche una ricarica energetica per riprendere il tran tran quotidiano con una marcia in più. Ecco quali sono le proprietà degli elementi marini e come trarne il massimo dei benefici.







3- Massaggio di Venere

Una variante è il Massaggio di Venere che si effettua con conchiglie di mare e polvere di perle che contengono un complesso proteico che stimola il metabolismo cellulare favorendo la produzione di elastina e collagene. Il trattamento ha un effetto drenante ed esfoliante. L’apice del relax si raggiunge alla fine del massaggio quando le conchiglie, avvicinate alle orecchie, lasciano che il suono del mare concluda l’esperienza multisensoriale. viene eseguito in beauty farm, spa e centri estetici da massoterapisti ed estetisti che abbiano seguito lo specifico corso di formazione. 


Continua qui

sabato 13 settembre 2014

Bufale in rete: troppi falsi video di maiali morti destinati a wurstel e hamburger e di polli usati per le cotolette allarmano i consumatori


Da circa un anno circola sul Web un video,Como se hacen los hotdogs y salchichas?”, che mostra cosa succede nelle aziende produttrici di würstel e salsicce. È il tipico video che riesce a ottenere molte visualizzazioni su YouTube perchè contiene:  immagini truci, musica ad effetto e soprattutto un montaggio fantasioso. Nel video, infatti, si vede una macchina tritatutto in cui vengono fatte cadere delle carcasse di maiali. Ciò che ne esce è progressivamente trasformato in una poltiglia che, pare ovvio, viene inserita nei würstel che finiranno sulle tavole degli ignari consumatori. L’effetto è strabiliante ma c’è un piccolo problema, si tratta di immagini assemblate in modo da raccontare una falsa storia. Insomma siamo di fronte ad una bufala. Siamo di fronte a due diversi video montati in successione per raccontare una storia inesistente. Nel primo si vedono le immagini di un impianto per lo smaltimento di carcasse suine tramite incenerimento a fini sanitari, mentre nel secondo si vede una linea di produzione di würstel. Per correttezza va detto che l’utilizzo di certi scarti o rifiuti non è permesso neppure per i mangimi zootecnici o il pet food, figuriamoci per un prodotto destinato all’alimentazione umana.

Una domanda sorge spontanea: chi può davvero credere che, anche nel Paese meno sensibile alle norme salutistiche, igieniche ed ambientali, delle carcasse di animali possano essere tritate per diventare cibo da vendere al supermercato?   Forse chi ha fra i propri obiettivi quello di disincentivare il consumo di carne, demonizzandone il settore.  Il video in questione, che al momento sfiora le 700mila visualizzazioni, non sembra essere stato preso eccessivamente sul serio (leggendo alcuni commenti), ma rilancia un annoso e serio problema: quello delle bufale in Rete, a cui questo giornale ha giustamente dedicato un’intera sezione. Se si naviga on-line o si frequentano i social network, è purtroppo normale  imbattersi in notizie false e mistificatorie che, circolano anche per anni con il solo scopo di generare traffico o di difendere a tutti i costi la propria visione del mondo anche con informazioni che, nel migliore dei casi, creano confusione.

Di  video e di post privi di senso che inondano il Web se contano migliaia. Uno, molto simile a quello dei maiali è il video sulla Slaughter Mobil, dove si vede un impianto di fabbricazione finlandese per la soppressione di animali a fini sanitari che permette di accelerare le operazioni di abbattimento per limitare la diffusione di malattie quali l’aviaria. Da questo video è stato tratto un leggendario post (condiviso solo su facebook da 14mila persone) intitolato “Tutta la verità sulla cotoletta di pollo”. Il post racconta che le carcasse di polli macinate veng0no poi utilizzate per preparare  cotolette. Un altro esempio? Tutti gli articoli in cui si dice che, mangiando carne, si assumono fino a 9 grammi di antibiotici l’anno.

Continua qui 

giovedì 11 settembre 2014

Un aiuto per la memoria? Arriva dal resveratrolo

Il noto antiossidante contenuto nella buccia degli acini d’uva rossa, e in parte nel vino rosso, pare sia anche in grado di far aumentare le prestazioni del cervello, in particolare per quel che riguarda la memoria

Chi non ha mai sentito parlare del resveratrolo? Quasi nessuno, crediamo, perché di questo antiossidante si è detto ormai di tutto: che previene e contrasta l’invecchiamento, promuove la salute cardiovascolare… e, ora, pare che possa anche essere efficace nel migliorare le performance del cervello, in particolare per quanto riguarda la memoria.

Il resveratrolo lo troviamo principalmente nella buccia degli acini d’uva, e in misura minore nel vino rosso (ma quest’ultimo, ahimè, contiene alcol). Per cui, se vogliamo beneficare delle sue proprietà è meglio rivolgersi alla frutta e, visto che parliamo di memoria, dimentichiamoci l’alcol.
E, sempre a proposito di memoria, è l’Osservatorio AIIPA (Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari – Area Integratori Alimentari) a ricordarci di un nuovo studio pubblicato sul Journal of Neuroscience secondo cui il resveratrolo sarebbe in grado di incrementare le performance della memoria negli adulti*.

Continua qui